La demenza rappresenta un insieme di patologie caratterizzate da un declino delle funzioni cognitive tale da compromettere l'autonomia quotidiana, con un impatto crescente sui sistemi sanitari in relazione all'invecchiamento della popolazione. Recenti evidenze scientifiche hanno posto l'attenzione sul ruolo dei fattori ambientali e nutrizionali, inclusi i macroelementi e gli elementi in traccia, nella sua etiologia. Questi fattori possono agire favorendo lo stress ossidativo, processi infiammatori del sistema nervoso e di aggregazione proteica, fattori coinvolti nella neurodegenerazione. Tuttavia, la relazione tra i livelli di elementi in traccia e la progressione clinica dal disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI) a demenza conclamata è ancora incerta e dibattuta. Lo scopo di questo studio è valutare l’associazione tra concentrazioni sieriche di macro-elementi ed elementi traccia e rischio di conversione da MCI a demenza. Sono stati reclutati pazienti con diagnosi iniziale di MCI presso l’Unità di Neurologia dell’AOU di Modena nel periodo 2008-2014. Dopo l'applicazione dei criteri di inclusione ed esclusione, la coorte finale è risultata composta da 56 soggetti. I partecipanti sono stati sottoposti a valutazione clinica, neuropsicologica e prelievo di campioni biologici al basale per determinare i livelli sierici degli elementi e i livelli liquorali di biomarcatori di neurodegenerazione. L'esposizione agli elementi è stata valutata misurando le concentrazioni sieriche mediante tecniche di spettrometria di massa. I pazienti sono stati seguiti longitudinalmente per un periodo medio di 4 anni al fine di monitorare l'eventuale conversione a demenza di qualsiasi tipologia clinica (dovuta a malattia di Alzheimer, frontotemporale, a corpi di Lewy e vascolare). L'analisi statistica, oltre ai modelli di rischio proporzionale di Cox standard per stimare gli Hazard Ratio di conversione a demenza, ha utilizzato curve restricted cubic splines per esplorare relazioni dose-risposta non lineari, aggiustando l'analisi per i seguenti fattori confondenti (età all’esordio, livello d’istruzione e stato di fumatore). Durante il follow-up, si è registrata una conversione a demenza in 36 pazienti (64,3% del campione), mentre 20 soggetti sono rimasti stabili. I risultati hanno evidenziato come il rischio di progressione non abbia un andamento lineare semplice in relazione ad alcuni elementi, quali il selenio, caratterizzato da una curva a "U", e calcio, ferro e manganese, caratterizzati da effetti soglia e andamenti progressivi. Queste osservazioni indicano come, a seconda dell'elemento, sia concentrazioni ridotte (carenza) che elevate (eccesso/tossicità) possano associarsi a una maggior probabilità di progressione a demenza. Complessivamente, i risultati ottenuti suggeriscono come alterazioni dell'equilibrio omeostatico di tali elementi siano un fattore di rischio potenzialmente rilevante per l'evoluzione del MCI. La definizione delle curve di rischio e il loro andamento non lineare potrebbe assumere un importante valore prognostico, contribuendo ad identificare precocemente i soggetti a maggior rischio sia per condizioni carenziali che per sovraesposizioni riferite ad alcuni elementi in traccia.

FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI NELLA PROGRESSIONE DEL DISTURBO COGNITIVO LIEVE A DEMENZA: UNO STUDIO DI COORTE A MODENA

GAVIOLI, CHIARA
2024/2025

Abstract

La demenza rappresenta un insieme di patologie caratterizzate da un declino delle funzioni cognitive tale da compromettere l'autonomia quotidiana, con un impatto crescente sui sistemi sanitari in relazione all'invecchiamento della popolazione. Recenti evidenze scientifiche hanno posto l'attenzione sul ruolo dei fattori ambientali e nutrizionali, inclusi i macroelementi e gli elementi in traccia, nella sua etiologia. Questi fattori possono agire favorendo lo stress ossidativo, processi infiammatori del sistema nervoso e di aggregazione proteica, fattori coinvolti nella neurodegenerazione. Tuttavia, la relazione tra i livelli di elementi in traccia e la progressione clinica dal disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI) a demenza conclamata è ancora incerta e dibattuta. Lo scopo di questo studio è valutare l’associazione tra concentrazioni sieriche di macro-elementi ed elementi traccia e rischio di conversione da MCI a demenza. Sono stati reclutati pazienti con diagnosi iniziale di MCI presso l’Unità di Neurologia dell’AOU di Modena nel periodo 2008-2014. Dopo l'applicazione dei criteri di inclusione ed esclusione, la coorte finale è risultata composta da 56 soggetti. I partecipanti sono stati sottoposti a valutazione clinica, neuropsicologica e prelievo di campioni biologici al basale per determinare i livelli sierici degli elementi e i livelli liquorali di biomarcatori di neurodegenerazione. L'esposizione agli elementi è stata valutata misurando le concentrazioni sieriche mediante tecniche di spettrometria di massa. I pazienti sono stati seguiti longitudinalmente per un periodo medio di 4 anni al fine di monitorare l'eventuale conversione a demenza di qualsiasi tipologia clinica (dovuta a malattia di Alzheimer, frontotemporale, a corpi di Lewy e vascolare). L'analisi statistica, oltre ai modelli di rischio proporzionale di Cox standard per stimare gli Hazard Ratio di conversione a demenza, ha utilizzato curve restricted cubic splines per esplorare relazioni dose-risposta non lineari, aggiustando l'analisi per i seguenti fattori confondenti (età all’esordio, livello d’istruzione e stato di fumatore). Durante il follow-up, si è registrata una conversione a demenza in 36 pazienti (64,3% del campione), mentre 20 soggetti sono rimasti stabili. I risultati hanno evidenziato come il rischio di progressione non abbia un andamento lineare semplice in relazione ad alcuni elementi, quali il selenio, caratterizzato da una curva a "U", e calcio, ferro e manganese, caratterizzati da effetti soglia e andamenti progressivi. Queste osservazioni indicano come, a seconda dell'elemento, sia concentrazioni ridotte (carenza) che elevate (eccesso/tossicità) possano associarsi a una maggior probabilità di progressione a demenza. Complessivamente, i risultati ottenuti suggeriscono come alterazioni dell'equilibrio omeostatico di tali elementi siano un fattore di rischio potenzialmente rilevante per l'evoluzione del MCI. La definizione delle curve di rischio e il loro andamento non lineare potrebbe assumere un importante valore prognostico, contribuendo ad identificare precocemente i soggetti a maggior rischio sia per condizioni carenziali che per sovraesposizioni riferite ad alcuni elementi in traccia.
2024
DCL
Progressione
Demenza
Elementi in traccia
Fattori di rischio
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