La tesi analizza il tema della crisi di identità mettendo a confronto tre opere letterarie con l’obiettivo di osservare come questo problema si trasformi nel passaggio dalla modernità al mondo digitale. Nel primo capitolo viene esaminato il pensiero di Luigi Pirandello, che rappresenta uno dei punti di svolta nella riflessione letteraria sull’identità. Nelle sue opere l’io non appare come una realtà stabile e definita, ma come una dimensione molteplice, profondamente influenzata dallo sguardo degli altri. In Uno, nessuno e centomila questa dinamica emerge con particolare chiarezza: il protagonista Vitangelo Moscarda scopre progressivamente che l’immagine che ha di sé non coincide con quella che gli altri hanno di lui. Da questa consapevolezza nasce una crisi che lo porta a mettere in discussione tutte le etichette che gli sono state attribuite. Pirandello mostra così come l’idea di un io unitario sia in gran parte un’illusione e come l’identità dipenda dalle relazioni e dalle interpretazioni degli altri. Il secondo capitolo prende in esame 1984 di George Orwell, dove la crisi dell’identità assume una forma diversa. Nel romanzo l’identità non si frantuma nello sguardo degli altri, ma viene annullata da un sistema politico totalitario. Il potere esercitato dal Partito unico e dal Grande Fratello interviene infatti su memoria, linguaggio e informazione, con l’obiettivo di eliminare ogni forma di autonomia. In questo contesto l’identità personale viene ridotta a un qualcosa imposto dall’alto, modellato secondo le esigenze del sistema. Il terzo capitolo è dedicato a Il Cerchio di Dave Eggers, romanzo contemporaneo che affronta il tema dell’identità nel contesto della cultura digitale. In questo caso il controllo non si manifesta attraverso la repressione politica, ma attraverso la cultura della trasparenza e della condivisione continua. La protagonista, lavorando all’interno di una grande azienda tecnologica, viene progressivamente spinta a rendere pubblica ogni parte della propria vita. L’identità tende così a spostarsi dalla dimensione personale a quella pubblica, fino a identificarsi sempre più con l’immagine mostrata agli altri. Il confronto tra le opere mostra come queste diverse forme di crisi dell’identità trovino oggi nuove manifestazioni nei social media: la molteplicità dell’io nelle diverse immagini di sé costruite online; il rapporto tra identità, informazioni e memoria nella permanenza e circolazione dei contenuti digitali; la centralità della visibilità nell’esposizione continua della persona allo sguardo degli altri. Il lavoro si conclude collegando queste riflessioni al presente, con particolare attenzione al tema dell’infanzia e dell’identità digitale. L’esposizione precoce dei bambini nei social media, spesso attraverso pratiche di sharenting, e la permanenza delle informazioni online possono infatti influire sulla costruzione del sé, anticipando e rendendo più complesso il processo di formazione dell’identità. La tesi evidenzia come la crisi dell’identità, già centrale nella letteratura del Novecento, continui a manifestarsi anche nel presente, assumendo nuove forme legate alla diffusione del web e dei social media. Se in passato l’identità si costruiva lentamente nelle relazioni quotidiane, oggi questo processo avviene in uno spazio molto più visibile, in cui immagini e informazioni possono circolare e restare nel tempo. In questo contesto il tema assume rilievo anche sul piano educativo, soprattutto in relazione alla costruzione dell’identità nei bambini, sempre più esposti alla dimensione digitale fin dalle prime fasi della crescita.

Uno, nessuno e il web. L'identità nell'era della visibilità.

GUSCIONI, VALENTINA
2024/2025

Abstract

La tesi analizza il tema della crisi di identità mettendo a confronto tre opere letterarie con l’obiettivo di osservare come questo problema si trasformi nel passaggio dalla modernità al mondo digitale. Nel primo capitolo viene esaminato il pensiero di Luigi Pirandello, che rappresenta uno dei punti di svolta nella riflessione letteraria sull’identità. Nelle sue opere l’io non appare come una realtà stabile e definita, ma come una dimensione molteplice, profondamente influenzata dallo sguardo degli altri. In Uno, nessuno e centomila questa dinamica emerge con particolare chiarezza: il protagonista Vitangelo Moscarda scopre progressivamente che l’immagine che ha di sé non coincide con quella che gli altri hanno di lui. Da questa consapevolezza nasce una crisi che lo porta a mettere in discussione tutte le etichette che gli sono state attribuite. Pirandello mostra così come l’idea di un io unitario sia in gran parte un’illusione e come l’identità dipenda dalle relazioni e dalle interpretazioni degli altri. Il secondo capitolo prende in esame 1984 di George Orwell, dove la crisi dell’identità assume una forma diversa. Nel romanzo l’identità non si frantuma nello sguardo degli altri, ma viene annullata da un sistema politico totalitario. Il potere esercitato dal Partito unico e dal Grande Fratello interviene infatti su memoria, linguaggio e informazione, con l’obiettivo di eliminare ogni forma di autonomia. In questo contesto l’identità personale viene ridotta a un qualcosa imposto dall’alto, modellato secondo le esigenze del sistema. Il terzo capitolo è dedicato a Il Cerchio di Dave Eggers, romanzo contemporaneo che affronta il tema dell’identità nel contesto della cultura digitale. In questo caso il controllo non si manifesta attraverso la repressione politica, ma attraverso la cultura della trasparenza e della condivisione continua. La protagonista, lavorando all’interno di una grande azienda tecnologica, viene progressivamente spinta a rendere pubblica ogni parte della propria vita. L’identità tende così a spostarsi dalla dimensione personale a quella pubblica, fino a identificarsi sempre più con l’immagine mostrata agli altri. Il confronto tra le opere mostra come queste diverse forme di crisi dell’identità trovino oggi nuove manifestazioni nei social media: la molteplicità dell’io nelle diverse immagini di sé costruite online; il rapporto tra identità, informazioni e memoria nella permanenza e circolazione dei contenuti digitali; la centralità della visibilità nell’esposizione continua della persona allo sguardo degli altri. Il lavoro si conclude collegando queste riflessioni al presente, con particolare attenzione al tema dell’infanzia e dell’identità digitale. L’esposizione precoce dei bambini nei social media, spesso attraverso pratiche di sharenting, e la permanenza delle informazioni online possono infatti influire sulla costruzione del sé, anticipando e rendendo più complesso il processo di formazione dell’identità. La tesi evidenzia come la crisi dell’identità, già centrale nella letteratura del Novecento, continui a manifestarsi anche nel presente, assumendo nuove forme legate alla diffusione del web e dei social media. Se in passato l’identità si costruiva lentamente nelle relazioni quotidiane, oggi questo processo avviene in uno spazio molto più visibile, in cui immagini e informazioni possono circolare e restare nel tempo. In questo contesto il tema assume rilievo anche sul piano educativo, soprattutto in relazione alla costruzione dell’identità nei bambini, sempre più esposti alla dimensione digitale fin dalle prime fasi della crescita.
2024
Identità
Visibilità
Controllo
Maschera
Infanzia
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