Nell’indagare e approfondire la tematica oggetto della tesi di laurea, ossia il maltrattamento perpetuato nei confronti della categoria vulnerabile degli anziani, all’interno di un contesto, che dovrebbe essere protetto, come quello delle RSA, è stato adottato un approccio giuridico-sociologico per trattare il primo capitolo, riguardante l’aspetto dell’anzianità, di come questa trovi posto all’interno della società moderna, che giudica in modo ageista, ossia piena di pregiudizio, e come di conseguenza questo venga riflesso all’interno delle istituzioni e soprattutto direttamente sulla vita degli anziani stessi, già attraversanti grandi difficoltà. Nel secondo capitolo, il metodo di ricerca utilizzato è stato di tipo medico-assistenziale, senza dimenticare il contesto di riferimento che ne conferisce legittimità ed esistenza, per andare ad analizzare come si strutturino e si disciplinino, in una prospettiva virtuosa ed auspicabile, le RSA a livello nazionale e poi, più precisamente, regionale, trattando ogni aspetto che le concerne, dalla valutazione sull’autonomia all’etica del lavoro, che si dovrebbe respirare al loro interno, fino ad evidenziarne anche i punti più problematici a cui si cerca di porre rimedio. Da ultimo, nel terzo capitolo, si giunge ad esaminare con metodologia giuridica, sia teorica che casistica, il fenomeno degli abusi che possono verificarsi all’interno di una struttura sanitaria, come fattispecie complessa e rovinosa, per il benessere degli ospiti, e come tipologia di reato, portando ad esempio diverse casistiche giurisprudenziali delucidative e comparando infine gli approcci adottati nei confronti del problema a livello internazionale. Questa ricerca è un’opportunità di apprendimento, in merito a quanto l’anzianità sia piena di insidie e a quanto, nonostante questo, sia spesso marginalizzata, portando ad ignorare gravi situazioni che possono degenerare in tragici sviluppi, un annichilimento della qualità di vita, derivato dalla scarsa cura prestata da professionisti poco preparati ed oberati di lavoro, da familiari inesperti o poco presenti, da una società veloce che non ha tempo per chi rallenta. Tutto ciò concorre a creare le condizioni fertili per l’abuso.
Maltrattamento degli anziani nelle RSA
NINI, ALESSANDRA
2024/2025
Abstract
Nell’indagare e approfondire la tematica oggetto della tesi di laurea, ossia il maltrattamento perpetuato nei confronti della categoria vulnerabile degli anziani, all’interno di un contesto, che dovrebbe essere protetto, come quello delle RSA, è stato adottato un approccio giuridico-sociologico per trattare il primo capitolo, riguardante l’aspetto dell’anzianità, di come questa trovi posto all’interno della società moderna, che giudica in modo ageista, ossia piena di pregiudizio, e come di conseguenza questo venga riflesso all’interno delle istituzioni e soprattutto direttamente sulla vita degli anziani stessi, già attraversanti grandi difficoltà. Nel secondo capitolo, il metodo di ricerca utilizzato è stato di tipo medico-assistenziale, senza dimenticare il contesto di riferimento che ne conferisce legittimità ed esistenza, per andare ad analizzare come si strutturino e si disciplinino, in una prospettiva virtuosa ed auspicabile, le RSA a livello nazionale e poi, più precisamente, regionale, trattando ogni aspetto che le concerne, dalla valutazione sull’autonomia all’etica del lavoro, che si dovrebbe respirare al loro interno, fino ad evidenziarne anche i punti più problematici a cui si cerca di porre rimedio. Da ultimo, nel terzo capitolo, si giunge ad esaminare con metodologia giuridica, sia teorica che casistica, il fenomeno degli abusi che possono verificarsi all’interno di una struttura sanitaria, come fattispecie complessa e rovinosa, per il benessere degli ospiti, e come tipologia di reato, portando ad esempio diverse casistiche giurisprudenziali delucidative e comparando infine gli approcci adottati nei confronti del problema a livello internazionale. Questa ricerca è un’opportunità di apprendimento, in merito a quanto l’anzianità sia piena di insidie e a quanto, nonostante questo, sia spesso marginalizzata, portando ad ignorare gravi situazioni che possono degenerare in tragici sviluppi, un annichilimento della qualità di vita, derivato dalla scarsa cura prestata da professionisti poco preparati ed oberati di lavoro, da familiari inesperti o poco presenti, da una società veloce che non ha tempo per chi rallenta. Tutto ciò concorre a creare le condizioni fertili per l’abuso.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4316