La presente tesi analizza l’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità nel contesto europeo, con particolare riferimento al passaggio dalla Direttiva 2014/95/UE (Non-Financial Reporting Directive) alla Direttiva (UE) 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive) e alle successive modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus e dalla Direttiva Stop-the-Clock. L’obiettivo dell’elaborato è esaminare il quadro normativo europeo in materia di reporting di sostenibilità, evidenziandone le principali innovazioni e le implicazioni per le imprese. Nella prima parte del lavoro viene ricostruito il percorso evolutivo della rendicontazione non finanziaria attraverso l’analisi dello sviluppo del concetto di sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa, nonché del progressivo consolidamento dei principali standard e framework internazionali di reporting. In tale contesto, la CSRD rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di armonizzazione delle informazioni di sostenibilità a livello europeo, introducendo requisiti più strutturati in termini di trasparenza e qualità informativa. Particolare attenzione è dedicata al principio della doppia materialità e all’introduzione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che costituiscono il riferimento tecnico per la predisposizione delle informazioni di sostenibilità. Una parte centrale dell’elaborato è dedicata all’analisi delle recenti proposte di revisione normativa contenute nel pacchetto Omnibus, che hanno inciso sul perimetro di applicazione della CSRD e sulle tempistiche di implementazione degli obblighi di rendicontazione. Tali interventi vengono esaminati nel più ampio contesto del processo di sviluppo della regolamentazione europea in materia di sostenibilità, con particolare riferimento agli obiettivi di semplificazione amministrativa e di riduzione degli oneri per le imprese. La seconda parte della ricerca presenta un’analisi empirica basata su due casi di studio relativi ad aziende italiane operanti nel settore ceramico. Attraverso l’esame comparativo dei bilanci di sostenibilità redatti nel periodo di applicazione della NFRD e del primo bilancio conforme alla CSRD, vengono analizzate le trasformazioni nelle pratiche di reporting, nella struttura dei documenti e nei contenuti informativi. Un ulteriore contributo della ricerca è rappresentato da un’indagine qualitativa basata su interviste alle imprese oggetto di studio, finalizzata a comprendere il ruolo strategico della rendicontazione di sostenibilità anche in assenza di un obbligo normativo diretto, in seguito alle modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus. Nel complesso, l’elaborato evidenzia come la CSRD rappresenti un passaggio fondamentale nel processo di evoluzione della rendicontazione non finanziaria, promuovendo un sistema informativo più strutturato e armonizzato. Al tempo stesso, le recenti modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus e il quadro regolamentare ancora in fase di definizione delineano uno scenario caratterizzato da incertezza normativa, che lascia aperti interrogativi sull’evoluzione futura della disciplina europea in materia di sostenibilità.
Obbligo o verità? Le scelte delle imprese italiane sulla rendicontazione post-Omnibus
MAINI, MARTINA
2024/2025
Abstract
La presente tesi analizza l’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità nel contesto europeo, con particolare riferimento al passaggio dalla Direttiva 2014/95/UE (Non-Financial Reporting Directive) alla Direttiva (UE) 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive) e alle successive modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus e dalla Direttiva Stop-the-Clock. L’obiettivo dell’elaborato è esaminare il quadro normativo europeo in materia di reporting di sostenibilità, evidenziandone le principali innovazioni e le implicazioni per le imprese. Nella prima parte del lavoro viene ricostruito il percorso evolutivo della rendicontazione non finanziaria attraverso l’analisi dello sviluppo del concetto di sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa, nonché del progressivo consolidamento dei principali standard e framework internazionali di reporting. In tale contesto, la CSRD rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di armonizzazione delle informazioni di sostenibilità a livello europeo, introducendo requisiti più strutturati in termini di trasparenza e qualità informativa. Particolare attenzione è dedicata al principio della doppia materialità e all’introduzione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che costituiscono il riferimento tecnico per la predisposizione delle informazioni di sostenibilità. Una parte centrale dell’elaborato è dedicata all’analisi delle recenti proposte di revisione normativa contenute nel pacchetto Omnibus, che hanno inciso sul perimetro di applicazione della CSRD e sulle tempistiche di implementazione degli obblighi di rendicontazione. Tali interventi vengono esaminati nel più ampio contesto del processo di sviluppo della regolamentazione europea in materia di sostenibilità, con particolare riferimento agli obiettivi di semplificazione amministrativa e di riduzione degli oneri per le imprese. La seconda parte della ricerca presenta un’analisi empirica basata su due casi di studio relativi ad aziende italiane operanti nel settore ceramico. Attraverso l’esame comparativo dei bilanci di sostenibilità redatti nel periodo di applicazione della NFRD e del primo bilancio conforme alla CSRD, vengono analizzate le trasformazioni nelle pratiche di reporting, nella struttura dei documenti e nei contenuti informativi. Un ulteriore contributo della ricerca è rappresentato da un’indagine qualitativa basata su interviste alle imprese oggetto di studio, finalizzata a comprendere il ruolo strategico della rendicontazione di sostenibilità anche in assenza di un obbligo normativo diretto, in seguito alle modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus. Nel complesso, l’elaborato evidenzia come la CSRD rappresenti un passaggio fondamentale nel processo di evoluzione della rendicontazione non finanziaria, promuovendo un sistema informativo più strutturato e armonizzato. Al tempo stesso, le recenti modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus e il quadro regolamentare ancora in fase di definizione delineano uno scenario caratterizzato da incertezza normativa, che lascia aperti interrogativi sull’evoluzione futura della disciplina europea in materia di sostenibilità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5514