La presente tesi esamina il fenomeno del brain drain in Italia attraverso un approccio integrato che coniuga prospettive teoriche, evidenze empiriche e implicazioni di policy. L’obiettivo è analizzare l'entità, le dinamiche e, in particolare, le conseguenze economiche e sociali della migrazione qualificata in un contesto europeo caratterizzato da crescente competitività e interconnessione. Il primo capitolo ricostruisce il quadro teorico e concettuale del brain drain, con riferimento alla letteratura internazionale ed europea. Vengono approfonditi i principali modelli interpretativi, le relazioni tra mobilità del capitale umano e sviluppo economico, nonché l’evoluzione dei concetti di brain gain e brain circulation. Particolare attenzione è rivolta agli effetti sistemici del fenomeno sugli investimenti in formazione, sulla sostenibilità dei sistemi educativi e sulla circolazione dei talenti, evidenziando al contempo le criticità definitorie e statistiche che ne ostacolano una misurazione comparabile. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi del caso italiano, con un focus sulle ricadute economiche del brain drain in termini di perdita di capitale umano, indebolimento dell’innovazione, impatto sulla fiscalità e squilibri territoriali. Attraverso l’utilizzo di dati statistici, stime economiche e contributi di vari studiosi, si evidenziano gli effetti strutturali della migrazione qualificata sulla crescita potenziale del Paese, sulla sostenibilità del debito pubblico e sulla competitività del sistema produttivo, con implicazioni rilevanti anche per il settore pubblico, sanitario e accademico. Il terzo capitolo analizza le politiche di contrasto e gestione del brain drain, esaminando le strategie di retention, attrazione e brain circulation adottate a livello nazionale ed europeo. Viene posta particolare enfasi su strumenti fiscali, incentivi alla ricerca, programmi di mobilità accademica e interventi di sviluppo territoriale, con un focus su interventi regionali attuati in particolare in Emilia Romagna. La tesi si conclude con una riflessione critica sulle prospettive future, sottolineando la necessità di un approccio multilivello e sistemico volto a trasformare la mobilità qualificata da perdita a opportunità.
Il brain drain in Italia: dinamiche e prospettive di policy
SOLDAINI, FABIO
2024/2025
Abstract
La presente tesi esamina il fenomeno del brain drain in Italia attraverso un approccio integrato che coniuga prospettive teoriche, evidenze empiriche e implicazioni di policy. L’obiettivo è analizzare l'entità, le dinamiche e, in particolare, le conseguenze economiche e sociali della migrazione qualificata in un contesto europeo caratterizzato da crescente competitività e interconnessione. Il primo capitolo ricostruisce il quadro teorico e concettuale del brain drain, con riferimento alla letteratura internazionale ed europea. Vengono approfonditi i principali modelli interpretativi, le relazioni tra mobilità del capitale umano e sviluppo economico, nonché l’evoluzione dei concetti di brain gain e brain circulation. Particolare attenzione è rivolta agli effetti sistemici del fenomeno sugli investimenti in formazione, sulla sostenibilità dei sistemi educativi e sulla circolazione dei talenti, evidenziando al contempo le criticità definitorie e statistiche che ne ostacolano una misurazione comparabile. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi del caso italiano, con un focus sulle ricadute economiche del brain drain in termini di perdita di capitale umano, indebolimento dell’innovazione, impatto sulla fiscalità e squilibri territoriali. Attraverso l’utilizzo di dati statistici, stime economiche e contributi di vari studiosi, si evidenziano gli effetti strutturali della migrazione qualificata sulla crescita potenziale del Paese, sulla sostenibilità del debito pubblico e sulla competitività del sistema produttivo, con implicazioni rilevanti anche per il settore pubblico, sanitario e accademico. Il terzo capitolo analizza le politiche di contrasto e gestione del brain drain, esaminando le strategie di retention, attrazione e brain circulation adottate a livello nazionale ed europeo. Viene posta particolare enfasi su strumenti fiscali, incentivi alla ricerca, programmi di mobilità accademica e interventi di sviluppo territoriale, con un focus su interventi regionali attuati in particolare in Emilia Romagna. La tesi si conclude con una riflessione critica sulle prospettive future, sottolineando la necessità di un approccio multilivello e sistemico volto a trasformare la mobilità qualificata da perdita a opportunità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4318