La plastica è un contaminante largamente diffuso a livello globale, impiegato in molteplici settori produttivi. Il consumo di plastica costituisce un problema in quanto essa, diffondendosi lungo la catena alimentare, può accumularsi negli organismi con possibili effetti nocivi. Una volta rilasciata nell’ambiente, la plastica tende a frammentarsi sino a divenire un materiale microscopico, suddiviso su base dimensionale in microplastiche (MPs) e nanoplastiche (NPs). Questa tesi pone l’attenzione sui possibili effetti che l’esposizione acuta per 24 o 72 ore a nanoparticelle di polietilene tereftalato (PET-NPs) 10 mg/L può determinare nel mollusco modello di acqua dolce Pomacea canaliculata. Gli effetti sono stati studiati con metodi cito-istologici e biomolecolari. I principali organi/tessuti studiati sono quelli associati alla presenza di cellule con funzione immunitaria e/o fagocitica, segnatamente il rene anteriore (AK), il rene posteriore (PK) e l’emolinfa. A seguito dell’esposizione acuta di PET-NPs mediante iniezione, gli animali, suddivisi in gruppi di controllo e trattato, sono stati sottoposti al prelievo di emolinfa per lo studio degli emociti circolanti e, successivamente, alla dissezione di AK e PK, previa anestesia in ghiaccio. L’osservazione con criostato ha confermato la presenza di PET-NPs in AK e in PK, indicando che gli animali possono accumulare le NPs e fornendo un’utile base agli ulteriori studi biomolecolari e cito-istologici su questi organi. L’indagine molecolare ha quantificato, mediante RT-qPCR, l’espressione delle molecole immunitarie e stressogene HSP90, IL-17 e AIF-1 espresse in AK e PK a 24 ore e 72 ore post iniezione. L’indagine cito-istologica è stata eseguita al fine di valutare se la presenza di PET-NPs nei campioni trattati fosse associata a cambiamenti strutturali e cito-architettonici in AK e PK rispetto ai campioni di controllo. Ulteriori studi sono stati condotti sugli emociti circolanti nell’emolinfa, valutandone l’azione fagocitica dopo l’esposizione acuta sia in vivo che in ex vivo. Ancorché le reazioni siano tecnicamente riuscite, i risultati ottenuti dagli studi molecolari non hanno mostrato variazioni significative nell’espressione genica di HSP90, IL-17 e AIF-1 tra campioni di controllo e di trattato. Allo stesso modo, i risultati ottenuti dalle analisi cito-istologiche non hanno mostrato differenze morfologiche nei campioni trattati con PET-NPs rispetto a quelli di controllo. Tuttavia, dagli studi immunoistochimici è emerso che gli emociti, trattati sia in vivo che in ex vivo, sono in grado di effettuare l’uptake delle PET-NPs, indicando che P. canaliculata non è passiva rispetto a questi materiali. In conclusione, i risultati ottenuti supportano l’ipotesi che P. canaliculata individui nelle PET-NPs del materiale non-self e che proceda al loro accumulo, escludendole dalla circolazione. L’assenza di effetti evidenti dopo la somministrazione acuta non esclude effetti a medio e lungo termine, che dovranno essere affrontati con ulteriori indagini.

Analisi cito-istologica dell'accumulo tissutale di nanoparticelle di polietilene tereftalato (PET) nel modello d'acqua dolce Pomacea canaliculata (Mollusca: Gastropoda)

AMICO, MARTINA
2024/2025

Abstract

La plastica è un contaminante largamente diffuso a livello globale, impiegato in molteplici settori produttivi. Il consumo di plastica costituisce un problema in quanto essa, diffondendosi lungo la catena alimentare, può accumularsi negli organismi con possibili effetti nocivi. Una volta rilasciata nell’ambiente, la plastica tende a frammentarsi sino a divenire un materiale microscopico, suddiviso su base dimensionale in microplastiche (MPs) e nanoplastiche (NPs). Questa tesi pone l’attenzione sui possibili effetti che l’esposizione acuta per 24 o 72 ore a nanoparticelle di polietilene tereftalato (PET-NPs) 10 mg/L può determinare nel mollusco modello di acqua dolce Pomacea canaliculata. Gli effetti sono stati studiati con metodi cito-istologici e biomolecolari. I principali organi/tessuti studiati sono quelli associati alla presenza di cellule con funzione immunitaria e/o fagocitica, segnatamente il rene anteriore (AK), il rene posteriore (PK) e l’emolinfa. A seguito dell’esposizione acuta di PET-NPs mediante iniezione, gli animali, suddivisi in gruppi di controllo e trattato, sono stati sottoposti al prelievo di emolinfa per lo studio degli emociti circolanti e, successivamente, alla dissezione di AK e PK, previa anestesia in ghiaccio. L’osservazione con criostato ha confermato la presenza di PET-NPs in AK e in PK, indicando che gli animali possono accumulare le NPs e fornendo un’utile base agli ulteriori studi biomolecolari e cito-istologici su questi organi. L’indagine molecolare ha quantificato, mediante RT-qPCR, l’espressione delle molecole immunitarie e stressogene HSP90, IL-17 e AIF-1 espresse in AK e PK a 24 ore e 72 ore post iniezione. L’indagine cito-istologica è stata eseguita al fine di valutare se la presenza di PET-NPs nei campioni trattati fosse associata a cambiamenti strutturali e cito-architettonici in AK e PK rispetto ai campioni di controllo. Ulteriori studi sono stati condotti sugli emociti circolanti nell’emolinfa, valutandone l’azione fagocitica dopo l’esposizione acuta sia in vivo che in ex vivo. Ancorché le reazioni siano tecnicamente riuscite, i risultati ottenuti dagli studi molecolari non hanno mostrato variazioni significative nell’espressione genica di HSP90, IL-17 e AIF-1 tra campioni di controllo e di trattato. Allo stesso modo, i risultati ottenuti dalle analisi cito-istologiche non hanno mostrato differenze morfologiche nei campioni trattati con PET-NPs rispetto a quelli di controllo. Tuttavia, dagli studi immunoistochimici è emerso che gli emociti, trattati sia in vivo che in ex vivo, sono in grado di effettuare l’uptake delle PET-NPs, indicando che P. canaliculata non è passiva rispetto a questi materiali. In conclusione, i risultati ottenuti supportano l’ipotesi che P. canaliculata individui nelle PET-NPs del materiale non-self e che proceda al loro accumulo, escludendole dalla circolazione. L’assenza di effetti evidenti dopo la somministrazione acuta non esclude effetti a medio e lungo termine, che dovranno essere affrontati con ulteriori indagini.
2024
Pomacea canaliculata
nanoplastiche
emociti
bioaccumulo
fagocitosi
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