Titolo: Pianificazione condivisa delle cure nell’assistenza territoriale: penetranza dello strumento nell’ADI e nelle cure palliative. Background: La Legge 22 dicembre 2017, n. 219 ha introdotto nell'ordinamento italiano la Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC) come strumento cardine per la tutela dell’autodeterminazione del paziente affetto da patologia cronica e invalida o a prognosi infausta. A differenza delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), la PCC si configura come un processo relazionale dinamico e proattivo tra paziente ed equipe sanitaria. Nonostante il solido framework normativo, l’implementazione effettiva della PCC nel setting dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) presenta ancora ampi margini di eterogeneitàclinica e territoriale. OBIETTIVO: Lo scopo dello studio è valutare la penetranza della PCC in una coorte di pazienti deceduti nel territorio della provincia di Modena (Distretti di Modena, Sassuolo e Carpi), analizzando la correlazione tra il livello di intensità assistenziale (ADI 1-2-3 vs. Cure Palliative) e l'adeguatezza temporale (timing) della pianificazione rispetto all'evento decesso. E analizzare il contenuto delle PCC compilate dal punto di vista qualitativo. MATERIALI E METODI: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo su un campione di 432 pazienti deceduti tra novembre 2024 e aprile 2025 in regime di ADI. Sono state analizzate variabili demografiche e assistenziali emerse dalle cartelle cliniche e dal gestionale dell’ADI. La penetranza è stata misurata tramite la presenza formale della PCC in cartella clinica e incrociata con le variabili prese in esame. Mentre per quanto riguarda l’analisi qualitativa, questa è stata condotta attraverso un processo di estrazione manuale dei dati, previa identificazione di indicatori specifici di interesse. RISULTATI: La penetranza complessiva della PCC nel campione analizzato è risultata del 28,01% indicando come questa sia uno strumento conosciuto ed utilizzato. L’analisi ha evidenziato una disparità significativa tra i setting assistenziali sia per distretto che per tipologia di assistenza, testimoniando come l’expertise e la formazione specifica degli operatori siano variabili determinanti per l’utilizzo. Inoltre, è stata evidenziata una correlazione direttamente proporzionale tra l’età e la frequenza di compilazione. Ed è stata riscontrato come la PCC incida significativamente sul luogo del decesso. Dal punto di vista qualitativo i testi analizzati erano in prevalenza brevi e generici, non in linea con l’ideale pianificazione. CONCLUSIONI: I risultati dimostrano che, sebbene la PCC abbia raggiunto una discreta penetranza complessiva, la sua applicazione è ancora fortemente influenzata dal livello di formazione specifica degli operatori. L'efficacia clinica dello strumento è confermata dalla sua capacità di orientare positivamente il luogo del decesso, garantendo una maggiore coerenza con le preferenze del fine vita. Tuttavia, le criticità emerse dall'analisi qualitativa possono suggerire che la PCC venga spesso percepita più come un adempimento formale che come un reale percorso narrativo e condiviso.
Pianificazione condivisa delle cure nell'assistenza territoriale - Penetranza dello strumento nell'ADI e nelle cure palliative
LEONI, SIMONE
2024/2025
Abstract
Titolo: Pianificazione condivisa delle cure nell’assistenza territoriale: penetranza dello strumento nell’ADI e nelle cure palliative. Background: La Legge 22 dicembre 2017, n. 219 ha introdotto nell'ordinamento italiano la Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC) come strumento cardine per la tutela dell’autodeterminazione del paziente affetto da patologia cronica e invalida o a prognosi infausta. A differenza delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), la PCC si configura come un processo relazionale dinamico e proattivo tra paziente ed equipe sanitaria. Nonostante il solido framework normativo, l’implementazione effettiva della PCC nel setting dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) presenta ancora ampi margini di eterogeneitàclinica e territoriale. OBIETTIVO: Lo scopo dello studio è valutare la penetranza della PCC in una coorte di pazienti deceduti nel territorio della provincia di Modena (Distretti di Modena, Sassuolo e Carpi), analizzando la correlazione tra il livello di intensità assistenziale (ADI 1-2-3 vs. Cure Palliative) e l'adeguatezza temporale (timing) della pianificazione rispetto all'evento decesso. E analizzare il contenuto delle PCC compilate dal punto di vista qualitativo. MATERIALI E METODI: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo su un campione di 432 pazienti deceduti tra novembre 2024 e aprile 2025 in regime di ADI. Sono state analizzate variabili demografiche e assistenziali emerse dalle cartelle cliniche e dal gestionale dell’ADI. La penetranza è stata misurata tramite la presenza formale della PCC in cartella clinica e incrociata con le variabili prese in esame. Mentre per quanto riguarda l’analisi qualitativa, questa è stata condotta attraverso un processo di estrazione manuale dei dati, previa identificazione di indicatori specifici di interesse. RISULTATI: La penetranza complessiva della PCC nel campione analizzato è risultata del 28,01% indicando come questa sia uno strumento conosciuto ed utilizzato. L’analisi ha evidenziato una disparità significativa tra i setting assistenziali sia per distretto che per tipologia di assistenza, testimoniando come l’expertise e la formazione specifica degli operatori siano variabili determinanti per l’utilizzo. Inoltre, è stata evidenziata una correlazione direttamente proporzionale tra l’età e la frequenza di compilazione. Ed è stata riscontrato come la PCC incida significativamente sul luogo del decesso. Dal punto di vista qualitativo i testi analizzati erano in prevalenza brevi e generici, non in linea con l’ideale pianificazione. CONCLUSIONI: I risultati dimostrano che, sebbene la PCC abbia raggiunto una discreta penetranza complessiva, la sua applicazione è ancora fortemente influenzata dal livello di formazione specifica degli operatori. L'efficacia clinica dello strumento è confermata dalla sua capacità di orientare positivamente il luogo del decesso, garantendo una maggiore coerenza con le preferenze del fine vita. Tuttavia, le criticità emerse dall'analisi qualitativa possono suggerire che la PCC venga spesso percepita più come un adempimento formale che come un reale percorso narrativo e condiviso.| File | Dimensione | Formato | |
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