Il presente lavoro di ricerca nasce dall'interesse per la natura multidisciplinare della programmazione sanitaria, focalizzandosi sull'impatto del nuovo nomenclatore tariffario sui rapporti tra SSN e privato accreditato, con una analisi empirica sul caso Toscano. Il Nomenclatore delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale costituisce lo strumento operativo attraverso cui vengono codificate, descritte e tariffate le singole prestazioni erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale. Il Nomenclatore delle prestazioni ambulatoriale assolve a una pluralità di funzioni: regolatoria, economica e programmatoria; regolatoria in quanto definisce l’ambito delle prestazioni garantite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), economica perché disciplina, attraverso le tariffe, la remunerazione e programmatoria poiché orienta i meccanismi di governo dell’offerta sanitaria. È stato istituito per la prima volta nel 1996 al fine di assicurare uniformità nazionale e garantire l’effettiva universalità della tutela della salute. Il nomenclatore è stato recentemente oggetto di una riforma che ha inciso non solo sui valori tariffari, ma anche sull’assetto complessivo della specialistica ambulatoriale, con ricadute sulla capacità produttiva, sull’equilibrio economico-finanziario degli erogatori e sulla gestione delle liste d’attesa. In particolare, l'analisi si concentra sulla diagnostica per immagini, con l'obiettivo di indagare come la rimodulazione delle tariffe influenzi la capacità produttiva delle strutture convenzionate e, di riflesso, le dinamiche di abbattimento dei tempi di attesa. Tale prospettiva si inserisce in una più ampio obiettivo di policy, in quanto la nuova definizione delle tariffe e delle prestazioni non rappresenta solamente un provvedimento normativo tecnico-contabile, ma uno strumento di governo dell’offerta, idoneo a incidere sulla sostenibilità economica-finanziaria e sulle condizioni di accesso effettivo alle prestazioni da parte dei cittadini al fine di incidere sulle tendenze relative ai tempi di attesa. L'obiettivo è dunque valutare se e come le modifiche al nomenclatore delle prestazioni di diagnostica per immagini abbia avuto un impatto sul volume e la tipologia di prestazioni erogate dalle strutture convenzionate e se conseguentemente ha agito come “leva strategica” per l’obiettivo programmato di riduzione dei tempi di attesa. Il meccanismo che testiamo parte dalla costatazione che il passaggio alle nuove tariffe ha generato una prevalente riduzione del valore unitario del rimborso. In un regime di budget predefiniti (tetti di spesa), tale contrazione tariffaria si può tradurre in un risparmio monetario immediato per l’ente pubblico o in un incremento della capacità d'acquisto in termini di volumi. In quest’ultimo caso, la riforma avrebbe un impatto positivo sulla riduzione dei tempi di attesa. Il tema di analisi rientra nelle politiche delineate lungo il lungo e tortuoso percorso, tracciato negli anni Novanta, di ricalibratura delle politiche e della programmazione sanitaria in relazione al ruolo del privato a complemento dell’offerta del Servizio Sanitario Nazionale pubblico. Da qui la necessità di disegnare e valutare una serie di incentivi e disincentivi, economici e non, che rendono questa complementarietà efficiente ed equa. In quest'ottica, l’efficienza gestionale e l'appropriatezza prescrittiva diventano gli strumenti cardine per trasformare un vincolo economico in un’opportunità di salute. Pertanto, appare di indubbio interesse analizzare il ruolo del privato convenzionato, non solo per il suo peso economico crescente, ma anche per la sua più intima portata sociale all’interno di un sistema che, almeno formalmente, si fonda sui principi di universalità, uguaglianza ed equità di accesso alle cure. Il presente lavoro è strutturato in 3 capitoli
L’impatto del nuovo Nomenclatore Tariffario sulla Diagnostica per Immagini: analisi della capacità produttiva e delle liste d'attesa nel rapporto tra SSN e Privato Accreditato in Regione Toscana
CASSANO, MICHELA
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di ricerca nasce dall'interesse per la natura multidisciplinare della programmazione sanitaria, focalizzandosi sull'impatto del nuovo nomenclatore tariffario sui rapporti tra SSN e privato accreditato, con una analisi empirica sul caso Toscano. Il Nomenclatore delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale costituisce lo strumento operativo attraverso cui vengono codificate, descritte e tariffate le singole prestazioni erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale. Il Nomenclatore delle prestazioni ambulatoriale assolve a una pluralità di funzioni: regolatoria, economica e programmatoria; regolatoria in quanto definisce l’ambito delle prestazioni garantite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), economica perché disciplina, attraverso le tariffe, la remunerazione e programmatoria poiché orienta i meccanismi di governo dell’offerta sanitaria. È stato istituito per la prima volta nel 1996 al fine di assicurare uniformità nazionale e garantire l’effettiva universalità della tutela della salute. Il nomenclatore è stato recentemente oggetto di una riforma che ha inciso non solo sui valori tariffari, ma anche sull’assetto complessivo della specialistica ambulatoriale, con ricadute sulla capacità produttiva, sull’equilibrio economico-finanziario degli erogatori e sulla gestione delle liste d’attesa. In particolare, l'analisi si concentra sulla diagnostica per immagini, con l'obiettivo di indagare come la rimodulazione delle tariffe influenzi la capacità produttiva delle strutture convenzionate e, di riflesso, le dinamiche di abbattimento dei tempi di attesa. Tale prospettiva si inserisce in una più ampio obiettivo di policy, in quanto la nuova definizione delle tariffe e delle prestazioni non rappresenta solamente un provvedimento normativo tecnico-contabile, ma uno strumento di governo dell’offerta, idoneo a incidere sulla sostenibilità economica-finanziaria e sulle condizioni di accesso effettivo alle prestazioni da parte dei cittadini al fine di incidere sulle tendenze relative ai tempi di attesa. L'obiettivo è dunque valutare se e come le modifiche al nomenclatore delle prestazioni di diagnostica per immagini abbia avuto un impatto sul volume e la tipologia di prestazioni erogate dalle strutture convenzionate e se conseguentemente ha agito come “leva strategica” per l’obiettivo programmato di riduzione dei tempi di attesa. Il meccanismo che testiamo parte dalla costatazione che il passaggio alle nuove tariffe ha generato una prevalente riduzione del valore unitario del rimborso. In un regime di budget predefiniti (tetti di spesa), tale contrazione tariffaria si può tradurre in un risparmio monetario immediato per l’ente pubblico o in un incremento della capacità d'acquisto in termini di volumi. In quest’ultimo caso, la riforma avrebbe un impatto positivo sulla riduzione dei tempi di attesa. Il tema di analisi rientra nelle politiche delineate lungo il lungo e tortuoso percorso, tracciato negli anni Novanta, di ricalibratura delle politiche e della programmazione sanitaria in relazione al ruolo del privato a complemento dell’offerta del Servizio Sanitario Nazionale pubblico. Da qui la necessità di disegnare e valutare una serie di incentivi e disincentivi, economici e non, che rendono questa complementarietà efficiente ed equa. In quest'ottica, l’efficienza gestionale e l'appropriatezza prescrittiva diventano gli strumenti cardine per trasformare un vincolo economico in un’opportunità di salute. Pertanto, appare di indubbio interesse analizzare il ruolo del privato convenzionato, non solo per il suo peso economico crescente, ma anche per la sua più intima portata sociale all’interno di un sistema che, almeno formalmente, si fonda sui principi di universalità, uguaglianza ed equità di accesso alle cure. Il presente lavoro è strutturato in 3 capitoli| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5485