L’obiettivo del presente elaborato è approfondire le dinamiche di genere nell’ambito dell’offerta di lavoro, con particolare riferimento a coppie con figli. Se nel corso del tempo la partecipazione femminile al mercato del lavoro ha avuto un forte aumento ed è stato parzialmente superato il modello male breadwinner, persiste una differenza fra generi nei livelli di occupazione e fatica ad affermarsi il modello dual earner/dual carer. La letteratura economica, dai modelli neoclassici, alla new home economics fino ai modelli di bargaining e alle più recenti teorie di doing gender, ha identificato diversi fattori che guidano gli individui nel processo di allocazione del proprio tempo fra lavoro retribuito e attività non retribuite. Viene quindi illustrata una disamina delle diverse determinati del divario occupazionale di genere, così come individuate dai modelli economici che si sono nel tempo succeduti. Successivamente è approfondito il cambiamento che si registra nell’offerta di lavoro, tanto femminile quanto maschile, in presenza di figli. Attualmente, infatti, in diversi Paesi europei la “child penalty”, intesa come penalizzazione lavorativa delle madri rispetto ai padri, è il fattore più importante per spiegare le ancora esistenti differenze di genere nei livelli di occupazione. La nascita di un figlio spesso comporta l’acuirsi drammatico delle differenze fra i generi nelle ore allocate al lavoro retribuito. In questo ambito, un ruolo particolarmente rilevante può essere svolto dalle politiche di welfare rivolte alle famiglie, in special modo per quanto riguarda la regolamentazione dei congedi parentali e la disponibilità di servizi per l’infanzia. Dopo aver illustrato la situazione attuale dei Paesi europei nell’ambito di lavoro retribuito e lavoro non retribuito di cura dei figli, viene proposto un modello di analisi statistica sui microdati della “Survey of gender gaps in unpaid care, individual and social activities” di EIGE, con l’obiettivo di identificare i principali driver che spiegano il gap occupazione fra i generi. Infine, vengono presentate proposte di policy che, alla luce della letteratura e dei risultati ottenuti per mezzo della ricerca empirica, possano agire con maggiore forza nell’ambito della riduzione delle differenze occupazionali di genere.

Offerta di lavoro: analisi dell’impatto della genitorialità e delle determinanti del divario di genere in Europa

CATTABIANI, FRANCESCA
2024/2025

Abstract

L’obiettivo del presente elaborato è approfondire le dinamiche di genere nell’ambito dell’offerta di lavoro, con particolare riferimento a coppie con figli. Se nel corso del tempo la partecipazione femminile al mercato del lavoro ha avuto un forte aumento ed è stato parzialmente superato il modello male breadwinner, persiste una differenza fra generi nei livelli di occupazione e fatica ad affermarsi il modello dual earner/dual carer. La letteratura economica, dai modelli neoclassici, alla new home economics fino ai modelli di bargaining e alle più recenti teorie di doing gender, ha identificato diversi fattori che guidano gli individui nel processo di allocazione del proprio tempo fra lavoro retribuito e attività non retribuite. Viene quindi illustrata una disamina delle diverse determinati del divario occupazionale di genere, così come individuate dai modelli economici che si sono nel tempo succeduti. Successivamente è approfondito il cambiamento che si registra nell’offerta di lavoro, tanto femminile quanto maschile, in presenza di figli. Attualmente, infatti, in diversi Paesi europei la “child penalty”, intesa come penalizzazione lavorativa delle madri rispetto ai padri, è il fattore più importante per spiegare le ancora esistenti differenze di genere nei livelli di occupazione. La nascita di un figlio spesso comporta l’acuirsi drammatico delle differenze fra i generi nelle ore allocate al lavoro retribuito. In questo ambito, un ruolo particolarmente rilevante può essere svolto dalle politiche di welfare rivolte alle famiglie, in special modo per quanto riguarda la regolamentazione dei congedi parentali e la disponibilità di servizi per l’infanzia. Dopo aver illustrato la situazione attuale dei Paesi europei nell’ambito di lavoro retribuito e lavoro non retribuito di cura dei figli, viene proposto un modello di analisi statistica sui microdati della “Survey of gender gaps in unpaid care, individual and social activities” di EIGE, con l’obiettivo di identificare i principali driver che spiegano il gap occupazione fra i generi. Infine, vengono presentate proposte di policy che, alla luce della letteratura e dei risultati ottenuti per mezzo della ricerca empirica, possano agire con maggiore forza nell’ambito della riduzione delle differenze occupazionali di genere.
2024
Offerta di lavoro
Genitorialità
Gender gap
Child penalty
Welfare
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