Il ruolo della farmacovigilanza sta assumendo un’importanza sempre più centrale e imprescindibile lungo l’intero ciclo di vita dei farmaci. Le incretine (agonisti del recettore GLP-1 e inibitori della DPP-4) rappresentano un esempio paradigmatico: inizialmente approvate come agenti per il diabete mellito di tipo 2 grazie ai loro effetti sul controllo glicemico, hanno successivamente mostrato un potenziale terapeutico più ampio, in particolare nella gestione del peso corporeo e nella riduzione del rischio cardiovascolare. Sebbene gli studi clinici pre-marketing forniscano evidenze solide in merito a sicurezza ed efficacia per le indicazioni iniziali, solo la farmacovigilanza, successiva all’immissione in commercio, consente di rilevare eventi avversi rari, a lungo termine, o emergenti in popolazioni non adeguatamente rappresentate nei trials (pazienti con co-morbilità o anziani). Nel caso delle incretine, la farmacovigilanza ha contribuito a definire e chiarire i profili di rischio emergenti, come il possibile nesso tra i GLP-1RAs e pancreatite o cancro alla tiroide. La raccolta continua di segnalazioni, integrata da evidenze provenienti da registri e studi osservazionali nella reale pratica clinica (Real- World Evidence), è essenziale per confermare, escludere o quantificare tali rischi, garantendo un profilo beneficio/rischio favorevole, nonostante l’espansione delle indicazioni. L’efficacia delle incretine nella perdita di peso e nella protezione cardiovascolare, che ha portato all’approvazione di nuove indicazioni per l’obesità e per la riduzione degli eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE), è stata documentata da vari studi clinici, Tuttavia l’uso esteso in popolazioni non diabetiche o con profili clinici eterogenei richiede una sorveglianza rafforzata al fine di identificare eventuali nuovi rischi non emersi nei trials clinici, come l’associazione tra i GLP-1Ras e un aumento del rischio dell’ideazione o del comportamento suicidario e di autolesionismo. I primi segnali sulla sicurezza psichiatrica sono stati riportati poco dopo l’introduzione in commercio delle prime incretine (Exenatide e Sitagliptin), con studi e report pubblicati intorno al 2008.Tuttavia l’attenzione regolatoria e scientifica sul rischio di ideazione e di comportamento suicidario è divenuta predominante a partire dalla metà del 2023, in coincidenza con l’uso massivo dei farmaci incretinici (in particolare quelli contenenti Semaglutide e Liraglutide). Nel luglio 2023 l’EMA ha avviato una revisione formale del segnale e, tra il 2024 e il 2025, i risultati dei primi ampi studi osservazionali e di coorte non hanno confermato un legame di causalità definito. La farmacovigilanza dunque costituisce non solo un supporto essenziale per le decisioni regolatorie e per le strategie industriali relative alla sicurezza, ma è anche uno strumento cardine per l’ottimizzazione della terapia e la tutela dei pazienti in un panorama farmacologico in rapida evoluzione. Senza un solido sistema di farmacovigilanza, la fiducia della comunità clinica e dei cittadini nell’uso esteso delle incretine ed in generale dei farmaci sarebbe compromesso, rallentando l’adozione di terapie potenzialmente salvavita.

INCRETINE: ASPETTI REGOLATORI E FARMACOVIGILANZA

LUZIO, GIANCARLO
2024/2025

Abstract

Il ruolo della farmacovigilanza sta assumendo un’importanza sempre più centrale e imprescindibile lungo l’intero ciclo di vita dei farmaci. Le incretine (agonisti del recettore GLP-1 e inibitori della DPP-4) rappresentano un esempio paradigmatico: inizialmente approvate come agenti per il diabete mellito di tipo 2 grazie ai loro effetti sul controllo glicemico, hanno successivamente mostrato un potenziale terapeutico più ampio, in particolare nella gestione del peso corporeo e nella riduzione del rischio cardiovascolare. Sebbene gli studi clinici pre-marketing forniscano evidenze solide in merito a sicurezza ed efficacia per le indicazioni iniziali, solo la farmacovigilanza, successiva all’immissione in commercio, consente di rilevare eventi avversi rari, a lungo termine, o emergenti in popolazioni non adeguatamente rappresentate nei trials (pazienti con co-morbilità o anziani). Nel caso delle incretine, la farmacovigilanza ha contribuito a definire e chiarire i profili di rischio emergenti, come il possibile nesso tra i GLP-1RAs e pancreatite o cancro alla tiroide. La raccolta continua di segnalazioni, integrata da evidenze provenienti da registri e studi osservazionali nella reale pratica clinica (Real- World Evidence), è essenziale per confermare, escludere o quantificare tali rischi, garantendo un profilo beneficio/rischio favorevole, nonostante l’espansione delle indicazioni. L’efficacia delle incretine nella perdita di peso e nella protezione cardiovascolare, che ha portato all’approvazione di nuove indicazioni per l’obesità e per la riduzione degli eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE), è stata documentata da vari studi clinici, Tuttavia l’uso esteso in popolazioni non diabetiche o con profili clinici eterogenei richiede una sorveglianza rafforzata al fine di identificare eventuali nuovi rischi non emersi nei trials clinici, come l’associazione tra i GLP-1Ras e un aumento del rischio dell’ideazione o del comportamento suicidario e di autolesionismo. I primi segnali sulla sicurezza psichiatrica sono stati riportati poco dopo l’introduzione in commercio delle prime incretine (Exenatide e Sitagliptin), con studi e report pubblicati intorno al 2008.Tuttavia l’attenzione regolatoria e scientifica sul rischio di ideazione e di comportamento suicidario è divenuta predominante a partire dalla metà del 2023, in coincidenza con l’uso massivo dei farmaci incretinici (in particolare quelli contenenti Semaglutide e Liraglutide). Nel luglio 2023 l’EMA ha avviato una revisione formale del segnale e, tra il 2024 e il 2025, i risultati dei primi ampi studi osservazionali e di coorte non hanno confermato un legame di causalità definito. La farmacovigilanza dunque costituisce non solo un supporto essenziale per le decisioni regolatorie e per le strategie industriali relative alla sicurezza, ma è anche uno strumento cardine per l’ottimizzazione della terapia e la tutela dei pazienti in un panorama farmacologico in rapida evoluzione. Senza un solido sistema di farmacovigilanza, la fiducia della comunità clinica e dei cittadini nell’uso esteso delle incretine ed in generale dei farmaci sarebbe compromesso, rallentando l’adozione di terapie potenzialmente salvavita.
2024
Incretine
Diabete
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