L’obiettivo ultimo di questa tesi consiste nell’analisi della ratio dell’articolo 844 del codice civile e la sua evoluzione storica, dal 1865, al codice del 1942, al più recente ambito di estensione del significante della norma secondo i profili culturali e religiosi. Le immissioni religiose, nello specifico, non costituiscono una categoria autonoma prevista e regolamentata singolarmente e specificamente dalla legge; bensì, si tratta di una lettura evolutiva della disciplina delle immissioni, applicata alle attività connesse al culto. Questa realtà giuridica sempre più rilevante nel mondo odierno, che dimostra la capacità del diritto civile di adattarsi ai mutamenti storico-culturali, propone un chiaro esempio di un ambito di bilanciamento tra libertà fondamentali, dove il fine ultimo è il contemperamento degli interessi collettivi. Il fedele deve poter esercitare il suo culto religioso e la terza parte che percepisce le immissioni prodotte dal primo non deve vedere limitati i suoi diritti fondamentali (diritto di godimento sulla sua proprietà e di quieto vivere). Nel caso in cui uno dei due interessi sia limitato o integralmente inibito, sarà compito del giudice valutare caso per caso la vexata quaestio. In definitiva, l’art. 844 c.c. si applica alle attività religiose non perché esse siano un’attività qualsiasi, ma perché, pur nella loro speciale rilevanza costituzionale, la loro manifestazione concreta produce effetti che devono essere armonizzati con la vita civile e con la tutela dei diritti altrui. Questo elaborato si pone quindi l’obiettivo di analizzare la nozione di Immissione e degli aspetti ad essa connessi (quali il criterio della “normale tollerabilità”, la rilevanza del concetto della condizione dei luoghi, la natura giuridica della disposizione e la sua evoluzione alla luce dei successivi orientamenti giurisprudenziali e il fondamentale tratto del contemperamento degli interessi collettivi), partendo da un inquadramento di tipo storico e comparatistico. Analizzando la genesi di questa fattispecie del diritto civile, partendo dai lavori preparatori della commissione del 1942, arrivando fino alle rielaborazioni dottrinali odierne che hanno ampliato la semantica di questa definizione, verrà rivelato un quadro di insieme delle Immissioni che raggiunge e regolamenta ambiti di natura molto diversa tra loro. Permarrà al centro della nostra analisi una lettura interculturale del concetto di tollerabilità e uno studio delle immissioni derivate dall’esercizio della libertà di culto, cercando di comprendere il confine tra la manifestazione di culto (ex art. 19 Cost.) e disturbo altrui.
Le immissioni religiose: un'interpretazione semiotica dell'art. 844 c.c.
GRASSI, MATILDE
2024/2025
Abstract
L’obiettivo ultimo di questa tesi consiste nell’analisi della ratio dell’articolo 844 del codice civile e la sua evoluzione storica, dal 1865, al codice del 1942, al più recente ambito di estensione del significante della norma secondo i profili culturali e religiosi. Le immissioni religiose, nello specifico, non costituiscono una categoria autonoma prevista e regolamentata singolarmente e specificamente dalla legge; bensì, si tratta di una lettura evolutiva della disciplina delle immissioni, applicata alle attività connesse al culto. Questa realtà giuridica sempre più rilevante nel mondo odierno, che dimostra la capacità del diritto civile di adattarsi ai mutamenti storico-culturali, propone un chiaro esempio di un ambito di bilanciamento tra libertà fondamentali, dove il fine ultimo è il contemperamento degli interessi collettivi. Il fedele deve poter esercitare il suo culto religioso e la terza parte che percepisce le immissioni prodotte dal primo non deve vedere limitati i suoi diritti fondamentali (diritto di godimento sulla sua proprietà e di quieto vivere). Nel caso in cui uno dei due interessi sia limitato o integralmente inibito, sarà compito del giudice valutare caso per caso la vexata quaestio. In definitiva, l’art. 844 c.c. si applica alle attività religiose non perché esse siano un’attività qualsiasi, ma perché, pur nella loro speciale rilevanza costituzionale, la loro manifestazione concreta produce effetti che devono essere armonizzati con la vita civile e con la tutela dei diritti altrui. Questo elaborato si pone quindi l’obiettivo di analizzare la nozione di Immissione e degli aspetti ad essa connessi (quali il criterio della “normale tollerabilità”, la rilevanza del concetto della condizione dei luoghi, la natura giuridica della disposizione e la sua evoluzione alla luce dei successivi orientamenti giurisprudenziali e il fondamentale tratto del contemperamento degli interessi collettivi), partendo da un inquadramento di tipo storico e comparatistico. Analizzando la genesi di questa fattispecie del diritto civile, partendo dai lavori preparatori della commissione del 1942, arrivando fino alle rielaborazioni dottrinali odierne che hanno ampliato la semantica di questa definizione, verrà rivelato un quadro di insieme delle Immissioni che raggiunge e regolamenta ambiti di natura molto diversa tra loro. Permarrà al centro della nostra analisi una lettura interculturale del concetto di tollerabilità e uno studio delle immissioni derivate dall’esercizio della libertà di culto, cercando di comprendere il confine tra la manifestazione di culto (ex art. 19 Cost.) e disturbo altrui.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5187