ABSTRACT Introduzione: Lo shock emorragico rappresenta una delle principali cause di mortalità prevenibile nel paziente traumatizzato ed è frequentemente complicato dalla coagulopatia indotta dal trauma (Trauma Induced Coagulopathy, TIC), condizione associata a un significativo peggioramento dell’outcome. L’identificazione precoce delle alterazioni dell’emostasi e l’avvio tempestivo di una terapia mirata sono fondamentali nella gestione del trauma maggiore. I test viscoelastici point-of-care, come la tromboelastometria rotazionale (ROTEM), consentono una valutazione dinamica e globale della coagulazione in tempi rapidi, rispetto agli esami convenzionali. Obiettivi: Lo scopo di questo studio è analizzare il ruolo della gestione ROTEM-guidata nei pazienti con shock emorragico, valutandone l’utilità nel riconoscimento precoce della coagulopatia e nel supporto alle decisioni terapeutiche, in particolare per quanto riguarda la strategia trasfusionale. Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo su 74 pazienti con shock emorragico, traumatico e non traumatico, afferiti al Dipartimento di Emergenza-Urgenza dell’Ospedale Civile di Baggiovara nel periodo ottobre 2024 – dicembre 2025. I pazienti inclusi sono tutti stati sottoposti a valutazione mediante ROTEM. Per ciascun paziente sono stati raccolti dati clinici, laboratoristici, parametri viscoelastici e attivazione del protocollo trasfusionale. Risultati: I pazienti traumatici risultavano mediamente più giovani e meno frequentemente in terapia anticoagulante/antiaggregante rispetto ai non traumatici. Nei traumatizzati gli esami coagulativi convenzionali all’ingresso mostravano una bassa frequenza di alterazioni, nonostante la presenza di segni clinici di shock. Il Rotem ha invece evidenziato precocemente un’alterazione della qualità del coagulo. L’iperfibrinolisi è risultata rara, verosimilmente per la somministrazione precoce pre-ospedaliera di acido tranexamico. I pazienti con emorragia non traumatica presentavano esami più frequentemente alterati (INR e aPTT), con iperlattatemia e deficit di basi. Le alterazioni ROTEM erano meno comuni e non è stata osservata iperfibrinolisi. L’attivazione del PTM ha riguardato una quota ridotta di pazienti. Conclusioni: La gestione ROTEM-guidata dello shock emorragico traumatico consente di identificare precocemente la presenza di una coagulopatia trauma-relata e di caratterizzarne il pattern direttamente in Sala Emergenza e quasi a tempo zero, diversamente dagli esami di laboratorio standard. Di conseguenza consente un trattamento emostatico rapido, mirato e un impiego più appropriato delle risorse trasfusionali.

La gestione in emergenza del paziente emorragico con il supporto della tromboelastometria rotazionale

FRIGNANI, ANNA
2024/2025

Abstract

ABSTRACT Introduzione: Lo shock emorragico rappresenta una delle principali cause di mortalità prevenibile nel paziente traumatizzato ed è frequentemente complicato dalla coagulopatia indotta dal trauma (Trauma Induced Coagulopathy, TIC), condizione associata a un significativo peggioramento dell’outcome. L’identificazione precoce delle alterazioni dell’emostasi e l’avvio tempestivo di una terapia mirata sono fondamentali nella gestione del trauma maggiore. I test viscoelastici point-of-care, come la tromboelastometria rotazionale (ROTEM), consentono una valutazione dinamica e globale della coagulazione in tempi rapidi, rispetto agli esami convenzionali. Obiettivi: Lo scopo di questo studio è analizzare il ruolo della gestione ROTEM-guidata nei pazienti con shock emorragico, valutandone l’utilità nel riconoscimento precoce della coagulopatia e nel supporto alle decisioni terapeutiche, in particolare per quanto riguarda la strategia trasfusionale. Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo su 74 pazienti con shock emorragico, traumatico e non traumatico, afferiti al Dipartimento di Emergenza-Urgenza dell’Ospedale Civile di Baggiovara nel periodo ottobre 2024 – dicembre 2025. I pazienti inclusi sono tutti stati sottoposti a valutazione mediante ROTEM. Per ciascun paziente sono stati raccolti dati clinici, laboratoristici, parametri viscoelastici e attivazione del protocollo trasfusionale. Risultati: I pazienti traumatici risultavano mediamente più giovani e meno frequentemente in terapia anticoagulante/antiaggregante rispetto ai non traumatici. Nei traumatizzati gli esami coagulativi convenzionali all’ingresso mostravano una bassa frequenza di alterazioni, nonostante la presenza di segni clinici di shock. Il Rotem ha invece evidenziato precocemente un’alterazione della qualità del coagulo. L’iperfibrinolisi è risultata rara, verosimilmente per la somministrazione precoce pre-ospedaliera di acido tranexamico. I pazienti con emorragia non traumatica presentavano esami più frequentemente alterati (INR e aPTT), con iperlattatemia e deficit di basi. Le alterazioni ROTEM erano meno comuni e non è stata osservata iperfibrinolisi. L’attivazione del PTM ha riguardato una quota ridotta di pazienti. Conclusioni: La gestione ROTEM-guidata dello shock emorragico traumatico consente di identificare precocemente la presenza di una coagulopatia trauma-relata e di caratterizzarne il pattern direttamente in Sala Emergenza e quasi a tempo zero, diversamente dagli esami di laboratorio standard. Di conseguenza consente un trattamento emostatico rapido, mirato e un impiego più appropriato delle risorse trasfusionali.
2024
ROTEM
Trauma
Coagulopatia
Pronto Soccorso
Shock emorragico
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