Il presente lavoro di tesi si propone di indagare la complessa evoluzione dogmatica e funzionale dell’aumento di capitale sociale nella società a responsabilità limitata, con un focus specifico sulle torsioni sistematiche imposte dalla recente riforma del Diritto della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII). L’indagine muove dalla ricostruzione della natura del capitale sociale quale presidio di garanzia patrimoniale e parametro di misurazione dei poteri dei soci, analizzando criticamente la sua tradizionale staticità nel modello codicistico. Nella prima parte dell’elaborato viene esaminata la fisiologia dell’operazione sul capitale, soffermandosi sulla peculiare disciplina della S.r.l. post-riforma 2003. L’analisi evidenzia come l’autonomia statutaria possa oggi derogare ai modelli legali, trasformando l’aumento di capitale da mero strumento di finanziamento a veicolo di riassetto dei poteri gestori, specialmente alla luce dell’apertura del tipo sociale ai mercati dei capitali e all’ingresso di nuove categorie di investitori. Il nucleo centrale della ricerca affronta la "patologia" dell’ente, analizzando l’aumento di capitale quale strumento essenziale per la gestione della crisi. Il passaggio dal principio civilistico del "ricapitalizza o liquida" (artt. 2482-bis e 2482-ter c.c.) al nuovo paradigma della continuità aziendale rappresenta il baricentro dell’intera trattazione. In tale scenario, l’operazione di ricapitalizzazione subisce una profonda metamorfosi: da espressione della volontà sovrana dei soci a dovere dell'organo amministrativo a tutela del ceto creditorio. Particolare attenzione è dedicata alla dirompente novità introdotta dall’art. 120-bis CCII, che sancisce la competenza esclusiva degli amministratori nell'accesso agli strumenti di regolazione della crisi, esautorando di fatto l’assemblea dalle decisioni strategiche di patrimonializzazione. L'indagine prosegue analizzando l’istituto del Cram-down societario, attraverso il quale il Tribunale può omologare piani di risanamento che prevedano modifiche del capitale anche in presenza del dissenso dei soci, purché sia rispettato il principio di salvaguardia del valore economico residuo della partecipazione (No Shareholder Worse Off). L'ultima parte del lavoro esplora le criticità applicative e le patologie del contenzioso, con riferimento ai pericoli di abuso della regola di maggioranza mediante operazioni iperdiluitive (i cd. "colpi di spugna") e alla validità delle procedure competitive nelle offerte concorrenti. Infine, si analizzano gli strumenti di "quasi-equity", quali gli Strumenti Finanziari Partecipativi, che offrono una via di mezzo tra debito e capitale, garantendo flessibilità operativa nelle negoziazioni con gli istituti di credito. In conclusione, la ricerca dimostra come il capitale sociale nella S.r.l. moderna non possa più essere interpretato come un feticcio di natura proprietaria, bensì come una grandezza funzionale, la cui gestione, in pendenza di crisi, viene sottratta ai soci e affidata alla responsabilità del management e al controllo dell'Autorità Giudiziaria per preservare l'integrità del complesso aziendale.

L'AUMENTO DI CAPITALE SOCIALE NELLA S.R.L.: Tecniche di rafforzamento patrimoniale tra fisiologia societaria e gestione della crisi d'impresa

TESTI, BEATRICE
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro di tesi si propone di indagare la complessa evoluzione dogmatica e funzionale dell’aumento di capitale sociale nella società a responsabilità limitata, con un focus specifico sulle torsioni sistematiche imposte dalla recente riforma del Diritto della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII). L’indagine muove dalla ricostruzione della natura del capitale sociale quale presidio di garanzia patrimoniale e parametro di misurazione dei poteri dei soci, analizzando criticamente la sua tradizionale staticità nel modello codicistico. Nella prima parte dell’elaborato viene esaminata la fisiologia dell’operazione sul capitale, soffermandosi sulla peculiare disciplina della S.r.l. post-riforma 2003. L’analisi evidenzia come l’autonomia statutaria possa oggi derogare ai modelli legali, trasformando l’aumento di capitale da mero strumento di finanziamento a veicolo di riassetto dei poteri gestori, specialmente alla luce dell’apertura del tipo sociale ai mercati dei capitali e all’ingresso di nuove categorie di investitori. Il nucleo centrale della ricerca affronta la "patologia" dell’ente, analizzando l’aumento di capitale quale strumento essenziale per la gestione della crisi. Il passaggio dal principio civilistico del "ricapitalizza o liquida" (artt. 2482-bis e 2482-ter c.c.) al nuovo paradigma della continuità aziendale rappresenta il baricentro dell’intera trattazione. In tale scenario, l’operazione di ricapitalizzazione subisce una profonda metamorfosi: da espressione della volontà sovrana dei soci a dovere dell'organo amministrativo a tutela del ceto creditorio. Particolare attenzione è dedicata alla dirompente novità introdotta dall’art. 120-bis CCII, che sancisce la competenza esclusiva degli amministratori nell'accesso agli strumenti di regolazione della crisi, esautorando di fatto l’assemblea dalle decisioni strategiche di patrimonializzazione. L'indagine prosegue analizzando l’istituto del Cram-down societario, attraverso il quale il Tribunale può omologare piani di risanamento che prevedano modifiche del capitale anche in presenza del dissenso dei soci, purché sia rispettato il principio di salvaguardia del valore economico residuo della partecipazione (No Shareholder Worse Off). L'ultima parte del lavoro esplora le criticità applicative e le patologie del contenzioso, con riferimento ai pericoli di abuso della regola di maggioranza mediante operazioni iperdiluitive (i cd. "colpi di spugna") e alla validità delle procedure competitive nelle offerte concorrenti. Infine, si analizzano gli strumenti di "quasi-equity", quali gli Strumenti Finanziari Partecipativi, che offrono una via di mezzo tra debito e capitale, garantendo flessibilità operativa nelle negoziazioni con gli istituti di credito. In conclusione, la ricerca dimostra come il capitale sociale nella S.r.l. moderna non possa più essere interpretato come un feticcio di natura proprietaria, bensì come una grandezza funzionale, la cui gestione, in pendenza di crisi, viene sottratta ai soci e affidata alla responsabilità del management e al controllo dell'Autorità Giudiziaria per preservare l'integrità del complesso aziendale.
2024
S.r.l.
Aumento di capitale
Codice della CII
Concordato
Cram-down
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/5146