Il presente lavoro di tesi analizza il tema della settimana lavorativa corta, un modello organizzativo che sta attirando sempre più attenzione a livello internazionale e che comincia ad emergere anche nel contesto italiano soprattutto a seguito delle trasformazioni post-pandemiche e alla crescente centralità del benessere dei lavoratori. L’obiettivo principale di questo elaborato è valutare il ruolo del controllo di gestione ai fini di garantire la sostenibilità economica e organizzativa di questo modello, individuando se e in che modo gli strumenti propri del controllo di gestione e nello specifico i sistemi di misurazione della performance possano supportare le aziende nell’adozione e nella gestione di questo cambiamento. Nel primo capitolo, l’elaborato esamina l'evoluzione storica dell'orario di lavoro e i diversi modelli di riduzione oraria, contestualizzando le sperimentazioni internazionali e le specificità del panorama italiano. Nel secondo capitolo segue un approfondimento teorico sul ruolo del controllo di gestione, e partendo dal paradigma classico, si analizzano i limiti delle metriche tradizionali nella misurazione del lavoro flessibile, proponendo l’integrazione di diversi approcci come il Management by Objectives (MBO), il Business Process Reengineering (BPR) e l’utilizzo della Balanced Scorecard. Viene anche dato particolare rilievo alla necessità di monitorare KPI "intangibili" legati al clima aziendale e alla soddisfazione dei dipendenti, supportati da tecnologie abilitanti quali Business Intelligence e Intelligenza Artificiale. Si entra successivamente nella parte centrale del lavoro, ovvero la sezione empirica, dove viene adottata una metodologia qualitativa basata su casi di studio multipli, analizzando cinque realtà pioneristiche nel contesto italiano: Intesa Sanpaolo, TeamSystem, PA Advice, Carter & Benson e IMAP. Attraverso interviste semi-strutturate ai responsabili aziendali e un’analisi deduttiva dei dati di bilancio estratti dalla banca dati AIDA, sono state approfondite le motivazioni strategiche, l’architettura dei modelli adottati e gli strumenti di controllo utilizzati per misurare gli impatti rilevati in tema di produttività, costi, turnover e altre variabili aziendali. L'analisi comparativa finale, condotta attraverso un framework multidimensionale, permette di identificare le condizioni necessarie affinché la settimana corta risulti efficace. I risultati empirici smentiscono la previsione di un crollo dei rendimenti, dimostrando la tenuta della redditività aziendale grazie a una profonda revisione dei processi interni (BPR) e in alcuni casi, all'uso strategico del welfare come leva fiscale. Tuttavia, l'indagine fa emergere un rilevante paradosso manageriale: a fronte dell'innovazione organizzativa, si rileva un'assenza generalizzata di KPI specifici per misurare l'impatto multidimensionale della riduzione oraria. Le imprese si affidano prevalentemente all'MBO e a un controllo basato sulla fiducia, un approccio che abbatte i tassi di turnover e assenteismo, ma che necessita di un sistema di monitoraggio più evoluto per governare le fasi di espansione dei costi. Questi risultati evidenziano come la riduzione dell'orario richieda una profonda revisione dei processi interni e un sistema di monitoraggio evoluto, capace di bilanciare le esigenze di efficienza economica con la tutela del capitale umano.

L'evoluzione del controllo di gestione nel contesto della settimana corta: un'analisi empirica di 5 aziende italiane

VITIELLO, LORENZO
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro di tesi analizza il tema della settimana lavorativa corta, un modello organizzativo che sta attirando sempre più attenzione a livello internazionale e che comincia ad emergere anche nel contesto italiano soprattutto a seguito delle trasformazioni post-pandemiche e alla crescente centralità del benessere dei lavoratori. L’obiettivo principale di questo elaborato è valutare il ruolo del controllo di gestione ai fini di garantire la sostenibilità economica e organizzativa di questo modello, individuando se e in che modo gli strumenti propri del controllo di gestione e nello specifico i sistemi di misurazione della performance possano supportare le aziende nell’adozione e nella gestione di questo cambiamento. Nel primo capitolo, l’elaborato esamina l'evoluzione storica dell'orario di lavoro e i diversi modelli di riduzione oraria, contestualizzando le sperimentazioni internazionali e le specificità del panorama italiano. Nel secondo capitolo segue un approfondimento teorico sul ruolo del controllo di gestione, e partendo dal paradigma classico, si analizzano i limiti delle metriche tradizionali nella misurazione del lavoro flessibile, proponendo l’integrazione di diversi approcci come il Management by Objectives (MBO), il Business Process Reengineering (BPR) e l’utilizzo della Balanced Scorecard. Viene anche dato particolare rilievo alla necessità di monitorare KPI "intangibili" legati al clima aziendale e alla soddisfazione dei dipendenti, supportati da tecnologie abilitanti quali Business Intelligence e Intelligenza Artificiale. Si entra successivamente nella parte centrale del lavoro, ovvero la sezione empirica, dove viene adottata una metodologia qualitativa basata su casi di studio multipli, analizzando cinque realtà pioneristiche nel contesto italiano: Intesa Sanpaolo, TeamSystem, PA Advice, Carter & Benson e IMAP. Attraverso interviste semi-strutturate ai responsabili aziendali e un’analisi deduttiva dei dati di bilancio estratti dalla banca dati AIDA, sono state approfondite le motivazioni strategiche, l’architettura dei modelli adottati e gli strumenti di controllo utilizzati per misurare gli impatti rilevati in tema di produttività, costi, turnover e altre variabili aziendali. L'analisi comparativa finale, condotta attraverso un framework multidimensionale, permette di identificare le condizioni necessarie affinché la settimana corta risulti efficace. I risultati empirici smentiscono la previsione di un crollo dei rendimenti, dimostrando la tenuta della redditività aziendale grazie a una profonda revisione dei processi interni (BPR) e in alcuni casi, all'uso strategico del welfare come leva fiscale. Tuttavia, l'indagine fa emergere un rilevante paradosso manageriale: a fronte dell'innovazione organizzativa, si rileva un'assenza generalizzata di KPI specifici per misurare l'impatto multidimensionale della riduzione oraria. Le imprese si affidano prevalentemente all'MBO e a un controllo basato sulla fiducia, un approccio che abbatte i tassi di turnover e assenteismo, ma che necessita di un sistema di monitoraggio più evoluto per governare le fasi di espansione dei costi. Questi risultati evidenziano come la riduzione dell'orario richieda una profonda revisione dei processi interni e un sistema di monitoraggio evoluto, capace di bilanciare le esigenze di efficienza economica con la tutela del capitale umano.
2024
Controllo gestione
Settimana corta
MBO
Performance
Work-life balance
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