ABSTRACT L’elaborato analizza il diritto alla salute delle persone anziane alla luce delle trasformazioni demografiche, sociali e giuridiche che caratterizzano le società contemporanee, con particolare attenzione ai profili di vulnerabilità, alle forme di tutela esistenti e alle prospettive di riforma dei sistemi di protezione. L’invecchiamento della popolazione, fenomeno strutturale e irreversibile su scala globale, incide profondamente sugli assetti economici, istituzionali e normativi, imponendo un ripensamento dei modelli di welfare e delle categorie giuridiche tradizionali. In tale contesto, la vecchiaia emerge non soltanto come fase di bisogno assistenziale, ma come condizione esistenziale complessa e multidimensionale, caratterizzata da potenzialità, capacità residue e possibilità di partecipazione sociale. Il primo capitolo ricostruisce il quadro teorico e normativo dell’invecchiamento, evidenziando come la nozione di salute si sia progressivamente ampliata oltre la dimensione clinica fino a includere fattori relazionali, ambientali e sociali. L’analisi delle fonti nazionali e sovranazionali mostra l’affermazione di una concezione sostanziale del diritto alla salute quale diritto fondamentale integrato, strettamente connesso alla dignità, all’autonomia e all’inclusione della persona anziana. Il secondo capitolo approfondisce le criticità dei sistemi di cura, mettendo in luce le forme di fragilità multidimensionale, le dinamiche di ageismo e le disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni sanitarie e assistenziali. Particolare attenzione è dedicata ai limiti strutturali dei modelli di long-term care tradizionali e all’impatto della pandemia da Covid-19, che ha evidenziato vulnerabilità sistemiche e carenze organizzative, territoriali e relazionali dei servizi di assistenza. Muovendo da tali criticità, il terzo capitolo propone una riflessione prospettica orientata alla costruzione di modelli di tutela più efficaci, sostenibili e personalizzati. In questa prospettiva, la salute dell’anziano viene reinterpretata come diritto attivo e dinamico, coerente con l’approccio promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fondato sul mantenimento delle capacità funzionali e relazionali della persona. L’analisi comparata dei modelli europei evidenzia l’importanza di soluzioni innovative quali la domiciliarità avanzata, le comunità di cura e le forme di abitare collaborativo, tra cui cohousing e senior housing, capaci di coniugare autonomia individuale, partecipazione sociale e sostenibilità dei sistemi assistenziali. La riflessione teorica è, inoltre, integrata da elementi empirici derivanti da esperienze di confronto partecipativo realizzate in contesti internazionali, tra cui attività di tipo deliberativo e dialogico svolte nell’ambito del progetto europeo Erasmus+ FRIEND, che hanno consentito di osservare direttamente come pratiche comunitarie e relazionali possano rafforzare il benessere percepito, il senso di appartenenza e l’autodeterminazione delle persone anziane. Tali evidenze confermano la necessità di superare approcci meramente prestazionali e di promuovere modelli di tutela fondati sull’integrazione tra dimensione sanitaria, sociale e abitativa. Nel complesso, la ricerca dimostra che la protezione effettiva del diritto alla salute nella terza età richiede un cambiamento paradigmatico: dall’assistenza standardizzata alla cura personalizzata, dall’istituzionalizzazione alla comunità, dalla passività alla partecipazione. L’invecchiamento non rappresenta, dunque, soltanto una sfida demografica, ma un banco di prova per la capacità degli ordinamenti contemporanei di riconoscere la vecchiaia come fase della vita dotata di valore sociale, spazio di possibilità e occasione di contributo attivo alla collettività.
Persone anziane e diritto alla salute: condizioni di vulnerabilità, tutele e prospettive di riforma
BONOMI, GINEVRA
2024/2025
Abstract
ABSTRACT L’elaborato analizza il diritto alla salute delle persone anziane alla luce delle trasformazioni demografiche, sociali e giuridiche che caratterizzano le società contemporanee, con particolare attenzione ai profili di vulnerabilità, alle forme di tutela esistenti e alle prospettive di riforma dei sistemi di protezione. L’invecchiamento della popolazione, fenomeno strutturale e irreversibile su scala globale, incide profondamente sugli assetti economici, istituzionali e normativi, imponendo un ripensamento dei modelli di welfare e delle categorie giuridiche tradizionali. In tale contesto, la vecchiaia emerge non soltanto come fase di bisogno assistenziale, ma come condizione esistenziale complessa e multidimensionale, caratterizzata da potenzialità, capacità residue e possibilità di partecipazione sociale. Il primo capitolo ricostruisce il quadro teorico e normativo dell’invecchiamento, evidenziando come la nozione di salute si sia progressivamente ampliata oltre la dimensione clinica fino a includere fattori relazionali, ambientali e sociali. L’analisi delle fonti nazionali e sovranazionali mostra l’affermazione di una concezione sostanziale del diritto alla salute quale diritto fondamentale integrato, strettamente connesso alla dignità, all’autonomia e all’inclusione della persona anziana. Il secondo capitolo approfondisce le criticità dei sistemi di cura, mettendo in luce le forme di fragilità multidimensionale, le dinamiche di ageismo e le disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni sanitarie e assistenziali. Particolare attenzione è dedicata ai limiti strutturali dei modelli di long-term care tradizionali e all’impatto della pandemia da Covid-19, che ha evidenziato vulnerabilità sistemiche e carenze organizzative, territoriali e relazionali dei servizi di assistenza. Muovendo da tali criticità, il terzo capitolo propone una riflessione prospettica orientata alla costruzione di modelli di tutela più efficaci, sostenibili e personalizzati. In questa prospettiva, la salute dell’anziano viene reinterpretata come diritto attivo e dinamico, coerente con l’approccio promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fondato sul mantenimento delle capacità funzionali e relazionali della persona. L’analisi comparata dei modelli europei evidenzia l’importanza di soluzioni innovative quali la domiciliarità avanzata, le comunità di cura e le forme di abitare collaborativo, tra cui cohousing e senior housing, capaci di coniugare autonomia individuale, partecipazione sociale e sostenibilità dei sistemi assistenziali. La riflessione teorica è, inoltre, integrata da elementi empirici derivanti da esperienze di confronto partecipativo realizzate in contesti internazionali, tra cui attività di tipo deliberativo e dialogico svolte nell’ambito del progetto europeo Erasmus+ FRIEND, che hanno consentito di osservare direttamente come pratiche comunitarie e relazionali possano rafforzare il benessere percepito, il senso di appartenenza e l’autodeterminazione delle persone anziane. Tali evidenze confermano la necessità di superare approcci meramente prestazionali e di promuovere modelli di tutela fondati sull’integrazione tra dimensione sanitaria, sociale e abitativa. Nel complesso, la ricerca dimostra che la protezione effettiva del diritto alla salute nella terza età richiede un cambiamento paradigmatico: dall’assistenza standardizzata alla cura personalizzata, dall’istituzionalizzazione alla comunità, dalla passività alla partecipazione. L’invecchiamento non rappresenta, dunque, soltanto una sfida demografica, ma un banco di prova per la capacità degli ordinamenti contemporanei di riconoscere la vecchiaia come fase della vita dotata di valore sociale, spazio di possibilità e occasione di contributo attivo alla collettività.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5085