Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare la complessa architettura della relazione educativa, intesa come sintesi dinamica tra eredità storica, modelli teorici e configurazione degli spazi di apprendimento. L’ipotesi di fondo risiede nella convinzione che la qualità dell'interazione tra docente e bambino non sia un evento isolato, bensì il risultato di un ecosistema pedagogico in cui l’ambiente fisico e metodologico funge da "terzo educatore". Nella prima parte dell'elaborato, l’indagine si focalizza su una ricostruzione storica delle origini della relazione educativa. Partendo dalla Grecia antica, si esamina il passaggio cruciale dall’ideale aristocratico dell’eroe omerico alla costruzione della paideia, ovvero la formazione integrale dell’uomo come cittadino. Questa evoluzione prosegue nel mondo romano, nel passaggio dal mos maiorum all’humanitas ciceroniana, e si arricchisce con il modello cristiano fondato sull'amore e la cura dell’altro. Nel Novecento, questo percorso culmina nella nascita della pedagogia scientifica e psicologica. Un’attenzione particolare è dedicata all'approccio centrato sulla persona di Carl Rogers, la cui "triade" definisce ancora oggi il profilo ideale del docente contemporaneo come mediatore emotivo e facilitatore dell’apprendimento. Il secondo nucleo tematico della tesi, invece, sposta l’analisi sul "setting" pedagogico ed educativo, inteso come dispositivo strategico. Attraverso il contributo di Maria Montessori, John Dewey e Loris Malaguzzi, viene scardinata l'idea dell'aula come spazio neutro o puramente funzionale. La tesi approfondisce come la flessibilità degli arredi e l'organizzazione dei tempi rispondano ai bisogni biologici e psicologici del bambino, integrando le prospettive di Piaget sullo sviluppo cognitivo e di Steiner sulla sensorialità dello spazio. Viene, inoltre, esaminata l'influenza del progetto OCSE Innovative Learning Environments, che promuove una scuola intesa come laboratorio sociale e tecnologico, lontano dalla rigidità della lezione frontale. L’ultima parte del lavoro è dedicata alla traduzione della teoria in prassi educativa. Attraverso l'osservazione diretta di un contesto scolastico specifico, viene descritta la progettazione e l’implementazione di un cambiamento radicale del setting. La sperimentazione ha visto l'adozione di metodologie attive quali il Cooperative Learning e la Flipped Classroom. La creazione di una biblioteca di classe ha, infine, rappresentato lo strumento per promuovere l'autonomia e il piacere della scoperta individuale. In conclusione, la tesi dimostra come la trasformazione del setting non sia un semplice atto di design scolastico, ma un’azione politica ed educativa necessaria. I risultati osservati evidenziano un miglioramento significativo del clima di classe, una maggiore inclusione degli alunni con difficoltà e un rafforzamento del legame di fiducia tra docente e studente. La relazione educativa, supportata da uno spazio flessibile e da una didattica centrata sull'ascolto, si conferma dunque come il motore principale per il raggiungimento del benessere scolastico e del successo formativo.
Ambiente di apprendimento e relazione educativa: spazi, pratiche e trasformazioni del setting pedagogico nella scuola primaria. Tra teoria ed esperienza.
MUSIO, VERDIANA
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare la complessa architettura della relazione educativa, intesa come sintesi dinamica tra eredità storica, modelli teorici e configurazione degli spazi di apprendimento. L’ipotesi di fondo risiede nella convinzione che la qualità dell'interazione tra docente e bambino non sia un evento isolato, bensì il risultato di un ecosistema pedagogico in cui l’ambiente fisico e metodologico funge da "terzo educatore". Nella prima parte dell'elaborato, l’indagine si focalizza su una ricostruzione storica delle origini della relazione educativa. Partendo dalla Grecia antica, si esamina il passaggio cruciale dall’ideale aristocratico dell’eroe omerico alla costruzione della paideia, ovvero la formazione integrale dell’uomo come cittadino. Questa evoluzione prosegue nel mondo romano, nel passaggio dal mos maiorum all’humanitas ciceroniana, e si arricchisce con il modello cristiano fondato sull'amore e la cura dell’altro. Nel Novecento, questo percorso culmina nella nascita della pedagogia scientifica e psicologica. Un’attenzione particolare è dedicata all'approccio centrato sulla persona di Carl Rogers, la cui "triade" definisce ancora oggi il profilo ideale del docente contemporaneo come mediatore emotivo e facilitatore dell’apprendimento. Il secondo nucleo tematico della tesi, invece, sposta l’analisi sul "setting" pedagogico ed educativo, inteso come dispositivo strategico. Attraverso il contributo di Maria Montessori, John Dewey e Loris Malaguzzi, viene scardinata l'idea dell'aula come spazio neutro o puramente funzionale. La tesi approfondisce come la flessibilità degli arredi e l'organizzazione dei tempi rispondano ai bisogni biologici e psicologici del bambino, integrando le prospettive di Piaget sullo sviluppo cognitivo e di Steiner sulla sensorialità dello spazio. Viene, inoltre, esaminata l'influenza del progetto OCSE Innovative Learning Environments, che promuove una scuola intesa come laboratorio sociale e tecnologico, lontano dalla rigidità della lezione frontale. L’ultima parte del lavoro è dedicata alla traduzione della teoria in prassi educativa. Attraverso l'osservazione diretta di un contesto scolastico specifico, viene descritta la progettazione e l’implementazione di un cambiamento radicale del setting. La sperimentazione ha visto l'adozione di metodologie attive quali il Cooperative Learning e la Flipped Classroom. La creazione di una biblioteca di classe ha, infine, rappresentato lo strumento per promuovere l'autonomia e il piacere della scoperta individuale. In conclusione, la tesi dimostra come la trasformazione del setting non sia un semplice atto di design scolastico, ma un’azione politica ed educativa necessaria. I risultati osservati evidenziano un miglioramento significativo del clima di classe, una maggiore inclusione degli alunni con difficoltà e un rafforzamento del legame di fiducia tra docente e studente. La relazione educativa, supportata da uno spazio flessibile e da una didattica centrata sull'ascolto, si conferma dunque come il motore principale per il raggiungimento del benessere scolastico e del successo formativo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5801