La tesi analizza l’evoluzione storica, giuridica ed ecclesiologica della Curia romana, con particolare attenzione al processo di riforma culminato nella Costituzione apostolica Praedicate Evangelium (2022). L’obiettivo è verificare in che misura la riforma promossa da Papa Francesco rappresenti una linea di continuità o di discontinuità rispetto ai precedenti modelli curiali, in particolare a quello delineato dalla Pastor Bonus (1988), e se essa riesca a tradurre in assetti istituzionali coerenti l’ecclesiologia della comunione elaborata dal Concilio Vaticano II. Nel primo capitolo la Curia romana viene ricostruita nella sua genesi storica e giuridica, a partire dalla progressiva istituzionalizzazione delle strutture di governo centrale della Chiesa, mettendo in luce il rapporto tra sviluppo delle forme amministrative e consolidamento del primato pontificio. Il secondo capitolo approfondisce il quadro normativo contemporaneo, soffermandosi sull’architettura giuridica di Praedicate Evangelium, sui suoi principi ispiratori – missionarietà, sinodalità e servizio – e sulle principali innovazioni introdotte sul piano organizzativo e funzionale. Il terzo capitolo affronta in modo sistematico il nodo teorico del rapporto tra primato, sinodalità e governo centrale, analizzando la recezione canonistica dell’ecclesiologia conciliare e le tensioni ancora presenti tra centralizzazione normativa e corresponsabilità ecclesiale. Attraverso il confronto con il pensiero di autori quali Ratzinger, Congar e la dottrina canonistica contemporanea, la Curia viene interpretata come luogo di mediazione istituzionale tra unità della Chiesa universale e pluralità delle Chiese particolari. La tesi sostiene che Praedicate Evangelium non costituisce una rottura con la tradizione giuridica precedente, ma un tentativo di riorientamento del governo centrale in senso missionario e sinodale, che affida alla prassi e alla cultura istituzionale un ruolo decisivo nella concreta attuazione delle norme. In questa prospettiva, la riforma della Curia romana emerge come un laboratorio privilegiato per comprendere le trasformazioni in atto nel governo ecclesiale del XXI secolo e le sfide ancora aperte nel rapporto tra diritto canonico, teologia e vita della Chiesa.
La riforma della Curia romana nella storia: evoluzioni e principi ispiratori fino alla Praedicate Evangelium.
GIANZI, RUGGERO
2024/2025
Abstract
La tesi analizza l’evoluzione storica, giuridica ed ecclesiologica della Curia romana, con particolare attenzione al processo di riforma culminato nella Costituzione apostolica Praedicate Evangelium (2022). L’obiettivo è verificare in che misura la riforma promossa da Papa Francesco rappresenti una linea di continuità o di discontinuità rispetto ai precedenti modelli curiali, in particolare a quello delineato dalla Pastor Bonus (1988), e se essa riesca a tradurre in assetti istituzionali coerenti l’ecclesiologia della comunione elaborata dal Concilio Vaticano II. Nel primo capitolo la Curia romana viene ricostruita nella sua genesi storica e giuridica, a partire dalla progressiva istituzionalizzazione delle strutture di governo centrale della Chiesa, mettendo in luce il rapporto tra sviluppo delle forme amministrative e consolidamento del primato pontificio. Il secondo capitolo approfondisce il quadro normativo contemporaneo, soffermandosi sull’architettura giuridica di Praedicate Evangelium, sui suoi principi ispiratori – missionarietà, sinodalità e servizio – e sulle principali innovazioni introdotte sul piano organizzativo e funzionale. Il terzo capitolo affronta in modo sistematico il nodo teorico del rapporto tra primato, sinodalità e governo centrale, analizzando la recezione canonistica dell’ecclesiologia conciliare e le tensioni ancora presenti tra centralizzazione normativa e corresponsabilità ecclesiale. Attraverso il confronto con il pensiero di autori quali Ratzinger, Congar e la dottrina canonistica contemporanea, la Curia viene interpretata come luogo di mediazione istituzionale tra unità della Chiesa universale e pluralità delle Chiese particolari. La tesi sostiene che Praedicate Evangelium non costituisce una rottura con la tradizione giuridica precedente, ma un tentativo di riorientamento del governo centrale in senso missionario e sinodale, che affida alla prassi e alla cultura istituzionale un ruolo decisivo nella concreta attuazione delle norme. In questa prospettiva, la riforma della Curia romana emerge come un laboratorio privilegiato per comprendere le trasformazioni in atto nel governo ecclesiale del XXI secolo e le sfide ancora aperte nel rapporto tra diritto canonico, teologia e vita della Chiesa.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
RUGGERO.GIANZI. pdf a.pdf
Accesso riservato
Dimensione
684.02 kB
Formato
Adobe PDF
|
684.02 kB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/5184