Ho scelto di concludere il mio percorso universitario approfondendo la tematica della resilienza, poiché ritengo che oggi più che mai essa rappresenti una chiave di lettura fondamentale della realtà contemporanea. Viviamo infatti in un contesto segnato da una profonda instabilità e da un senso diffuso di incertezza che attraversa l’ambito lavorativo, relazionale, sociale e ambientale, incidendo in modo significativo sul benessere delle persone. Le recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato come la resilienza psichica e personale non sia una caratteristica fissa o innata, ma una competenza che varia da individuo a individuo e che può essere sviluppata, potenziata e insegnata. Ciò è possibile perché la resilienza non dipende esclusivamente dalla componente genetica, ma è profondamente influenzata dalle credenze personali, dai valori, dalle esperienze di vita e, soprattutto, dalle relazioni significative che incontriamo nel nostro percorso. In questa prospettiva, il ruolo dell’insegnante assume una funzione centrale: non solo trasmettitore di conoscenze, ma promotore di benessere psicologico e sociale, facilitatore di competenze socio-emotive e modello di atteggiamenti adattivi. Essere educatori significa anche testimoniare che non siamo immuni dal fallimento. Al contrario, l’errore e l’insuccesso, se accolti e compresi, possono diventare occasioni preziose di apprendimento e di crescita. Essi permettono di ripartire da un livello di consapevolezza più profondo, trasformando la difficoltà in possibilità. Per agire in questa direzione è necessario sviluppare il pensiero critico, l’immaginazione e la flessibilità cognitiva, promuovendo la libertà mentale, il cambiamento di prospettiva, la capacità di scelta e l’assunzione di responsabilità. Il lavoro è suddiviso in tre capitoli e può essere vissuto come un viaggio personale all'interno del costrutto della resilienza. Nel primo capitolo viene ricostruita l’evoluzione storica del termine e vengono presentate le principali definizioni nei diversi ambiti disciplinari, con un approfondimento sulla resilienza come competenza psicologica. Il secondo capitolo si concentrerà invece, sulla vulnerabilità mettendola in relazione al desiderio, con lo scopo di evidenziare quanto questi due ambiti della psicologia e dell’antropologia conducano entrambi ad una crescita del soggetto all’interno dell’ambito educativo. Il terzo e ultimo capitolo è dedicato al tema della generatività. Questo tema rappresenta la risposta e la conclusione di questo viaggio. La generatività parte dalla resilienza ma la supera, promuovendo l’autonomia e l’autentica realizzazione dell’essere umano. In quest’ottica la scuola e più nello specifico gli insegnanti possono davvero rappresentare dei tutori di resilienza promuovendo un’educazione liberante. Tale percorso è possibile solo se gli insegnanti, in primo luogo, lavorano su sé stessi, sviluppando una resilienza che non si riduca alla semplice accettazione di un futuro incerto, ma che si traduca in un pensiero riflessivo capace di orientare l’azione educativa. Diventa allora necessario uscire da una logica che ci vuole soggetti passivi e governabili, contrastando un tempo che spesso ci domina attraverso la paura. Come educatori siamo chiamati a camminare insieme ai nostri studenti, a crescere con loro, interrogandoci costantemente sul senso del nostro agire educativo. Promuovere la resilienza significa anche favorire la capacità di scegliere, di desiderare, di uscire da schemi di risposta convenzionali attraverso un pensiero creativo, libero e responsabile.
RESILIENZA, DESIDERIO E GENERATIVITA' ABITARE IL RISCHIO EDUCATIVO
FRANCHI, CECILIA
2024/2025
Abstract
Ho scelto di concludere il mio percorso universitario approfondendo la tematica della resilienza, poiché ritengo che oggi più che mai essa rappresenti una chiave di lettura fondamentale della realtà contemporanea. Viviamo infatti in un contesto segnato da una profonda instabilità e da un senso diffuso di incertezza che attraversa l’ambito lavorativo, relazionale, sociale e ambientale, incidendo in modo significativo sul benessere delle persone. Le recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato come la resilienza psichica e personale non sia una caratteristica fissa o innata, ma una competenza che varia da individuo a individuo e che può essere sviluppata, potenziata e insegnata. Ciò è possibile perché la resilienza non dipende esclusivamente dalla componente genetica, ma è profondamente influenzata dalle credenze personali, dai valori, dalle esperienze di vita e, soprattutto, dalle relazioni significative che incontriamo nel nostro percorso. In questa prospettiva, il ruolo dell’insegnante assume una funzione centrale: non solo trasmettitore di conoscenze, ma promotore di benessere psicologico e sociale, facilitatore di competenze socio-emotive e modello di atteggiamenti adattivi. Essere educatori significa anche testimoniare che non siamo immuni dal fallimento. Al contrario, l’errore e l’insuccesso, se accolti e compresi, possono diventare occasioni preziose di apprendimento e di crescita. Essi permettono di ripartire da un livello di consapevolezza più profondo, trasformando la difficoltà in possibilità. Per agire in questa direzione è necessario sviluppare il pensiero critico, l’immaginazione e la flessibilità cognitiva, promuovendo la libertà mentale, il cambiamento di prospettiva, la capacità di scelta e l’assunzione di responsabilità. Il lavoro è suddiviso in tre capitoli e può essere vissuto come un viaggio personale all'interno del costrutto della resilienza. Nel primo capitolo viene ricostruita l’evoluzione storica del termine e vengono presentate le principali definizioni nei diversi ambiti disciplinari, con un approfondimento sulla resilienza come competenza psicologica. Il secondo capitolo si concentrerà invece, sulla vulnerabilità mettendola in relazione al desiderio, con lo scopo di evidenziare quanto questi due ambiti della psicologia e dell’antropologia conducano entrambi ad una crescita del soggetto all’interno dell’ambito educativo. Il terzo e ultimo capitolo è dedicato al tema della generatività. Questo tema rappresenta la risposta e la conclusione di questo viaggio. La generatività parte dalla resilienza ma la supera, promuovendo l’autonomia e l’autentica realizzazione dell’essere umano. In quest’ottica la scuola e più nello specifico gli insegnanti possono davvero rappresentare dei tutori di resilienza promuovendo un’educazione liberante. Tale percorso è possibile solo se gli insegnanti, in primo luogo, lavorano su sé stessi, sviluppando una resilienza che non si riduca alla semplice accettazione di un futuro incerto, ma che si traduca in un pensiero riflessivo capace di orientare l’azione educativa. Diventa allora necessario uscire da una logica che ci vuole soggetti passivi e governabili, contrastando un tempo che spesso ci domina attraverso la paura. Come educatori siamo chiamati a camminare insieme ai nostri studenti, a crescere con loro, interrogandoci costantemente sul senso del nostro agire educativo. Promuovere la resilienza significa anche favorire la capacità di scegliere, di desiderare, di uscire da schemi di risposta convenzionali attraverso un pensiero creativo, libero e responsabile.| File | Dimensione | Formato | |
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