La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa progressiva caratterizzata da disturbi motori quali bradicinesia, rigidità, alterazioni dell’andatura e dell’equilibrio, che determinano una progressiva riduzione dell’autonomia funzionale e della qualità di vita. Accanto alla terapia farmacologica, l’esercizio fisico strutturato rappresenta uno strumento terapeutico fondamentale per il mantenimento delle capacità motorie e la prevenzione delle complicanze funzionali. L’obiettivo della presente tesi è stato quello di progettare e sperimentare un protocollo di esercizio fisico funzionale, semplice e sostenibile, applicabile in strutture comunitarie prive di macchinari specifici, utilizzando esclusivamente attrezzature di base quali pesetti, cavigliere, elastici e bastoni. Il protocollo è stato realizzato presso l’Associazione Parkinson di Vignola e Castelfranco Emilia e ha coinvolto un campione di 15 soggetti affetti da malattia di Parkinson, di età compresa tra 56 e 89 anni. Il programma di intervento si è articolato in una fase di avvicinamento al protocollo della durata di due settimane, seguita da quattro settimane di allenamento strutturato. Gli obiettivi principali erano il miglioramento della forza degli arti inferiori, dell’equilibrio, dell’andatura, dell’autonomia funzionale e la prevenzione delle cadute, in particolare negli spazi aperti. La sperimentazione è stata condotta mediante uno studio pre–post-intervento. Le valutazioni sono state effettuate prima e al termine del protocollo utilizzando test funzionali validati: Timed Up and Go, Sit to Stand, 4 Meter Walking Test, Handgrip e Short Physical Performance Battery (SPPB) nella versione modificata secondo Guralnik et al. Sono state inoltre somministrate scale analogico-visive (VAS) per la valutazione delle difficoltà motorie e della rachialgia. Tutti i test sono stati somministrati dallo stesso operatore, utilizzando gli stessi parametri di misurazione. I dati, raccolti in forma nominale tramite schede cartacee standardizzate, sono stati analizzati in modo descrittivo e comparativo. I risultati hanno mostrato un miglioramento o un mantenimento delle capacità motorie e funzionali nella maggior parte dei partecipanti, nonché una riduzione percepita delle difficoltà motorie e del dolore del rachide. In conclusione, lo studio evidenzia come un protocollo di esercizio fisico strutturato, realizzabile con risorse minime, possa rappresentare una strategia efficace, sicura e applicabile in strutture comunitarie per il supporto motorio e funzionale delle persone affette da malattia di Parkinson.
L’esercizio fisico come strumento terapeutico nella malattia di Parkinson: proposta e sperimentazione di un protocollo applicabile in strutture comunitarie
NOTARI, STEFANO
2024/2025
Abstract
La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa progressiva caratterizzata da disturbi motori quali bradicinesia, rigidità, alterazioni dell’andatura e dell’equilibrio, che determinano una progressiva riduzione dell’autonomia funzionale e della qualità di vita. Accanto alla terapia farmacologica, l’esercizio fisico strutturato rappresenta uno strumento terapeutico fondamentale per il mantenimento delle capacità motorie e la prevenzione delle complicanze funzionali. L’obiettivo della presente tesi è stato quello di progettare e sperimentare un protocollo di esercizio fisico funzionale, semplice e sostenibile, applicabile in strutture comunitarie prive di macchinari specifici, utilizzando esclusivamente attrezzature di base quali pesetti, cavigliere, elastici e bastoni. Il protocollo è stato realizzato presso l’Associazione Parkinson di Vignola e Castelfranco Emilia e ha coinvolto un campione di 15 soggetti affetti da malattia di Parkinson, di età compresa tra 56 e 89 anni. Il programma di intervento si è articolato in una fase di avvicinamento al protocollo della durata di due settimane, seguita da quattro settimane di allenamento strutturato. Gli obiettivi principali erano il miglioramento della forza degli arti inferiori, dell’equilibrio, dell’andatura, dell’autonomia funzionale e la prevenzione delle cadute, in particolare negli spazi aperti. La sperimentazione è stata condotta mediante uno studio pre–post-intervento. Le valutazioni sono state effettuate prima e al termine del protocollo utilizzando test funzionali validati: Timed Up and Go, Sit to Stand, 4 Meter Walking Test, Handgrip e Short Physical Performance Battery (SPPB) nella versione modificata secondo Guralnik et al. Sono state inoltre somministrate scale analogico-visive (VAS) per la valutazione delle difficoltà motorie e della rachialgia. Tutti i test sono stati somministrati dallo stesso operatore, utilizzando gli stessi parametri di misurazione. I dati, raccolti in forma nominale tramite schede cartacee standardizzate, sono stati analizzati in modo descrittivo e comparativo. I risultati hanno mostrato un miglioramento o un mantenimento delle capacità motorie e funzionali nella maggior parte dei partecipanti, nonché una riduzione percepita delle difficoltà motorie e del dolore del rachide. In conclusione, lo studio evidenzia come un protocollo di esercizio fisico strutturato, realizzabile con risorse minime, possa rappresentare una strategia efficace, sicura e applicabile in strutture comunitarie per il supporto motorio e funzionale delle persone affette da malattia di Parkinson.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5206