Questa tesi indaga la crisi degli anni ‘70 del secolo scorso con l’obiettivo di far emergere come questo decennio rappresenti una cesura nella storia del Novecento. Attraverso uno studio comparato della storiografia più recente è possibile ripercorrere le tappe salienti che hanno caratterizzato questo arco temporale, evidenziando appunto che in molti momenti si sono verificati avvenimenti che hanno modificato considerevolmente la storia sia internazionale che nazionale. USA e URSS sono entrati in una fase delicata. I “trenta gloriosi” sono giunti al termine e la guerra in Vietnam rende evidente la fallibilità del colosso statunitense mentre l'invasione di Praga invece manifesta la natura totalitaria dell'URSS. Si tratta innegabilmente di avvenimenti che contribuiscono alla crisi internazionale sia del modello capitalista che di quello sovietico. Questa crisi porta alla fase della distensione internazionale, fase che corrisponde ad un'attenuazione delle tensioni tra le due superpotenze. Sebbene né gli USA né l'URSS intendono in alcun modo modificare l'assetto mondiale, in Europa invece si cerca di sfruttare la distensione per avviare un processo che avrebbe portato in un futuro al superamento dei blocchi, tra cui ricordiamo principalmente la politica dell’Ostpolitik avviata dal cancelliere della Germania ovest Willy Brandt. Nel frattempo in Italia poco dopo le manifestazione legate al movimento del '68, emerge il problema del terrorismo di estrema destra, reso particolarmente evidente dopo la bomba di Piazza Fontana. La Democrazia Cristiana deve affrontare alcune questioni dirimenti, tra cui la secolarizzazione del proprio elettorato e la mancanza di prospettiva del partito sempre più evidente. Si susseguono infatti governi di centro alternati a governi di centro-sinistra senza una chiara direzione e il fenomeno del terrorismo non fa che peggiorare la situazione. Il PCI invece dopo l'invasione dei carri armati sovietici a Praga, inizia un percorso che avrebbe portato il partito a staccarsi sempre di più dall'URSS, senza però arrivare mai alla rottura definitiva dei rapporti con i sovietici. Il neoeletto segretario Berlinguer riesce a portare il PCI ai suoi massimi storici e allo stesso tempo i rapporti con l’URSS sono sempre più compromessi. Sia Moro che Berlinguer sono consapevoli della gravità connessa al terrorismo neofascista e dopo il 1969 iniziano un lento percorso di avvicinamento. La vera svolta avviene con la nuova emergenza legata al terrorismo di estrema sinistra e dopo il golpe in Cile del 1973, eventi che contribuiscono ad accelerare questo processo portando al nuovo "compromesso storico" tra DC e PCI. In questo modo quest’ultimo partito si sarebbe riavvicinato all’area di governo dopo quasi trent’anni di opposizione, nonostante l’aperta ostilità di USA e URSS. Vedremo nel corso di questa dissertazione come sono stati interpretati questi avvenimenti dagli storici e perché questo decennio rappresenta un punto di svolta nella storia mondiale e italiana.
L'Italia nella crisi degli anni '70. La DC e il PCI tra pressioni internazionali e tensioni interne.
CATTARUZZA, FRANCESCA
2024/2025
Abstract
Questa tesi indaga la crisi degli anni ‘70 del secolo scorso con l’obiettivo di far emergere come questo decennio rappresenti una cesura nella storia del Novecento. Attraverso uno studio comparato della storiografia più recente è possibile ripercorrere le tappe salienti che hanno caratterizzato questo arco temporale, evidenziando appunto che in molti momenti si sono verificati avvenimenti che hanno modificato considerevolmente la storia sia internazionale che nazionale. USA e URSS sono entrati in una fase delicata. I “trenta gloriosi” sono giunti al termine e la guerra in Vietnam rende evidente la fallibilità del colosso statunitense mentre l'invasione di Praga invece manifesta la natura totalitaria dell'URSS. Si tratta innegabilmente di avvenimenti che contribuiscono alla crisi internazionale sia del modello capitalista che di quello sovietico. Questa crisi porta alla fase della distensione internazionale, fase che corrisponde ad un'attenuazione delle tensioni tra le due superpotenze. Sebbene né gli USA né l'URSS intendono in alcun modo modificare l'assetto mondiale, in Europa invece si cerca di sfruttare la distensione per avviare un processo che avrebbe portato in un futuro al superamento dei blocchi, tra cui ricordiamo principalmente la politica dell’Ostpolitik avviata dal cancelliere della Germania ovest Willy Brandt. Nel frattempo in Italia poco dopo le manifestazione legate al movimento del '68, emerge il problema del terrorismo di estrema destra, reso particolarmente evidente dopo la bomba di Piazza Fontana. La Democrazia Cristiana deve affrontare alcune questioni dirimenti, tra cui la secolarizzazione del proprio elettorato e la mancanza di prospettiva del partito sempre più evidente. Si susseguono infatti governi di centro alternati a governi di centro-sinistra senza una chiara direzione e il fenomeno del terrorismo non fa che peggiorare la situazione. Il PCI invece dopo l'invasione dei carri armati sovietici a Praga, inizia un percorso che avrebbe portato il partito a staccarsi sempre di più dall'URSS, senza però arrivare mai alla rottura definitiva dei rapporti con i sovietici. Il neoeletto segretario Berlinguer riesce a portare il PCI ai suoi massimi storici e allo stesso tempo i rapporti con l’URSS sono sempre più compromessi. Sia Moro che Berlinguer sono consapevoli della gravità connessa al terrorismo neofascista e dopo il 1969 iniziano un lento percorso di avvicinamento. La vera svolta avviene con la nuova emergenza legata al terrorismo di estrema sinistra e dopo il golpe in Cile del 1973, eventi che contribuiscono ad accelerare questo processo portando al nuovo "compromesso storico" tra DC e PCI. In questo modo quest’ultimo partito si sarebbe riavvicinato all’area di governo dopo quasi trent’anni di opposizione, nonostante l’aperta ostilità di USA e URSS. Vedremo nel corso di questa dissertazione come sono stati interpretati questi avvenimenti dagli storici e perché questo decennio rappresenta un punto di svolta nella storia mondiale e italiana.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4881