Il seguente elaborato intende valorizzare ed approfondire l’esperienza educativo-pedagogica reggiana di Scuola Diffusa, come approccio educativo d'avanguardia che trasforma la vulnerabilità e l’incertezza di un recente e tragico momento storico, in un’opportunità di incontro e di dialogo tra bambini e adulti dove al centro vengono situate le scuole primarie e secondarie e le risorse del territorio. L’approccio nasce durante la pandemia di Covid-19 come risposta da parte dell’Amministrazione Comunale della Città, in collaborazione con un’équipe multiprofessionale, per garantire il ritorno in sicurezza a scuola. Scuola diffusa ha allargato i confini fisici delle aule e l’idea stessa del fare scuola e dei suoi significati, abitando i luoghi significativi della Città . Partendo dalle radici storico-pedagogiche del Reggio Emilia Approach e dal pensiero del suo fondatore: Loris Malaguzzi, la tesi intende esplorare le ragioni che attribuiscono l’appellativo “educante” al nome della nostra città, ma anche indagare le trasformazioni che hanno coinvolto lo spazio pubblico nel diventare concretamente il "terzo educatore". In questa sperimentazione l'ambiente ha dimostrato di essere parte integrante del processo cognitivo di costruzione di significati e di conoscenze in ciascun alunno, capace di stimolare e co-costruire nuovi scenari. Il lavoro è stato pensato e realizzato percorrendo tre principali direzioni: • L'evoluzione pedagogica dettata dal distanziamento imposto durante la pandemia da Covid-19: l'analisi di come il superamento dell'aula tradizionale favorisca lo sviluppo dei "cento linguaggi" dei bambini attraverso il contatto diretto con il patrimonio culturale, artistico e naturale della città. • La dimensione urbanistica e sociale: lo studio dei patti di collaborazione tra istituzioni scolastiche, musei, centri sociali e spazi storici, che delineano il profilo di una "città educante" ,capace di mettere l'educazione al centro, come dimensione che si aggiorna e ricerca nella partecipazione di ciascuno di garantire pari opportunità( diritto al benessere e all’apprendimento e alla partecipazione). • La resilienza come opportunità: l'approfondimento su come la risposta emergenziale alla pandemia di COVID-19 sia stata riconvertita in un’opportunità di innovazione didattico-metodologica. Attraverso l’esperienza vissuta e alla documentazione di riferimento, l’elaborato aspira a dimostrare come l’approccio democratico e co-costruito di Scuola Diffusa non abbia rappresentato solamente una soluzione logistica temporanea, ma una vera e propria prospettiva educativa-pedagogica al quale tendere. I risultati dell'indagine hanno evidenziato un aumento dell'autonomia e del senso di cittadinanza e di appartenenza nei bambini coinvolti, nonché una rinnovata spinta alla progettazione collegiale per gli educatori, gli insegnati e l’équipe di Officina Educativa. In conclusione, l’approccio reggiano potrebbe diventare un progetto di riferimento esportabile, perché interpretabile per ripensare il rapporto tra scuola e territorio nel XXI secolo, promuovendo un'idea di educazione come bene comune diffuso.
Scuola Diffusa: un'indagine esplorativa nel territorio di Reggio Emilia
FERRETTI, CHIARA
2024/2025
Abstract
Il seguente elaborato intende valorizzare ed approfondire l’esperienza educativo-pedagogica reggiana di Scuola Diffusa, come approccio educativo d'avanguardia che trasforma la vulnerabilità e l’incertezza di un recente e tragico momento storico, in un’opportunità di incontro e di dialogo tra bambini e adulti dove al centro vengono situate le scuole primarie e secondarie e le risorse del territorio. L’approccio nasce durante la pandemia di Covid-19 come risposta da parte dell’Amministrazione Comunale della Città, in collaborazione con un’équipe multiprofessionale, per garantire il ritorno in sicurezza a scuola. Scuola diffusa ha allargato i confini fisici delle aule e l’idea stessa del fare scuola e dei suoi significati, abitando i luoghi significativi della Città . Partendo dalle radici storico-pedagogiche del Reggio Emilia Approach e dal pensiero del suo fondatore: Loris Malaguzzi, la tesi intende esplorare le ragioni che attribuiscono l’appellativo “educante” al nome della nostra città, ma anche indagare le trasformazioni che hanno coinvolto lo spazio pubblico nel diventare concretamente il "terzo educatore". In questa sperimentazione l'ambiente ha dimostrato di essere parte integrante del processo cognitivo di costruzione di significati e di conoscenze in ciascun alunno, capace di stimolare e co-costruire nuovi scenari. Il lavoro è stato pensato e realizzato percorrendo tre principali direzioni: • L'evoluzione pedagogica dettata dal distanziamento imposto durante la pandemia da Covid-19: l'analisi di come il superamento dell'aula tradizionale favorisca lo sviluppo dei "cento linguaggi" dei bambini attraverso il contatto diretto con il patrimonio culturale, artistico e naturale della città. • La dimensione urbanistica e sociale: lo studio dei patti di collaborazione tra istituzioni scolastiche, musei, centri sociali e spazi storici, che delineano il profilo di una "città educante" ,capace di mettere l'educazione al centro, come dimensione che si aggiorna e ricerca nella partecipazione di ciascuno di garantire pari opportunità( diritto al benessere e all’apprendimento e alla partecipazione). • La resilienza come opportunità: l'approfondimento su come la risposta emergenziale alla pandemia di COVID-19 sia stata riconvertita in un’opportunità di innovazione didattico-metodologica. Attraverso l’esperienza vissuta e alla documentazione di riferimento, l’elaborato aspira a dimostrare come l’approccio democratico e co-costruito di Scuola Diffusa non abbia rappresentato solamente una soluzione logistica temporanea, ma una vera e propria prospettiva educativa-pedagogica al quale tendere. I risultati dell'indagine hanno evidenziato un aumento dell'autonomia e del senso di cittadinanza e di appartenenza nei bambini coinvolti, nonché una rinnovata spinta alla progettazione collegiale per gli educatori, gli insegnati e l’équipe di Officina Educativa. In conclusione, l’approccio reggiano potrebbe diventare un progetto di riferimento esportabile, perché interpretabile per ripensare il rapporto tra scuola e territorio nel XXI secolo, promuovendo un'idea di educazione come bene comune diffuso.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5706