Il lavoro analizza l’evoluzione della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) da pratica volontaria a infrastruttura strategico-istituzionale di governo degli impatti economici, sociali e ambientali. La RSI, inizialmente connessa alla filantropia aziendale, si configura oggi come sistema integrato di accountability, misurabilità e doppia materialità, in cui la sostenibilità diventa requisito competitivo e di legittimazione. Il primo capitolo ricostruisce i principali modelli teorici di riferimento — stakeholder theory, triple bottom line e CSR pyramid — che, letti in chiave complementare, delineano un paradigma di impresa “responsabile by design”, orientata alla creazione di valore condiviso e alla gestione sistemica dei rischi ESG. Seguono l’analisi delle tre dimensioni della sostenibilità e l’esame degli standard internazionali (CSRD, ESRS, GRI, ISSB, ISO), che trasformano la trasparenza informativa in obbligo regolatorio e strumento di competitività. La seconda parte approfondisce il nesso tra sostenibilità d’impresa ed economia green, con riferimento al quadro normativo europeo (tassonomia verde, Net Zero Industry Act, Corporate Sustainability Due Diligence Directive) e agli standard globali dell’IFRS Foundation. La sostenibilità è interpretata come leva di innovazione, finanza sostenibile e politica industriale, capace di integrare obiettivi ambientali e produttivi. Un’attenzione specifica è dedicata alla relazione tra economia circolare e RSI, in cui la circolarità diventa la componente operativa della sostenibilità. Attraverso la famiglia di norme ISO 59000 e la recente regolamentazione europea (Ecodesign, Right to Repair, PPWR), la tesi evidenzia come la progettazione “by design” e la misurazione degli impatti materiali permettano di convertire la conformità normativa in vantaggio competitivo e innovazione di prodotto e processo. Il secondo capitolo analizza il contesto italiano, con focus sulle startup innovative, considerate strumenti di politica industriale e veicoli di sostenibilità. La disciplina, fondata su trasparenza informativa, criteri di innovatività (R&S, capitale umano, proprietà intellettuale) e responsabilità dichiarativa, favorisce la creazione di un ecosistema imprenditoriale orientato alla transizione verde e digitale. Nel terzo capitolo viene presentato un caso aziendale relativo alla startup ZeroCO2, impresa Benefit italiana attiva nello sviluppo di soluzioni nature-based per la mitigazione climatica e la rigenerazione degli ecosistemi. L’analisi si concentra su come l’impresa integri responsabilità sociale d’impresa (RSI), sostenibilità misurabile e innovazione imprenditoriale nel proprio modello di business.
La Responsabilità Sociale d’Impresa nelle startup innovative italiane: teorie, strumenti e analisi di un caso aziendale
BENEGIAMO, FABIO
2024/2025
Abstract
Il lavoro analizza l’evoluzione della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) da pratica volontaria a infrastruttura strategico-istituzionale di governo degli impatti economici, sociali e ambientali. La RSI, inizialmente connessa alla filantropia aziendale, si configura oggi come sistema integrato di accountability, misurabilità e doppia materialità, in cui la sostenibilità diventa requisito competitivo e di legittimazione. Il primo capitolo ricostruisce i principali modelli teorici di riferimento — stakeholder theory, triple bottom line e CSR pyramid — che, letti in chiave complementare, delineano un paradigma di impresa “responsabile by design”, orientata alla creazione di valore condiviso e alla gestione sistemica dei rischi ESG. Seguono l’analisi delle tre dimensioni della sostenibilità e l’esame degli standard internazionali (CSRD, ESRS, GRI, ISSB, ISO), che trasformano la trasparenza informativa in obbligo regolatorio e strumento di competitività. La seconda parte approfondisce il nesso tra sostenibilità d’impresa ed economia green, con riferimento al quadro normativo europeo (tassonomia verde, Net Zero Industry Act, Corporate Sustainability Due Diligence Directive) e agli standard globali dell’IFRS Foundation. La sostenibilità è interpretata come leva di innovazione, finanza sostenibile e politica industriale, capace di integrare obiettivi ambientali e produttivi. Un’attenzione specifica è dedicata alla relazione tra economia circolare e RSI, in cui la circolarità diventa la componente operativa della sostenibilità. Attraverso la famiglia di norme ISO 59000 e la recente regolamentazione europea (Ecodesign, Right to Repair, PPWR), la tesi evidenzia come la progettazione “by design” e la misurazione degli impatti materiali permettano di convertire la conformità normativa in vantaggio competitivo e innovazione di prodotto e processo. Il secondo capitolo analizza il contesto italiano, con focus sulle startup innovative, considerate strumenti di politica industriale e veicoli di sostenibilità. La disciplina, fondata su trasparenza informativa, criteri di innovatività (R&S, capitale umano, proprietà intellettuale) e responsabilità dichiarativa, favorisce la creazione di un ecosistema imprenditoriale orientato alla transizione verde e digitale. Nel terzo capitolo viene presentato un caso aziendale relativo alla startup ZeroCO2, impresa Benefit italiana attiva nello sviluppo di soluzioni nature-based per la mitigazione climatica e la rigenerazione degli ecosistemi. L’analisi si concentra su come l’impresa integri responsabilità sociale d’impresa (RSI), sostenibilità misurabile e innovazione imprenditoriale nel proprio modello di business.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5462