Il presente lavoro di ricerca indaga le determinanti dei comportamenti di elusione fiscale delle imprese, partendo dalla consapevolezza che l’abuso del diritto non si limiti a erodere il gettito erariale, ma comprometta profondamente l’equità del sistema impositivo e le dinamiche macroeconomiche. La capacità delle imprese di ridurre artificialmente il proprio carico fiscale innesca così distorsioni competitive, alterando le scelte di allocazione dei capitali e alimentando fenomeni di tax competition tra gli ordinamenti. Sebbene la propensione alla tax avoidance sia guidata principalmente dalla ricerca di massimizzazione dei profitti, l’efficienza del sistema giudiziario deputato a sanzionarla gioca un ruolo determinante nell’influenzare il comportamento delle aziende, quali attori economici razionali. In quest’ottica, un confronto internazionale tra i modelli di giustizia tributaria rivela come contesti caratterizzati da tempi dilatati e alta incertezza sistemica, quali Stati Uniti e Italia, si contrappongano a modelli più prevedibili ed efficienti, qual è quello francese. L’ordinamento italiano, in questo quadro comparato, sconta una marcata e peculiare frammentazione territoriale delle performance processuali, con province in profonda crisi gestionale e province allineate ai migliori standard europei. Lo studio di correlazione tra le misure di efficienza delle Corti di Giustizia Tributaria provinciali e le strategie di pianificazione fiscale delle imprese italiane dimostra che la lentezza del contenzioso tributario funge da incentivo distorto: allungando la durata attesa del giudizio, si riduce il valore attuale delle potenziali sanzioni, abbassando di fatto l’efficacia deterrente dell’azione statale. L’analisi econometrica condotta su un panel di società di capitali nel periodo 2018 – 2024 (scontando altresì gli shock legati alla pandemia da COVID-19) evidenzia come, all’aumentare delle inefficienze giudiziarie locali, corrisponda una significativa contrazione delle imposte effettivamente versate dalle imprese. Ciò conferma che il sistema giudiziario, laddove incapace di garantire tempi certi, finisce per abdicare al proprio ruolo di garante dell’enforcement normativo, divenendo involontariamente un elemento abilitante ed incentivante dell’abuso del diritto.
Efficienza della giustizia tributaria e tax avoidance: l'impatto dei tempi del processo sui comportamenti elusivi delle imprese italiane
NEGRO VALIANI, ANTONGIULIO
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di ricerca indaga le determinanti dei comportamenti di elusione fiscale delle imprese, partendo dalla consapevolezza che l’abuso del diritto non si limiti a erodere il gettito erariale, ma comprometta profondamente l’equità del sistema impositivo e le dinamiche macroeconomiche. La capacità delle imprese di ridurre artificialmente il proprio carico fiscale innesca così distorsioni competitive, alterando le scelte di allocazione dei capitali e alimentando fenomeni di tax competition tra gli ordinamenti. Sebbene la propensione alla tax avoidance sia guidata principalmente dalla ricerca di massimizzazione dei profitti, l’efficienza del sistema giudiziario deputato a sanzionarla gioca un ruolo determinante nell’influenzare il comportamento delle aziende, quali attori economici razionali. In quest’ottica, un confronto internazionale tra i modelli di giustizia tributaria rivela come contesti caratterizzati da tempi dilatati e alta incertezza sistemica, quali Stati Uniti e Italia, si contrappongano a modelli più prevedibili ed efficienti, qual è quello francese. L’ordinamento italiano, in questo quadro comparato, sconta una marcata e peculiare frammentazione territoriale delle performance processuali, con province in profonda crisi gestionale e province allineate ai migliori standard europei. Lo studio di correlazione tra le misure di efficienza delle Corti di Giustizia Tributaria provinciali e le strategie di pianificazione fiscale delle imprese italiane dimostra che la lentezza del contenzioso tributario funge da incentivo distorto: allungando la durata attesa del giudizio, si riduce il valore attuale delle potenziali sanzioni, abbassando di fatto l’efficacia deterrente dell’azione statale. L’analisi econometrica condotta su un panel di società di capitali nel periodo 2018 – 2024 (scontando altresì gli shock legati alla pandemia da COVID-19) evidenzia come, all’aumentare delle inefficienze giudiziarie locali, corrisponda una significativa contrazione delle imposte effettivamente versate dalle imprese. Ciò conferma che il sistema giudiziario, laddove incapace di garantire tempi certi, finisce per abdicare al proprio ruolo di garante dell’enforcement normativo, divenendo involontariamente un elemento abilitante ed incentivante dell’abuso del diritto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5478