L’intento di questo elaborato è quello di esporre le caratteristiche dell’istituto giuridico, il cui punto fondamentale è il rispetto dell’autodeterminazione delle persone, specialmente se queste vivono in una condizione di fragilità, principio che è limitato negli istituti di Interdizione e Inabilitazione. Si è posta particolare attenzione in primis su un inquadramento giuridico dell’istituto, descrivendo il percorso storico e culturale che ha portato alla creazione della misura, percorso caratterizzato dall’emanazione di leggi susseguitesi nel tempo fino ad arrivare alla Legge n. 6/2004, che ha portato alla modifica del Codice Civile, sempre considerando la disciplina delle normative Europee e svolgendo un confronto con alcuni Stati europei. Un punto centrale del capitolo è sicuramente l’analisi delle caratteristiche fondamentali del nuovo istituto di protezione, soffermandosi sulle differenze con i tradizionali istituti di tutela giuridica, l’Interdizione e l’Inabilitazione, i quali rispondono alla necessità di assicurare un’adeguata protezione all’interdicendo e all’inabilitando. Si è poi passati alla figura del beneficiario, approfondendo in modo dettagliato le condizioni e le patologie che rendono necessaria l’applicazione della misura. Si è proseguito, in seguito, presentando la figura e il ruolo dell’Amministratore di sostegno e degli altri soggetti coinvolti, quali la famiglia del beneficiario, il Giudice Tutelare, il Pubblico Ministero, i medici di base o specialistici, e gli psicologi, ed ancora i Servizi sociali e l’Assistente sociale. Si sono poi analizzati gli atti che può compiere, con un approfondimento specifico della categoria dei cosiddetti “atti personalissimi”, come contrarre matrimonio, scrivere un testamento o fare una donazione, atti che sono strettamente legati alla sfera personale, affettiva ed intima dell’individuo, cioè connessi ai suoi sentimenti, alle sue libertà individuali ed alle sue scelte religiose e morali e quindi possono, in determinate condizioni, essere svolti dal beneficiario stesso senza alcuna mediazione da parte dell’Amministrazione di sostegno. Si sono, poi, considerate le infermità psichiche, intendendosi con questo termine i disturbi d’ansia, i disturbi dell’umore, i disturbi psicotici, i disturbi della personalità, la sindrome di down, l’Alzheimer, nonché le infermità fisiche dovute ai tumori, agli ictus o il coma e lo stato vegetativo. Viene poi presentata la figura dell’Amministratore di sostegno, figura cruciale della misura, chiamato ad agire in assistenza o in rappresentanza del beneficiario, rispettando esclusivamente la cura e gli interessi dello stesso, sia dal punto di vista economico e patrimoniale, sia sul piano di cura personale e di tutela della sua salute. Infine, la tesi si sofferma sulle figure che circondano il beneficiario, intendendo sia i suoi familiari e parenti, sia la Magistratura chiamata a controllare l’operato dell’Amministratore di sostegno, ma soprattutto a garantire il corretto svolgimento della misura, in modo tale da assicurare tutte le libertà possibili al soggetto, ma anche i Servizi sociali, evidenziando la collaborazione tra Assistenti sociali e Amministratori di sostegno.

L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: UN MEZZO DI TUTELA DEI SOGGETTI FRAGILI

RIZZELLO, MARIA VITTORIA
2024/2025

Abstract

L’intento di questo elaborato è quello di esporre le caratteristiche dell’istituto giuridico, il cui punto fondamentale è il rispetto dell’autodeterminazione delle persone, specialmente se queste vivono in una condizione di fragilità, principio che è limitato negli istituti di Interdizione e Inabilitazione. Si è posta particolare attenzione in primis su un inquadramento giuridico dell’istituto, descrivendo il percorso storico e culturale che ha portato alla creazione della misura, percorso caratterizzato dall’emanazione di leggi susseguitesi nel tempo fino ad arrivare alla Legge n. 6/2004, che ha portato alla modifica del Codice Civile, sempre considerando la disciplina delle normative Europee e svolgendo un confronto con alcuni Stati europei. Un punto centrale del capitolo è sicuramente l’analisi delle caratteristiche fondamentali del nuovo istituto di protezione, soffermandosi sulle differenze con i tradizionali istituti di tutela giuridica, l’Interdizione e l’Inabilitazione, i quali rispondono alla necessità di assicurare un’adeguata protezione all’interdicendo e all’inabilitando. Si è poi passati alla figura del beneficiario, approfondendo in modo dettagliato le condizioni e le patologie che rendono necessaria l’applicazione della misura. Si è proseguito, in seguito, presentando la figura e il ruolo dell’Amministratore di sostegno e degli altri soggetti coinvolti, quali la famiglia del beneficiario, il Giudice Tutelare, il Pubblico Ministero, i medici di base o specialistici, e gli psicologi, ed ancora i Servizi sociali e l’Assistente sociale. Si sono poi analizzati gli atti che può compiere, con un approfondimento specifico della categoria dei cosiddetti “atti personalissimi”, come contrarre matrimonio, scrivere un testamento o fare una donazione, atti che sono strettamente legati alla sfera personale, affettiva ed intima dell’individuo, cioè connessi ai suoi sentimenti, alle sue libertà individuali ed alle sue scelte religiose e morali e quindi possono, in determinate condizioni, essere svolti dal beneficiario stesso senza alcuna mediazione da parte dell’Amministrazione di sostegno. Si sono, poi, considerate le infermità psichiche, intendendosi con questo termine i disturbi d’ansia, i disturbi dell’umore, i disturbi psicotici, i disturbi della personalità, la sindrome di down, l’Alzheimer, nonché le infermità fisiche dovute ai tumori, agli ictus o il coma e lo stato vegetativo. Viene poi presentata la figura dell’Amministratore di sostegno, figura cruciale della misura, chiamato ad agire in assistenza o in rappresentanza del beneficiario, rispettando esclusivamente la cura e gli interessi dello stesso, sia dal punto di vista economico e patrimoniale, sia sul piano di cura personale e di tutela della sua salute. Infine, la tesi si sofferma sulle figure che circondano il beneficiario, intendendo sia i suoi familiari e parenti, sia la Magistratura chiamata a controllare l’operato dell’Amministratore di sostegno, ma soprattutto a garantire il corretto svolgimento della misura, in modo tale da assicurare tutte le libertà possibili al soggetto, ma anche i Servizi sociali, evidenziando la collaborazione tra Assistenti sociali e Amministratori di sostegno.
2024
Normativa e sviluppo
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Patologie
Amministratore
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