Questo lavoro critica l’impianto dominante delle smart city come “città dei sensori”, mostrando il divario tra l’abbondanza di dati raccolti e la scarsità di potere d’azione per i cittadini. La tesi propone di spostare la prospettiva da “City as a Service” a “City as a License”: non un catalogo di funzionalità, ma un regime di garanzie con regole d’accesso esplicite, motivazioni verificabili e canali di ricorso effettivi. In questa cornice, le piattaforme urbane sono intese come architetture dell’accesso e della decisione, capaci di trasformare dati in decisioni motivate, tracciabili e contestabili, riducendo il gap tra infrastruttura digitale ed empowerment civico. La ricerca adotta un disegno di ricerca-azione ciclico (ascolto → co-progettazione → prototipo → test pubblico) per verificare tre ipotesi: (1) trasparenza delle regole e dei tempi; (2) contestabilità concreta tramite ricorsi e audit; (3) restituzione dei dati in forme comprensibili e riusabili. Se rispettate, tali condizioni producono un aumento misurabile di agency, fiducia procedurale ed efficacia delle decisioni. L’indagine empirica si concentra sul caso “Hamlet” del Comune di Reggio Emilia, una piattaforma civica configurata come bene comune digitale, sostenuta da presidi di prossimità (Laboratorio Aperto, Antenne Digitali) e da una “grammatica dell’azione” che rende ricostruibile la catena input → valutazione → esito. Il modello ibrida luoghi fisici e interfacce minime, sincronizza canali low-tech con la traccia digitale, e adotta strumenti di metodo (Toolkit, Growth Kit) per standardizzare ruoli, tempi e qualità delle decisioni. I risultati mostrano che l’efficacia di una smart city non dipende dal numero di sensori o dalla raffinatezza tecnica, ma dalla qualità istituzionale delle sue piattaforme: identità proporzionata al rischio, tracciabilità dei log, spiegabilità delle scelte e sunset clause per le regole che incidono su diritti. Queste scelte trasformano la partecipazione da slogan a pratica di governo, rendendo i cittadini titolari di poteri verificabili sulle condizioni d’accesso e di modifica delle regole.
Smart Cities: limiti e possibili evoluzioni
SORRENTINO, MANUEL
2024/2025
Abstract
Questo lavoro critica l’impianto dominante delle smart city come “città dei sensori”, mostrando il divario tra l’abbondanza di dati raccolti e la scarsità di potere d’azione per i cittadini. La tesi propone di spostare la prospettiva da “City as a Service” a “City as a License”: non un catalogo di funzionalità, ma un regime di garanzie con regole d’accesso esplicite, motivazioni verificabili e canali di ricorso effettivi. In questa cornice, le piattaforme urbane sono intese come architetture dell’accesso e della decisione, capaci di trasformare dati in decisioni motivate, tracciabili e contestabili, riducendo il gap tra infrastruttura digitale ed empowerment civico. La ricerca adotta un disegno di ricerca-azione ciclico (ascolto → co-progettazione → prototipo → test pubblico) per verificare tre ipotesi: (1) trasparenza delle regole e dei tempi; (2) contestabilità concreta tramite ricorsi e audit; (3) restituzione dei dati in forme comprensibili e riusabili. Se rispettate, tali condizioni producono un aumento misurabile di agency, fiducia procedurale ed efficacia delle decisioni. L’indagine empirica si concentra sul caso “Hamlet” del Comune di Reggio Emilia, una piattaforma civica configurata come bene comune digitale, sostenuta da presidi di prossimità (Laboratorio Aperto, Antenne Digitali) e da una “grammatica dell’azione” che rende ricostruibile la catena input → valutazione → esito. Il modello ibrida luoghi fisici e interfacce minime, sincronizza canali low-tech con la traccia digitale, e adotta strumenti di metodo (Toolkit, Growth Kit) per standardizzare ruoli, tempi e qualità delle decisioni. I risultati mostrano che l’efficacia di una smart city non dipende dal numero di sensori o dalla raffinatezza tecnica, ma dalla qualità istituzionale delle sue piattaforme: identità proporzionata al rischio, tracciabilità dei log, spiegabilità delle scelte e sunset clause per le regole che incidono su diritti. Queste scelte trasformano la partecipazione da slogan a pratica di governo, rendendo i cittadini titolari di poteri verificabili sulle condizioni d’accesso e di modifica delle regole.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Sorrentino.Manuel.pdf
embargo fino al 11/12/2026
Dimensione
3.21 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.21 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/4336