La tesi analizza le strategie di comunicazione digitale di tre istituzioni museali italiane: le Gallerie degli Uffizi, il MAXXI di Roma e il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. L'obiettivo è quello di comprendere come i musei si relazionano con il pubblico e comunichino la loro identità attraverso le piattaforme digitali. I social media presi in considerazione per l'analisi sono: Instagram, Facebook e TikTok. L'analisi evidenzia come i musei adattino i propri linguaggi, i format e gli obiettivi comunicativi a seconda della piattaforma utilizzata e del pubblico di riferimento. I tre casi di studio sono stati scelti per via delle loro specificità e diversità: gli Uffizi sono un museo con una forte presenza online; il MAXXI è stato preso in considerazione perché, a differenza degli Uffizi, offre un prodotto culturale contemporaneo, orientato all’esperienza, al digitale e all’innovazione. L'analisi vuole indagare come un museo con un prodotto culturale "immateriale" possa comunicare il proprio patrimonio online. E infine il caso di studio del Museo del Patrimonio Industriale di Bologna perché rappresenta un museo di nicchia fortemente legato al territorio. Per questo la tesi vuole comprendere i mezzi e le strategie che un museo come questo utilizza per raccontarsi e promuoversi. La ricerca mette in luce, attraverso un'analisi qualitativa e quantitativa dei contenuti dei social media, come gli Uffizi utilizzino una strategia comunicativa che mostra una grande flessibilità di contenuti e linguaggi, adattati alle diverse specificità di ciascun canale utilizzato. La comunicazione risulta essere partecipativa, coinvolgente e sperimentale, specialmente su TikTok e Instagram. Il MAXXI, seppur essendo un museo nato sui social media, predilige una comunicazione istituzionale ed innovativa, scegliendo consapevolmente di non presidiare su TikTok. Attraverso l'uso di strategie diversificate per i vari social media, il MAXXI mira alla creazione di una grande community forte e compatta basata sulla qualità della relazione e sulla condivisone dei valori culturali e sociali. Infine, il Museo del Patrimonio Industriale il quale utilizza una comunicazione orienta alla divulgazione didattica e alla valorizzazione del patrimonio industriale del territorio. I social media non sono utilizzati con lo scopo della viralità dei contenuti, bensì hanno obiettivi di approfondimento e di relazione con la comunità locale. Il confronto tra i tre casi di studio dimostra come non esista un unico modo per le istituzioni culturali di approcciarsi alla comunicazione digitale, ma come le scelte strategiche siano connesse all'identità del museo. I social media emergono come luoghi di relazione, di partecipazione e di mediazione culturale, attraverso i quali i musei si raccontano e ridefiniscono il loro ruolo nello spazio pubblico contemporaneo.
Raccontare l’arte: strategie di comunicazione e narrazione museale nell’era digitale
VERGNANINI, REBECCA
2024/2025
Abstract
La tesi analizza le strategie di comunicazione digitale di tre istituzioni museali italiane: le Gallerie degli Uffizi, il MAXXI di Roma e il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. L'obiettivo è quello di comprendere come i musei si relazionano con il pubblico e comunichino la loro identità attraverso le piattaforme digitali. I social media presi in considerazione per l'analisi sono: Instagram, Facebook e TikTok. L'analisi evidenzia come i musei adattino i propri linguaggi, i format e gli obiettivi comunicativi a seconda della piattaforma utilizzata e del pubblico di riferimento. I tre casi di studio sono stati scelti per via delle loro specificità e diversità: gli Uffizi sono un museo con una forte presenza online; il MAXXI è stato preso in considerazione perché, a differenza degli Uffizi, offre un prodotto culturale contemporaneo, orientato all’esperienza, al digitale e all’innovazione. L'analisi vuole indagare come un museo con un prodotto culturale "immateriale" possa comunicare il proprio patrimonio online. E infine il caso di studio del Museo del Patrimonio Industriale di Bologna perché rappresenta un museo di nicchia fortemente legato al territorio. Per questo la tesi vuole comprendere i mezzi e le strategie che un museo come questo utilizza per raccontarsi e promuoversi. La ricerca mette in luce, attraverso un'analisi qualitativa e quantitativa dei contenuti dei social media, come gli Uffizi utilizzino una strategia comunicativa che mostra una grande flessibilità di contenuti e linguaggi, adattati alle diverse specificità di ciascun canale utilizzato. La comunicazione risulta essere partecipativa, coinvolgente e sperimentale, specialmente su TikTok e Instagram. Il MAXXI, seppur essendo un museo nato sui social media, predilige una comunicazione istituzionale ed innovativa, scegliendo consapevolmente di non presidiare su TikTok. Attraverso l'uso di strategie diversificate per i vari social media, il MAXXI mira alla creazione di una grande community forte e compatta basata sulla qualità della relazione e sulla condivisone dei valori culturali e sociali. Infine, il Museo del Patrimonio Industriale il quale utilizza una comunicazione orienta alla divulgazione didattica e alla valorizzazione del patrimonio industriale del territorio. I social media non sono utilizzati con lo scopo della viralità dei contenuti, bensì hanno obiettivi di approfondimento e di relazione con la comunità locale. Il confronto tra i tre casi di studio dimostra come non esista un unico modo per le istituzioni culturali di approcciarsi alla comunicazione digitale, ma come le scelte strategiche siano connesse all'identità del museo. I social media emergono come luoghi di relazione, di partecipazione e di mediazione culturale, attraverso i quali i musei si raccontano e ridefiniscono il loro ruolo nello spazio pubblico contemporaneo.| File | Dimensione | Formato | |
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