La sostenibilità ambientale è un argomento sempre più discusso e regolato, tant’è che negli ultimi anni si è trasformato in un valore quasi indispensabile per le aziende. Questo ha portato a due possibilità: un effettivo cambiamento all’interno delle aziende per diventare sostenibili; oppure un cambiamento comunicato ma non messo in atto, attuando quindi delle pratiche di ambientalismo di facciata – il cosiddetto greenwashing. Questa tesi ha come tematica di base proprio quello della sostenibilità ambientale e del greenwashing, in particolare come la prima viene comunicata da aziende petrolifere appartenenti al cosiddetto gruppo delle “Big Oil” sfociando inesorabilmente nella seconda. Per poter fare un’analisi della comunicazione audiovisiva, la tesi partirà dalla definizione di un quadro teorico che comprenderà tematiche quali: il cambiamento climatico e il ruolo che i combustibili fossili compiono in esso, le normative legate alla protezione ambientale, e la lunga storia che l’Europa ha in termini di sfruttamento delle risorse ambientali e umane. In seguito, verranno analizzati i contesti socio-culturali dei due paesi presi in analisi, ovvero Inghilterra e Italia. Dopo aver precisato gli aspetti che si trovano alla base della ricerca, si definirà quindi un quadro metodologico di analisi – in particolare, si tratta di un’analisi qualitativa che si pone l’obiettivo di indagare aspetti della comunicazione quali linguaggio, simboli e colori utilizzati e come questi contribuiscono alla costruzione dell’immagine e della reputazione dei brand. Questo permetterà quindi di passare al punto focale dell’elaborato: l’analisi delle comunicazioni audiovisive (pubblicità e non solo) di British Petroleum, Shell ed Eni per determinare come le loro strategie comunicative si sono evolute nella seconda metà del XX secolo (da considerarsi come “origine” della comunicazione). Successivamente verranno analizzate le comunicazioni create e diffuse nel XXI secolo, andando non oltre la seconda metà del secondo decennio; questo periodo verrà diviso quindi in due momenti ben definiti: il primo, che varia in base a quando sono avvenuti i disastri ambientali che hanno coinvolto le tre compagnie petrolifere, servirà a stabilire l’evoluzione della comunicazione pubblicitaria con l’avvento del nuovo millennio e soprattutto per poter definire un momento “pre-disastro”; il secondo, di conseguenza, sarà il periodo “post-disastro”, successivo agli scandali ambientali e da mettere in diretto contrasto con il primo. Infatti, questo secondo momento sarà il focus dell’ultimo capitolo, con l’obiettivo di cercare analogie e differenze nelle strategie comunicative delle compagnie petrolifere.

L'invisibilità del petrolio. Retoriche ed estetiche della comunicazione di Big Oil di fronte a disastri ambientali

NARDACCHIONE, EUGENIA
2024/2025

Abstract

La sostenibilità ambientale è un argomento sempre più discusso e regolato, tant’è che negli ultimi anni si è trasformato in un valore quasi indispensabile per le aziende. Questo ha portato a due possibilità: un effettivo cambiamento all’interno delle aziende per diventare sostenibili; oppure un cambiamento comunicato ma non messo in atto, attuando quindi delle pratiche di ambientalismo di facciata – il cosiddetto greenwashing. Questa tesi ha come tematica di base proprio quello della sostenibilità ambientale e del greenwashing, in particolare come la prima viene comunicata da aziende petrolifere appartenenti al cosiddetto gruppo delle “Big Oil” sfociando inesorabilmente nella seconda. Per poter fare un’analisi della comunicazione audiovisiva, la tesi partirà dalla definizione di un quadro teorico che comprenderà tematiche quali: il cambiamento climatico e il ruolo che i combustibili fossili compiono in esso, le normative legate alla protezione ambientale, e la lunga storia che l’Europa ha in termini di sfruttamento delle risorse ambientali e umane. In seguito, verranno analizzati i contesti socio-culturali dei due paesi presi in analisi, ovvero Inghilterra e Italia. Dopo aver precisato gli aspetti che si trovano alla base della ricerca, si definirà quindi un quadro metodologico di analisi – in particolare, si tratta di un’analisi qualitativa che si pone l’obiettivo di indagare aspetti della comunicazione quali linguaggio, simboli e colori utilizzati e come questi contribuiscono alla costruzione dell’immagine e della reputazione dei brand. Questo permetterà quindi di passare al punto focale dell’elaborato: l’analisi delle comunicazioni audiovisive (pubblicità e non solo) di British Petroleum, Shell ed Eni per determinare come le loro strategie comunicative si sono evolute nella seconda metà del XX secolo (da considerarsi come “origine” della comunicazione). Successivamente verranno analizzate le comunicazioni create e diffuse nel XXI secolo, andando non oltre la seconda metà del secondo decennio; questo periodo verrà diviso quindi in due momenti ben definiti: il primo, che varia in base a quando sono avvenuti i disastri ambientali che hanno coinvolto le tre compagnie petrolifere, servirà a stabilire l’evoluzione della comunicazione pubblicitaria con l’avvento del nuovo millennio e soprattutto per poter definire un momento “pre-disastro”; il secondo, di conseguenza, sarà il periodo “post-disastro”, successivo agli scandali ambientali e da mettere in diretto contrasto con il primo. Infatti, questo secondo momento sarà il focus dell’ultimo capitolo, con l’obiettivo di cercare analogie e differenze nelle strategie comunicative delle compagnie petrolifere.
2024
petrolio
big oil
disastri ambientali
ambientalismo
invisibilità
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