La presente tesi analizza l’evoluzione normativa e contrattuale del lavoro a tempo parziale nell’ordinamento giuridico italiano, con particolare attenzione al ruolo della contrattazione collettiva. Il primo capitolo ricostruisce il quadro costituzionale e normativo di riferimento, viene analizzata l’evoluzione del rapporto di lavoro a tempo parziale dal 1987 fino al 2025; viene quindi analizzato il percorso evolutivo del lavoro part-time, dalle l. n. 863/1984, passando per il d.lgs. 61/2000 e la direttiva 97/81/CE, fino al d.lgs. 81/2015 c.d. Jobs Act. L’analisi vuole evidenziale come il legislatore abbia progressivamente ampliato gli spazi di regolazione affidati alla contrattazione collettiva, riconoscendole un ruolo determinante nella disciplina di istituti quali il lavoro supplementare, le clausole elastiche e flessibili e le trasformazioni del rapporto di lavoro, per esempio, da full-time a part-time. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi dei CCNL Confcommercio dal 1987 al 2025, si analizzano le disposizioni contrattuali in ordine cronologico. L’indagine mette in luce come la contrattazione collettiva abbia non solo coltivato i rinvii legislativi, ma anche esercitato una significativa autonomia regolativa, incidendo sull’equilibrio tra esigenze organizzative dell’impresa e sulla tutela del lavoratore subordinato. Particolare attenzione è rivolta a determinati istituti, quali: il lavoro supplementare, il sistema delle maggiorazioni, il meccanismo di consolidamento dell’orario di lavoro e delle clausole elastiche, evidenziando le differenze tra i contratti stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative e quelli sottoscritti da soggetti meno rappresentativi, come analizzato nel terzo capitolo. Tuttavia, la ricerca evidenzia come il lavoro a tempo parziale rappresenti una tipologia contrattuale fondamentale, da un lato permette maggiore flessibilità organizzativa, dall’altro garantisce stabilità e protezione sociale. L’efficacia di tale tipologia contrattuale dipende dalla qualità della regolazione collettiva e dal grado di rappresentatività dei soggetti stipulanti, che incide non sulla validità del contratto, ma sulla capacità di incidere concretamente sulle condizioni di lavoro. La scelta di concentrare l’analisi sul CCNL Confcommercio è determinata dal fatto che il settore terziario, distribuzione e servizi rappresenta uno dei comparti più ampi e diffusi nel mercato italiano, caratterizzato da un’elevata diffusione del lavoro a tempo parziale e da una significativa presenza di lavoratori appartenenti a categorie strutturalmente più esposte alla precarietà occupazionale, quali donne e giovani. L’analisi della sua evoluzione consente dunque di osservare il rapporto tra legge e contrattazione collettiva, nonché il bilanciamento tra esigenze e flessibilità organizzativa e tutela del lavoratore.

LA DISCIPLINA DEL LAVORO A TEMPO PARZIALE NEL CCNL DEL TERZIARIO (1987 - 2025)

MALANDRINO, IRENE
2024/2025

Abstract

La presente tesi analizza l’evoluzione normativa e contrattuale del lavoro a tempo parziale nell’ordinamento giuridico italiano, con particolare attenzione al ruolo della contrattazione collettiva. Il primo capitolo ricostruisce il quadro costituzionale e normativo di riferimento, viene analizzata l’evoluzione del rapporto di lavoro a tempo parziale dal 1987 fino al 2025; viene quindi analizzato il percorso evolutivo del lavoro part-time, dalle l. n. 863/1984, passando per il d.lgs. 61/2000 e la direttiva 97/81/CE, fino al d.lgs. 81/2015 c.d. Jobs Act. L’analisi vuole evidenziale come il legislatore abbia progressivamente ampliato gli spazi di regolazione affidati alla contrattazione collettiva, riconoscendole un ruolo determinante nella disciplina di istituti quali il lavoro supplementare, le clausole elastiche e flessibili e le trasformazioni del rapporto di lavoro, per esempio, da full-time a part-time. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi dei CCNL Confcommercio dal 1987 al 2025, si analizzano le disposizioni contrattuali in ordine cronologico. L’indagine mette in luce come la contrattazione collettiva abbia non solo coltivato i rinvii legislativi, ma anche esercitato una significativa autonomia regolativa, incidendo sull’equilibrio tra esigenze organizzative dell’impresa e sulla tutela del lavoratore subordinato. Particolare attenzione è rivolta a determinati istituti, quali: il lavoro supplementare, il sistema delle maggiorazioni, il meccanismo di consolidamento dell’orario di lavoro e delle clausole elastiche, evidenziando le differenze tra i contratti stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative e quelli sottoscritti da soggetti meno rappresentativi, come analizzato nel terzo capitolo. Tuttavia, la ricerca evidenzia come il lavoro a tempo parziale rappresenti una tipologia contrattuale fondamentale, da un lato permette maggiore flessibilità organizzativa, dall’altro garantisce stabilità e protezione sociale. L’efficacia di tale tipologia contrattuale dipende dalla qualità della regolazione collettiva e dal grado di rappresentatività dei soggetti stipulanti, che incide non sulla validità del contratto, ma sulla capacità di incidere concretamente sulle condizioni di lavoro. La scelta di concentrare l’analisi sul CCNL Confcommercio è determinata dal fatto che il settore terziario, distribuzione e servizi rappresenta uno dei comparti più ampi e diffusi nel mercato italiano, caratterizzato da un’elevata diffusione del lavoro a tempo parziale e da una significativa presenza di lavoratori appartenenti a categorie strutturalmente più esposte alla precarietà occupazionale, quali donne e giovani. L’analisi della sua evoluzione consente dunque di osservare il rapporto tra legge e contrattazione collettiva, nonché il bilanciamento tra esigenze e flessibilità organizzativa e tutela del lavoratore.
2024
Part-Time
Lavoro
CCNL
Rel. Industriali
Legge
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