La presente tesi analizza l’evoluzione della politica monetaria dell’Unione economica e monetaria (UEM) nel contesto della cosiddetta policrisi, ossia, l’intreccio di shock economici, geopolitici, sanitari e climatici che negli ultimi 15 anni ha ridefinito il funzionamento della governance economica europea. Partendo dall’assetto istituzionale originario della Banca centrale europea (BCE) e dal suo mandato primario di stabilità dei prezzi, il lavoro ricostruisce come le crisi successive – dalla crisi finanziaria globale alla pandemia, fino alle tensioni geopolitiche e alla transizione climatica – abbiano progressivamente ampliato il ruolo della politica monetaria, affermando la BCE come un attore centrale della stabilizzazione macroeconomica dell’area euro. Attraverso un’analisi teorica e istituzionale, la tesi esamina l’evoluzione degli strumenti di politica monetaria, con particolare attenzione alle misure non convenzionali introdotte dopo la crisi del 2008 e al loro impatto sul funzionamento dell’UEM. Parallelamente, viene indagato il crescente intreccio tra politica monetaria e altre dimensioni di policy, tra cui la stabilità finanziaria e la transizione ecologica, mettendo in luce le tensioni tra indipendenza della Banca centrale, legittimità democratica, coordinamento con la politica fiscale ed efficacia degli strumenti di intervento. Nella parte empirica, il lavoro analizza l’esposizione dell’economia dell’area euro ai rischi climatici e di transizione, evidenziando i principali canali attraverso cui tali fattori possono influenzare inflazione, stabilità finanziaria e meccanismi di trasmissione della politica monetaria. In questo quadro, la tesi discute le iniziative recentemente introdotte dalla BCE per integrare il rischio climatico nella gestione del proprio bilancio e nei propri strumenti operativi, interpretandole come un’evoluzione delle funzioni tradizionali della Banca centrale. Il lavoro si conclude con una valutazione delle implicazioni istituzionali di questa evoluzione, sostenendo la tesi per cui la gestione della policrisi richiede un rafforzamento del policy-mix dell’UEM e un maggiore coordinamento tra politica monetaria, fiscale e climatica, al fine di garantire stabilità macroeconomica e sostenibilità nel lungo periodo.
La politica monetaria europea in tempi di policrisi: sfide, limiti e prospettive di riforma
BEDOGNI, VERONICA
2024/2025
Abstract
La presente tesi analizza l’evoluzione della politica monetaria dell’Unione economica e monetaria (UEM) nel contesto della cosiddetta policrisi, ossia, l’intreccio di shock economici, geopolitici, sanitari e climatici che negli ultimi 15 anni ha ridefinito il funzionamento della governance economica europea. Partendo dall’assetto istituzionale originario della Banca centrale europea (BCE) e dal suo mandato primario di stabilità dei prezzi, il lavoro ricostruisce come le crisi successive – dalla crisi finanziaria globale alla pandemia, fino alle tensioni geopolitiche e alla transizione climatica – abbiano progressivamente ampliato il ruolo della politica monetaria, affermando la BCE come un attore centrale della stabilizzazione macroeconomica dell’area euro. Attraverso un’analisi teorica e istituzionale, la tesi esamina l’evoluzione degli strumenti di politica monetaria, con particolare attenzione alle misure non convenzionali introdotte dopo la crisi del 2008 e al loro impatto sul funzionamento dell’UEM. Parallelamente, viene indagato il crescente intreccio tra politica monetaria e altre dimensioni di policy, tra cui la stabilità finanziaria e la transizione ecologica, mettendo in luce le tensioni tra indipendenza della Banca centrale, legittimità democratica, coordinamento con la politica fiscale ed efficacia degli strumenti di intervento. Nella parte empirica, il lavoro analizza l’esposizione dell’economia dell’area euro ai rischi climatici e di transizione, evidenziando i principali canali attraverso cui tali fattori possono influenzare inflazione, stabilità finanziaria e meccanismi di trasmissione della politica monetaria. In questo quadro, la tesi discute le iniziative recentemente introdotte dalla BCE per integrare il rischio climatico nella gestione del proprio bilancio e nei propri strumenti operativi, interpretandole come un’evoluzione delle funzioni tradizionali della Banca centrale. Il lavoro si conclude con una valutazione delle implicazioni istituzionali di questa evoluzione, sostenendo la tesi per cui la gestione della policrisi richiede un rafforzamento del policy-mix dell’UEM e un maggiore coordinamento tra politica monetaria, fiscale e climatica, al fine di garantire stabilità macroeconomica e sostenibilità nel lungo periodo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5564