This thesis investigates the role of negative emotions in predicting the phenomenon of Quiet Quitting, which in recent years has gained increasing relevance within organizational and managerial discourse. Rather than constituting a formal withdrawal from the organization, this phenomenon is characterized by a progressive psychological and behavioral disengagement from work, manifested through the reduction of effort to the minimum required by one’s contractual role. Quiet quitting can be interpreted as a resource-conservation strategy adopted by employees in response to the perceived violation of elements of the psychological contract, particularly when formally leaving the organization is difficult or impracticable. The study focuses on specific emotional states—boredom, disgust, anxiety, and embarrassment—with the aim of examining their potential predictive value with respect to behaviors associated with silent disengagement. Using a quantitative research design, data were collected through a questionnaire administered to a sample of public and private sector employees from diverse professional backgrounds, aged between 20 and 65 years. Relationships among variables were examined through correlation analyses and multiple linear regression models, in order to assess both the associations between the emotions under consideration and quiet quitting behaviors, and the predictive contribution of each emotion. The findings reveal significant correlations between certain emotions and silent disengagement, suggesting that specific affective states may contribute to work-related withdrawal. In particular, boredom and disgust emerge as the most consistent predictors, whereas anxiety and embarrassment display weaker effects, potentially mediated by additional individual and organizational variables. This study contributes to expanding the understanding of the emotional processes underlying the phenomenon, offering theoretical implications for the literature on emotions in organizational contexts, as well as practical insights for its prevention. From an organizational perspective, the results highlight the need for interventions aimed not only at strengthening motivation, but also at preventing and managing emotional states, in order to foster authentic and sustainable work engagement over time.

Il presente elaborato di tesi indaga il ruolo delle emozioni negative nel predire il fenomeno del Quiet Quitting, che negli ultimi anni ha assunto crescente rilevanza nel dibattito organizzativo e manageriale. Tale fenomeno non si configura come un abbandono formale dell’organizzazione, bensì come una forma di progressivo disinvestimento psicologico e comportamentale dal lavoro, questo si manifesta attraverso la riduzione dell’impegno al minimo richiesto dal ruolo contrattuale. Il quiet quitting può essere interpretato come una strategia di conservazione delle risorse messa in atto dai lavoratori in risposta alla percepita violazione di aspetti del contratto psicologico, soprattutto quando risulta difficile o impraticabile lasciare formalmente l’organizzazione. La ricerca si concentra su specifici stati emotivi: Noia, Disgusto, Ansia e Imbarazzo, con l'obiettivo di verificarne il potenziale valore predittivo rispetto ai comportamenti riconducibili all'abbandono silenzioso. Mediante un disegno di ricerca quantitativo, i dati sono stati raccolti mediante un questionario somministrato a un campione di lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, appartenenti a diversi ambiti professionali e con un'età compresa tra i 20 e i 65 anni. Le relazioni tra variabili sono state indagate mediante analisi di correlazione e modelli di regressione lineare multipla, questo al fine di esaminare sia l'associazione tra le emozioni considerate e i comportamenti del quiet quitting, sia il contributo predittivo di ciascuna emozione. I risultati evidenziano correlazioni significative tra alcune emozioni e l'abbandono silenzioso, suggerendo come specifici stati emotivi possano contribuire al disimpegno lavorativo. In particolare, la noia e il disgusto emergono come predittori più consistenti, mentre l'ansia e l'imbarazzo mostrano effetti meno marcati, potenzialmente mediati da ulteriori variabili individuali e organizzative. Lo studio contribuisce ad ampliare la comprensione dei processi emotivi sottostanti al fenomeno, offrendo implicazioni teoriche per la letteratura sulle emozioni nel contesto organizzativo e indicazioni pratiche per la prevenzione dello stesso. Dal punto di vista organizzativo, i risultati suggeriscono la necessità di interventi orientati non solo al rafforzamento della motivazione. ma anche relativi alla prevenzione e gestione degli stati emotivi, al fine di promuovere un coinvolgimento lavorativo autentico e duraturo nel tempo.

Il ruolo delle emozioni nel fenomeno del Quiet Quitting: uno studio sperimentale sui lavoratori dipendenti

PULIZZI, VALERIA
2024/2025

Abstract

This thesis investigates the role of negative emotions in predicting the phenomenon of Quiet Quitting, which in recent years has gained increasing relevance within organizational and managerial discourse. Rather than constituting a formal withdrawal from the organization, this phenomenon is characterized by a progressive psychological and behavioral disengagement from work, manifested through the reduction of effort to the minimum required by one’s contractual role. Quiet quitting can be interpreted as a resource-conservation strategy adopted by employees in response to the perceived violation of elements of the psychological contract, particularly when formally leaving the organization is difficult or impracticable. The study focuses on specific emotional states—boredom, disgust, anxiety, and embarrassment—with the aim of examining their potential predictive value with respect to behaviors associated with silent disengagement. Using a quantitative research design, data were collected through a questionnaire administered to a sample of public and private sector employees from diverse professional backgrounds, aged between 20 and 65 years. Relationships among variables were examined through correlation analyses and multiple linear regression models, in order to assess both the associations between the emotions under consideration and quiet quitting behaviors, and the predictive contribution of each emotion. The findings reveal significant correlations between certain emotions and silent disengagement, suggesting that specific affective states may contribute to work-related withdrawal. In particular, boredom and disgust emerge as the most consistent predictors, whereas anxiety and embarrassment display weaker effects, potentially mediated by additional individual and organizational variables. This study contributes to expanding the understanding of the emotional processes underlying the phenomenon, offering theoretical implications for the literature on emotions in organizational contexts, as well as practical insights for its prevention. From an organizational perspective, the results highlight the need for interventions aimed not only at strengthening motivation, but also at preventing and managing emotional states, in order to foster authentic and sustainable work engagement over time.
2024
The Role of Emotions in the Quiet Quitting Phenomenon: An Experimental Study on Employees
Il presente elaborato di tesi indaga il ruolo delle emozioni negative nel predire il fenomeno del Quiet Quitting, che negli ultimi anni ha assunto crescente rilevanza nel dibattito organizzativo e manageriale. Tale fenomeno non si configura come un abbandono formale dell’organizzazione, bensì come una forma di progressivo disinvestimento psicologico e comportamentale dal lavoro, questo si manifesta attraverso la riduzione dell’impegno al minimo richiesto dal ruolo contrattuale. Il quiet quitting può essere interpretato come una strategia di conservazione delle risorse messa in atto dai lavoratori in risposta alla percepita violazione di aspetti del contratto psicologico, soprattutto quando risulta difficile o impraticabile lasciare formalmente l’organizzazione. La ricerca si concentra su specifici stati emotivi: Noia, Disgusto, Ansia e Imbarazzo, con l'obiettivo di verificarne il potenziale valore predittivo rispetto ai comportamenti riconducibili all'abbandono silenzioso. Mediante un disegno di ricerca quantitativo, i dati sono stati raccolti mediante un questionario somministrato a un campione di lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, appartenenti a diversi ambiti professionali e con un'età compresa tra i 20 e i 65 anni. Le relazioni tra variabili sono state indagate mediante analisi di correlazione e modelli di regressione lineare multipla, questo al fine di esaminare sia l'associazione tra le emozioni considerate e i comportamenti del quiet quitting, sia il contributo predittivo di ciascuna emozione. I risultati evidenziano correlazioni significative tra alcune emozioni e l'abbandono silenzioso, suggerendo come specifici stati emotivi possano contribuire al disimpegno lavorativo. In particolare, la noia e il disgusto emergono come predittori più consistenti, mentre l'ansia e l'imbarazzo mostrano effetti meno marcati, potenzialmente mediati da ulteriori variabili individuali e organizzative. Lo studio contribuisce ad ampliare la comprensione dei processi emotivi sottostanti al fenomeno, offrendo implicazioni teoriche per la letteratura sulle emozioni nel contesto organizzativo e indicazioni pratiche per la prevenzione dello stesso. Dal punto di vista organizzativo, i risultati suggeriscono la necessità di interventi orientati non solo al rafforzamento della motivazione. ma anche relativi alla prevenzione e gestione degli stati emotivi, al fine di promuovere un coinvolgimento lavorativo autentico e duraturo nel tempo.
Quiet Quitting
Emozioni
Ansia e Imbarazzo
Noia
Disgusto
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