La presente tesi si propone di indagare il rapporto tra fragilità adulta e processi educativi, esplorando in che modo le vulnerabilità emotive di genitori e insegnanti possano condizionare spesso in forme inconsapevoli lo sviluppo affettivo e cognitivo dei bambini nei contesti scolastici e familiari. Il primo capitolo affronta i fondamenti neuropsicologici dell'apprendimento emotivo, mostrando come le neuroscienze contemporanee abbiano definitivamente superato la tradizionale separazione cartesiana tra mente razionale e corpo emotivo. Attraverso i contributi di Rizzolatti e Sinigaglia sui neuroni specchio, di Manuzzi sull'embodied mind e di Schore sulla neurobiologia dell'attaccamento, si evidenzia come le esperienze relazionali precoci lascino tracce strutturali nel cervello in sviluppo, orientando i successivi processi di apprendimento. In questo quadro viene introdotto il concetto centrale di prestito emotivo, inteso come quella dinamica descritta attraverso i contributi di Alice Miller, Matteo Lancini e Wilfred Bion per cui il bambino non apprende per sé, ma in risposta ai bisogni affettivi irrisolti degli adulti di riferimento. Tale meccanismo produce una inversione patologica della funzione di contenimento bioniana: anziché essere l'adulto a prestare la propria mente al bambino per aiutarlo a elaborare la realtà, è il bambino a farsi contenitore della fragilità dell'adulto. Vengono inoltre analizzate la valutazione scolastica come transazione emotiva e il rischio che il voto diventi strumento di regolazione narcisistica dell'adulto più che orientamento formativo per l'allievo. Il capitolo si chiude con una riflessione sulla figura dell'insegnante fragile, che può chiedere ai propri allievi forme implicite di conferma e rispecchiamento, e con un'analisi delle dinamiche di transfert e controtransfert nella relazione educativa, cui segue una rassegna delle principali teorie e metodologie dell'educazione emotiva (Goleman, Nussbaum, Digennaro) come fondamento per pratiche didattiche consapevoli. Il secondo capitolo sposta l'attenzione sulla fragilità genitoriale nell'epoca contemporanea, indagando le trasformazioni della famiglia post-narcisistica descritte da Lancini e le loro ricadute sulla qualità delle pratiche educative. Vengono esaminati il concetto di parenting self-agency, le dinamiche di ipercontrollo ansioso, e le specificità dell'educazione affettiva e sessuale come terreno particolarmente critico per i genitori fragili, alla luce dei dati empirici offerti dalla ricerca di Servettini et al. (2023). Il capitolo approfondisce inoltre le condizioni per un'alleanza educativa autentica tra scuola e famiglia, mettendo a fuoco i rischi di disalleanza quando la fragilità adulta non viene riconosciuta e nominata. Il terzo capitolo presenta la ricerca empirica condotta nel contesto scolastico, con l'obiettivo di rilevare, attraverso una metodologia qualitativa, le manifestazioni concrete della fragilità adulta nelle relazioni educative quotidiane e di individuare possibili strategie di intervento formativo. La tesi si conclude con la proposta che la formazione degli insegnanti e il supporto alla genitorialità non possano prescindere dallo sviluppo di una competenza emotiva autentica negli adulti stessi: condizione necessaria affinché la scuola possa essere spazio di crescita per il bambino reale, e non rifugio dei bisogni irrisolti di chi lo educa.

Imparo, dunque ti amo. Fragilità adulta, affettività e apprendimento nel contesto scolastico e familiare contemporaneo.

VANDELLI, BENEDETTA
2024/2025

Abstract

La presente tesi si propone di indagare il rapporto tra fragilità adulta e processi educativi, esplorando in che modo le vulnerabilità emotive di genitori e insegnanti possano condizionare spesso in forme inconsapevoli lo sviluppo affettivo e cognitivo dei bambini nei contesti scolastici e familiari. Il primo capitolo affronta i fondamenti neuropsicologici dell'apprendimento emotivo, mostrando come le neuroscienze contemporanee abbiano definitivamente superato la tradizionale separazione cartesiana tra mente razionale e corpo emotivo. Attraverso i contributi di Rizzolatti e Sinigaglia sui neuroni specchio, di Manuzzi sull'embodied mind e di Schore sulla neurobiologia dell'attaccamento, si evidenzia come le esperienze relazionali precoci lascino tracce strutturali nel cervello in sviluppo, orientando i successivi processi di apprendimento. In questo quadro viene introdotto il concetto centrale di prestito emotivo, inteso come quella dinamica descritta attraverso i contributi di Alice Miller, Matteo Lancini e Wilfred Bion per cui il bambino non apprende per sé, ma in risposta ai bisogni affettivi irrisolti degli adulti di riferimento. Tale meccanismo produce una inversione patologica della funzione di contenimento bioniana: anziché essere l'adulto a prestare la propria mente al bambino per aiutarlo a elaborare la realtà, è il bambino a farsi contenitore della fragilità dell'adulto. Vengono inoltre analizzate la valutazione scolastica come transazione emotiva e il rischio che il voto diventi strumento di regolazione narcisistica dell'adulto più che orientamento formativo per l'allievo. Il capitolo si chiude con una riflessione sulla figura dell'insegnante fragile, che può chiedere ai propri allievi forme implicite di conferma e rispecchiamento, e con un'analisi delle dinamiche di transfert e controtransfert nella relazione educativa, cui segue una rassegna delle principali teorie e metodologie dell'educazione emotiva (Goleman, Nussbaum, Digennaro) come fondamento per pratiche didattiche consapevoli. Il secondo capitolo sposta l'attenzione sulla fragilità genitoriale nell'epoca contemporanea, indagando le trasformazioni della famiglia post-narcisistica descritte da Lancini e le loro ricadute sulla qualità delle pratiche educative. Vengono esaminati il concetto di parenting self-agency, le dinamiche di ipercontrollo ansioso, e le specificità dell'educazione affettiva e sessuale come terreno particolarmente critico per i genitori fragili, alla luce dei dati empirici offerti dalla ricerca di Servettini et al. (2023). Il capitolo approfondisce inoltre le condizioni per un'alleanza educativa autentica tra scuola e famiglia, mettendo a fuoco i rischi di disalleanza quando la fragilità adulta non viene riconosciuta e nominata. Il terzo capitolo presenta la ricerca empirica condotta nel contesto scolastico, con l'obiettivo di rilevare, attraverso una metodologia qualitativa, le manifestazioni concrete della fragilità adulta nelle relazioni educative quotidiane e di individuare possibili strategie di intervento formativo. La tesi si conclude con la proposta che la formazione degli insegnanti e il supporto alla genitorialità non possano prescindere dallo sviluppo di una competenza emotiva autentica negli adulti stessi: condizione necessaria affinché la scuola possa essere spazio di crescita per il bambino reale, e non rifugio dei bisogni irrisolti di chi lo educa.
2024
Prestito emotivo
Fragilità adulta
Educazione emotiva
Attaccamento
Relazione educativa
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Vandelli.Benedetta.pdf

accesso aperto

Dimensione 1.15 MB
Formato Adobe PDF
1.15 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/5813