La prospettiva individuale è certamente una lettura necessaria per capire il fenomeno del burnout: come stiamo e come ci inseriamo nell’ambiente di lavoro rappresenta senz’altro il nostro ingresso nella comunità organizzativa ed è responsabilità di ognuno di noi guadagnarne la fiducia con un atteggiamento sano e proattivo. Approcciandomi alle materie di carattere organizzativo che compongono questo corso di laurea ho avuto modo di approfondire e capire quanto siano cruciali la motivazione, il clima e la cultura organizzativa. Ho pensato che valesse la pena approfondire e sviluppare questo argomento per capire quali fossero le variabili e le situazioni organizzative che potessero favorire il burnout. Ho iniziato le ricerche bibliografiche per cercare di individuare e capire se potessero esserci situazioni che potessero far prosperare il rischio di burnout che non nascessero da questioni di carattere personale ma che fossero originate dalle organizzazioni, dal vivere all’interno di una comunità di tipo professionale. Ho optato per un approccio teorico, scegliendo di suddividere questo lavoro in tre grandi parti. Ho voluto lavorare su pochi dati statistici ma che dessero l’idea di quanto il burnout sia diffuso ma allo stesso tempo silenziosamente spietato, spiegando quali sono gli effetti negativi e gli indicatori che possono portare ad una misurazione di questo fenomeno. In ultimo, ho scelto di parlare di quanto sia importante la prevenzione e come quest’ultima possa iniziare da azioni che tendano a favorire il benessere delle persone sul luogo di lavoro, perché questo genera impegno e coinvolgimento, al punto diametralmente opposto quindi del cinismo e dell’esaurimento che caratterizzano il burnout. In conclusione, ho voluto illustrare quelli che possono essere alcuni strumenti operativi utili per favorire da un lato la worklife balance (smartworking) e dall’altro prevenire quelle che sono le cause del burnout (ad esempio job sharing e downshifting).

BURNOUT: UN FENOMENO TRASVERSALE

LIGUORI, MICHELE
2024/2025

Abstract

La prospettiva individuale è certamente una lettura necessaria per capire il fenomeno del burnout: come stiamo e come ci inseriamo nell’ambiente di lavoro rappresenta senz’altro il nostro ingresso nella comunità organizzativa ed è responsabilità di ognuno di noi guadagnarne la fiducia con un atteggiamento sano e proattivo. Approcciandomi alle materie di carattere organizzativo che compongono questo corso di laurea ho avuto modo di approfondire e capire quanto siano cruciali la motivazione, il clima e la cultura organizzativa. Ho pensato che valesse la pena approfondire e sviluppare questo argomento per capire quali fossero le variabili e le situazioni organizzative che potessero favorire il burnout. Ho iniziato le ricerche bibliografiche per cercare di individuare e capire se potessero esserci situazioni che potessero far prosperare il rischio di burnout che non nascessero da questioni di carattere personale ma che fossero originate dalle organizzazioni, dal vivere all’interno di una comunità di tipo professionale. Ho optato per un approccio teorico, scegliendo di suddividere questo lavoro in tre grandi parti. Ho voluto lavorare su pochi dati statistici ma che dessero l’idea di quanto il burnout sia diffuso ma allo stesso tempo silenziosamente spietato, spiegando quali sono gli effetti negativi e gli indicatori che possono portare ad una misurazione di questo fenomeno. In ultimo, ho scelto di parlare di quanto sia importante la prevenzione e come quest’ultima possa iniziare da azioni che tendano a favorire il benessere delle persone sul luogo di lavoro, perché questo genera impegno e coinvolgimento, al punto diametralmente opposto quindi del cinismo e dell’esaurimento che caratterizzano il burnout. In conclusione, ho voluto illustrare quelli che possono essere alcuni strumenti operativi utili per favorire da un lato la worklife balance (smartworking) e dall’altro prevenire quelle che sono le cause del burnout (ad esempio job sharing e downshifting).
2024
BURNOUT
WORKLIFE BALANCE
BENESSERE
ESAURIMENTO
ORGANIZZAZIONE
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/5475