Il carcinoma sieroso di alto grado tubo-ovarico rappresenta la principale causa di mortalità per tumore ginecologico e rimane una sfida clinica nonostante i progressi ottenuti con chirurgia e chemioterapia. La complessità biologica e l’aggressività di questa neoplasia rendono essenziale l’identificazione di biomarcatori utili per la stratificazione prognostica e per la definizione di percorsi terapeutici personalizzati. Negli ultimi anni, lo stato di deficit della ricombinazione omologa (HRD) e le mutazioni dei geni BRCA1/2 si sono affermati come marcatori prognostici e predittivi di risposta ai PARP-inibitori, mentre cresce l’interesse verso nuovi target terapeutici, come il recettore per il folato (FOLR1), e verso una caratterizzazione più raffinata del microambiente tumorale. Un aspetto innovativo di questo lavoro di tesi risiede nell’impiego della patologia digitale, che ha permesso di quantificare in maniera oggettiva e standardizzata l’espressione di marcatori immunoistochimici e la distribuzione dell’infiltrato immunitario, riducendo la variabilità inter-osservatore e consentendo analisi statistiche più robuste. L’integrazione di queste metodiche con i dati molecolari ha evidenziato come HRD e BRCA siano marcatori prognostici consolidati, mentre i profili immunitari e FOLR1 emergono come potenziali indicatori predittivi e terapeutici. Questi risultati sottolineano il valore della patologia digitale come strumento innovativo per arricchire la caratterizzazione del carcinoma sieroso tubo-ovarico, favorendo un approccio più preciso e traslazionale che apre nuove prospettive per la medicina di precisione.
FOLR1 e marcatori immunitari nel carcinoma sieroso di alto grado tubo-ovarico: dall’analisi digitale alla medicina di precisione
CAGLIOTI, BRUNO
2024/2025
Abstract
Il carcinoma sieroso di alto grado tubo-ovarico rappresenta la principale causa di mortalità per tumore ginecologico e rimane una sfida clinica nonostante i progressi ottenuti con chirurgia e chemioterapia. La complessità biologica e l’aggressività di questa neoplasia rendono essenziale l’identificazione di biomarcatori utili per la stratificazione prognostica e per la definizione di percorsi terapeutici personalizzati. Negli ultimi anni, lo stato di deficit della ricombinazione omologa (HRD) e le mutazioni dei geni BRCA1/2 si sono affermati come marcatori prognostici e predittivi di risposta ai PARP-inibitori, mentre cresce l’interesse verso nuovi target terapeutici, come il recettore per il folato (FOLR1), e verso una caratterizzazione più raffinata del microambiente tumorale. Un aspetto innovativo di questo lavoro di tesi risiede nell’impiego della patologia digitale, che ha permesso di quantificare in maniera oggettiva e standardizzata l’espressione di marcatori immunoistochimici e la distribuzione dell’infiltrato immunitario, riducendo la variabilità inter-osservatore e consentendo analisi statistiche più robuste. L’integrazione di queste metodiche con i dati molecolari ha evidenziato come HRD e BRCA siano marcatori prognostici consolidati, mentre i profili immunitari e FOLR1 emergono come potenziali indicatori predittivi e terapeutici. Questi risultati sottolineano il valore della patologia digitale come strumento innovativo per arricchire la caratterizzazione del carcinoma sieroso tubo-ovarico, favorendo un approccio più preciso e traslazionale che apre nuove prospettive per la medicina di precisione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4354