La devianza minorile rappresenta un fenomeno complesso e in continua trasformazione, che sollecita una riflessione articolata all’interno delle scienze pedagogiche. Essa pone interrogativi centrali sul ruolo dell’educazione, della comunicazione e delle istituzioni nella prevenzione e nel trattamento delle condotte trasgressive in adolescenza. La presente tesi intende analizzare la devianza giovanile adottando una prospettiva interdisciplinare, che integra contributi teorici di ambito psicologico, sociologico e pedagogico, mettendoli in dialogo con un’indagine empirica condotta nel contesto scolastico. Il primo capitolo propone una definizione generale di devianza e un’analisi delle principali cornici teoriche interpretative. L’approccio psicologico si concentra sui processi individuali, sulle fragilità emotive e sulle strutture di personalità che possono favorire comportamenti devianti; quello sociologico esamina le dinamiche collettive, i contesti disfunzionali e i meccanismi di esclusione sociale; l’approccio pedagogico, infine, offre una lettura educativa, focalizzata sulle possibilità di prevenzione e di recupero attraverso interventi mirati. Particolare attenzione è riservata alla devianza minorile in Italia, con un approfondimento delle diverse forme di trasgressione e criminalità giovanile in adolescenza. Il secondo capitolo indaga il rapporto tra psicologia e devianza, soffermandosi su alcuni disturbi di personalità frequentemente associati a condotte problematiche in età adolescenziale, quali il disturbo antisociale, borderline e narcisistico. Viene approfondito il concetto di malessere evolutivo, ponendo l’accento sulle trasformazioni identitarie proprie dell’adolescenza e sulla funzione simbolica delle trasgressioni. Sono inoltre analizzati i principali fattori di rischio e le chiavi interpretative del comportamento deviante, incluse le forme di disconnessione affettiva e di nichilismo che caratterizzano parte delle giovani generazioni. Il terzo capitolo è dedicato alla risposta giuridico-pedagogica alla devianza. Dopo una breve ricostruzione storica della pedagogia della devianza, viene analizzato il sistema penale minorile italiano, con particolare riferimento all’istituto della messa alla prova, inteso come strumento di responsabilizzazione e rieducazione del minore autore di reato. Il capitolo approfondisce inoltre il ruolo della comunicazione educativa nella prevenzione della devianza, evidenziando l’importanza di relazioni significative e di spazi di ascolto autentico, e presenta l’esperienza della Comunità Kayros come esempio di intervento educativo rivolto a minori in difficoltà. Il quarto capitolo presenta la ricerca empirica condotta attraverso interviste semi-strutturate a studenti maggiorenni frequentanti il quarto e quinto anno di due istituti secondari superiori della provincia di Monza e Brianza. L’indagine ha esplorato la percezione degli adolescenti rispetto alla devianza, alle regole, all’autorità e al ruolo della comunicazione nei contesti educativi. I risultati evidenziano una maggiore capacità riflessiva negli studenti del liceo delle scienze umane e un approccio più pragmatico negli studenti dell’istituto tecnico, confermando l’importanza di una comunicazione educativa empatica ed efficace come fattore protettivo e il ruolo centrale della scuola nella prevenzione della devianza.
STORIE DI DISAGIO ADOLESCENZIALE NELL'EPOCA DEI SOCIAL MEDIA Una ricerca psicopedagogica sulla devianza minorile
VINO, FABIO
2024/2025
Abstract
La devianza minorile rappresenta un fenomeno complesso e in continua trasformazione, che sollecita una riflessione articolata all’interno delle scienze pedagogiche. Essa pone interrogativi centrali sul ruolo dell’educazione, della comunicazione e delle istituzioni nella prevenzione e nel trattamento delle condotte trasgressive in adolescenza. La presente tesi intende analizzare la devianza giovanile adottando una prospettiva interdisciplinare, che integra contributi teorici di ambito psicologico, sociologico e pedagogico, mettendoli in dialogo con un’indagine empirica condotta nel contesto scolastico. Il primo capitolo propone una definizione generale di devianza e un’analisi delle principali cornici teoriche interpretative. L’approccio psicologico si concentra sui processi individuali, sulle fragilità emotive e sulle strutture di personalità che possono favorire comportamenti devianti; quello sociologico esamina le dinamiche collettive, i contesti disfunzionali e i meccanismi di esclusione sociale; l’approccio pedagogico, infine, offre una lettura educativa, focalizzata sulle possibilità di prevenzione e di recupero attraverso interventi mirati. Particolare attenzione è riservata alla devianza minorile in Italia, con un approfondimento delle diverse forme di trasgressione e criminalità giovanile in adolescenza. Il secondo capitolo indaga il rapporto tra psicologia e devianza, soffermandosi su alcuni disturbi di personalità frequentemente associati a condotte problematiche in età adolescenziale, quali il disturbo antisociale, borderline e narcisistico. Viene approfondito il concetto di malessere evolutivo, ponendo l’accento sulle trasformazioni identitarie proprie dell’adolescenza e sulla funzione simbolica delle trasgressioni. Sono inoltre analizzati i principali fattori di rischio e le chiavi interpretative del comportamento deviante, incluse le forme di disconnessione affettiva e di nichilismo che caratterizzano parte delle giovani generazioni. Il terzo capitolo è dedicato alla risposta giuridico-pedagogica alla devianza. Dopo una breve ricostruzione storica della pedagogia della devianza, viene analizzato il sistema penale minorile italiano, con particolare riferimento all’istituto della messa alla prova, inteso come strumento di responsabilizzazione e rieducazione del minore autore di reato. Il capitolo approfondisce inoltre il ruolo della comunicazione educativa nella prevenzione della devianza, evidenziando l’importanza di relazioni significative e di spazi di ascolto autentico, e presenta l’esperienza della Comunità Kayros come esempio di intervento educativo rivolto a minori in difficoltà. Il quarto capitolo presenta la ricerca empirica condotta attraverso interviste semi-strutturate a studenti maggiorenni frequentanti il quarto e quinto anno di due istituti secondari superiori della provincia di Monza e Brianza. L’indagine ha esplorato la percezione degli adolescenti rispetto alla devianza, alle regole, all’autorità e al ruolo della comunicazione nei contesti educativi. I risultati evidenziano una maggiore capacità riflessiva negli studenti del liceo delle scienze umane e un approccio più pragmatico negli studenti dell’istituto tecnico, confermando l’importanza di una comunicazione educativa empatica ed efficace come fattore protettivo e il ruolo centrale della scuola nella prevenzione della devianza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5172