Questo lavoro propone una valutazione integrata delle emissioni climalteranti e degli inquinanti atmosferici attribuibili al trasporto stradale nel contesto urbano della città di Parma, attraverso la ricostruzione di una baseline emissiva riferita al 2019 e lo sviluppo di scenari prospettici al 2030, in coerenza con il quadro strategico del Climate City Contract (CCC). L’obiettivo è duplice: da un lato fornire un esercizio quantitativo a supporto della pianificazione urbana, utile a comprendere la distribuzione delle emissioni tra categorie veicolari e alimentazioni; dall’altro analizzare l’allineamento (o i possibili disallineamenti) tra politiche climatiche e politiche per la qualità dell’aria, evidenziandone co-benefici e potenziali trade-off. La metodologia segue l’impostazione inventariale basata su dati di attività e fattori di emissione (AD×EF), adottando riferimenti internazionali per la rendicontazione ambientale. La baseline è ottenuta a partire dai consumi energetici riportati nel CCC, inizialmente aggregati per vettore energetico, quindi disaggregati tra combinazioni di categoria veicolare e alimentazione in proporzione alla composizione del parco circolante dell’anno di riferimento. Le stime includono i principali gas serra e un set rappresentativo di inquinanti atmosferici; per questi ultimi il perimetro considera esclusivamente la componente allo scarico (exhaust), al fine di analizzare la quota maggiormente sensibile all’evoluzione tecnologica del parco e agli standard emissivi. Sulla base della baseline, vengono sviluppati due scenari al 2030: (i) uno scenario Business As Usual (BAU), che rappresenta l’evoluzione dovuta al solo turnover naturale della flotta e al progressivo ingresso di classi Euro più recenti; (ii) uno scenario POLICY, che simula l’applicazione incrementale di una misura regolatoria prevista dal CCC (Area Verde), modellata come riduzione selettiva e progressiva delle emissioni associate alla quota di veicoli effettivamente soggetta alle limitazioni spazio-temporali della misura. I risultati mostrano che, pur insistendo sullo stesso sistema (la mobilità urbana), le politiche per il clima e per la qualità dell’aria possono produrre esiti non sovrapponibili se osservate tramite indicatori emissivi differenti. In particolare, la CO₂ risulta relativamente poco sensibile al solo ricambio tecnologico nel BAU, mentre gli inquinanti atmosferici allo scarico (es. NOₓ e PM₂,₅) mostrano riduzioni più marcate grazie al miglioramento degli standard emissivi. L’introduzione della misura Area Verde amplifica ulteriormente il beneficio per gli inquinanti più tecnologia‑dipendenti, evidenziando co-benefici significativi per la qualità dell’aria. Per la dimensione climatica, invece, la riduzione di CO₂ risulta più rilevante nello scenario POLICY rispetto al BAU, ma l’analisi conferma la necessità di affiancare alle misure regolatorie azioni strutturali capaci di incidere sulla domanda di mobilità e/o sul mix dei vettori energetici, se l’obiettivo è consolidare riduzioni compatibili con traiettorie di neutralità climatica. Nel complesso, il lavoro contribuisce a rendere più esplicita la relazione tra azioni di policy e traiettorie emissive, mostrando come strategie orientate alla transizione possano generare co-benefici importanti per aria e clima, ma con intensità differente a seconda dell’inquinante considerato. L’approccio adottato, pur non modellando variazioni dell’attività di trasporto e concentrandosi sulle emissioni exhaust, fornisce un quadro coerente e replicabile a supporto della discussione sull’efficacia delle politiche urbane nel percorso verso la sostenibilità e la neutralità climatica.

Valutazione integrata delle emissioni climalteranti e degli inquinanti atmosferici nel settore dei trasporti: costruzione di baseline e scenari al 2030 nel quadro del Climate City Contract

GRIFFO, SARA
2024/2025

Abstract

Questo lavoro propone una valutazione integrata delle emissioni climalteranti e degli inquinanti atmosferici attribuibili al trasporto stradale nel contesto urbano della città di Parma, attraverso la ricostruzione di una baseline emissiva riferita al 2019 e lo sviluppo di scenari prospettici al 2030, in coerenza con il quadro strategico del Climate City Contract (CCC). L’obiettivo è duplice: da un lato fornire un esercizio quantitativo a supporto della pianificazione urbana, utile a comprendere la distribuzione delle emissioni tra categorie veicolari e alimentazioni; dall’altro analizzare l’allineamento (o i possibili disallineamenti) tra politiche climatiche e politiche per la qualità dell’aria, evidenziandone co-benefici e potenziali trade-off. La metodologia segue l’impostazione inventariale basata su dati di attività e fattori di emissione (AD×EF), adottando riferimenti internazionali per la rendicontazione ambientale. La baseline è ottenuta a partire dai consumi energetici riportati nel CCC, inizialmente aggregati per vettore energetico, quindi disaggregati tra combinazioni di categoria veicolare e alimentazione in proporzione alla composizione del parco circolante dell’anno di riferimento. Le stime includono i principali gas serra e un set rappresentativo di inquinanti atmosferici; per questi ultimi il perimetro considera esclusivamente la componente allo scarico (exhaust), al fine di analizzare la quota maggiormente sensibile all’evoluzione tecnologica del parco e agli standard emissivi. Sulla base della baseline, vengono sviluppati due scenari al 2030: (i) uno scenario Business As Usual (BAU), che rappresenta l’evoluzione dovuta al solo turnover naturale della flotta e al progressivo ingresso di classi Euro più recenti; (ii) uno scenario POLICY, che simula l’applicazione incrementale di una misura regolatoria prevista dal CCC (Area Verde), modellata come riduzione selettiva e progressiva delle emissioni associate alla quota di veicoli effettivamente soggetta alle limitazioni spazio-temporali della misura. I risultati mostrano che, pur insistendo sullo stesso sistema (la mobilità urbana), le politiche per il clima e per la qualità dell’aria possono produrre esiti non sovrapponibili se osservate tramite indicatori emissivi differenti. In particolare, la CO₂ risulta relativamente poco sensibile al solo ricambio tecnologico nel BAU, mentre gli inquinanti atmosferici allo scarico (es. NOₓ e PM₂,₅) mostrano riduzioni più marcate grazie al miglioramento degli standard emissivi. L’introduzione della misura Area Verde amplifica ulteriormente il beneficio per gli inquinanti più tecnologia‑dipendenti, evidenziando co-benefici significativi per la qualità dell’aria. Per la dimensione climatica, invece, la riduzione di CO₂ risulta più rilevante nello scenario POLICY rispetto al BAU, ma l’analisi conferma la necessità di affiancare alle misure regolatorie azioni strutturali capaci di incidere sulla domanda di mobilità e/o sul mix dei vettori energetici, se l’obiettivo è consolidare riduzioni compatibili con traiettorie di neutralità climatica. Nel complesso, il lavoro contribuisce a rendere più esplicita la relazione tra azioni di policy e traiettorie emissive, mostrando come strategie orientate alla transizione possano generare co-benefici importanti per aria e clima, ma con intensità differente a seconda dell’inquinante considerato. L’approccio adottato, pur non modellando variazioni dell’attività di trasporto e concentrandosi sulle emissioni exhaust, fornisce un quadro coerente e replicabile a supporto della discussione sull’efficacia delle politiche urbane nel percorso verso la sostenibilità e la neutralità climatica.
2024
Inventario emissivo
Scenari prospettici
Trasporti
Aria
Clima
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/5434