L’essere umano è biologicamente predisposto a entrare in contatto con l'ambiente circostante e le sue interazioni avvengono attraverso un sofisticato apparato sensoriale. La percezione sensoriale può essere considerata il primo accesso alla conoscenza e, per i bambini, lo strumento privilegiato di apprendimento nell'esplorazione dei contesti naturali. Luci, suoni, odori, tutte le informazioni sensoriali che arrivano dall’esterno, non accadono passivamente: l’essere umano le percepisce attivamente, esplorando, interpretando e attribuendo un significato a tutto ciò che incontra. L’obiettivo principale di questa tesi è quello di analizzare come la percezione sensoriale possa rappresentare un punto di partenza nella costruzione delle conoscenze intorno al mondo dei viventi, in un’ottica in cui la riflessione pedagogica e la prospettiva biologico/scientifica possano lavorare in modo integrato. In modo particolare, questo scritto vuole cercare di sottolineare come un’educazione mirata alla biodiversità alla scuola dell’infanzia possa risultare efficace se proposta attraverso esperienze dirette, multisensoriali e concrete, capaci di coinvolgere i bambini in modo attivo in tutto il processo di apprendimento. Nel primo capitolo viene approfondito il tema della percezione sensoriale, intesa come un processo guidato dai sensi grazie al quale gli esseri umani raccolgono le informazioni provenienti dall’ambiente, le elaborano e le interpretano; un atto esplorativo attivo attraverso il quale si costruiscono significati a partire dalle interazioni con il mondo fisico e reale. I diversi sistemi sensoriali, vista, udito, olfatto, gusto e tatto, rappresentano gli strumenti con cui l’essere umano entra in stretta relazione con il mondo. Le ricerche dimostrano, tuttavia, come le esperienze percettive non avvengano solo un senso alla volta, ma siano intrinsecamente multisensoriali: l’essere umano, infatti, integra simultaneamente informazioni provenienti da diversi canali sensoriali. All’interno dello stesso capitolo viene poi trattato il tema della biodiversità presente sul nostro pianeta, dalla quale emerge una molteplicità di meccanismi sensoriali: animali e piante possiedono modalità diverse e specie-specifiche di percezione e risposta agli stimoli ambientali, i pipistrelli ad esempio utilizzano ultrasuoni per orientarsi al buio. Il secondo capitolo sposta l’attenzione sul piano educativo e pedagogico, sottolineando come la percezione si trasformi in esperienza concreta e diretta e in apprendimento attivo. Attraverso tre principali riferimenti teorici, Maria Montessori, John Dewey e David Sobel, si vuole sottolineare l’importanza dell’educazione sensoriale, dell’esperienza concreta e del contatto diretto con la natura come basi dello sviluppo cognitivo. Il terzo capitolo pone il focus nella pratica dell'educazione alla biodiversità nella scuola dell’infanzia, delineando primariamente il quadro normativo di riferimento che include le Indicazioni Nazionali per il curricolo, l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e le competenze chiave europee. In seguito, vengono proposte diverse esperienze pratiche, come la creazione di un orto didattico e l’osservazione di piccoli animali. In conclusione, la tesi vuole sottolineare come, in un'epoca in cui il digitale offre esperienze bidimensionali e sedentarie, sia di primaria necessità riportare i bambini al contatto diretto con la natura e gli esseri viventi.
CON I SENSI NELLA NATURA - la percezione del mondo dei viventi nella scuola dell’infanzia
VECCHI FOSSA, GIADA
2024/2025
Abstract
L’essere umano è biologicamente predisposto a entrare in contatto con l'ambiente circostante e le sue interazioni avvengono attraverso un sofisticato apparato sensoriale. La percezione sensoriale può essere considerata il primo accesso alla conoscenza e, per i bambini, lo strumento privilegiato di apprendimento nell'esplorazione dei contesti naturali. Luci, suoni, odori, tutte le informazioni sensoriali che arrivano dall’esterno, non accadono passivamente: l’essere umano le percepisce attivamente, esplorando, interpretando e attribuendo un significato a tutto ciò che incontra. L’obiettivo principale di questa tesi è quello di analizzare come la percezione sensoriale possa rappresentare un punto di partenza nella costruzione delle conoscenze intorno al mondo dei viventi, in un’ottica in cui la riflessione pedagogica e la prospettiva biologico/scientifica possano lavorare in modo integrato. In modo particolare, questo scritto vuole cercare di sottolineare come un’educazione mirata alla biodiversità alla scuola dell’infanzia possa risultare efficace se proposta attraverso esperienze dirette, multisensoriali e concrete, capaci di coinvolgere i bambini in modo attivo in tutto il processo di apprendimento. Nel primo capitolo viene approfondito il tema della percezione sensoriale, intesa come un processo guidato dai sensi grazie al quale gli esseri umani raccolgono le informazioni provenienti dall’ambiente, le elaborano e le interpretano; un atto esplorativo attivo attraverso il quale si costruiscono significati a partire dalle interazioni con il mondo fisico e reale. I diversi sistemi sensoriali, vista, udito, olfatto, gusto e tatto, rappresentano gli strumenti con cui l’essere umano entra in stretta relazione con il mondo. Le ricerche dimostrano, tuttavia, come le esperienze percettive non avvengano solo un senso alla volta, ma siano intrinsecamente multisensoriali: l’essere umano, infatti, integra simultaneamente informazioni provenienti da diversi canali sensoriali. All’interno dello stesso capitolo viene poi trattato il tema della biodiversità presente sul nostro pianeta, dalla quale emerge una molteplicità di meccanismi sensoriali: animali e piante possiedono modalità diverse e specie-specifiche di percezione e risposta agli stimoli ambientali, i pipistrelli ad esempio utilizzano ultrasuoni per orientarsi al buio. Il secondo capitolo sposta l’attenzione sul piano educativo e pedagogico, sottolineando come la percezione si trasformi in esperienza concreta e diretta e in apprendimento attivo. Attraverso tre principali riferimenti teorici, Maria Montessori, John Dewey e David Sobel, si vuole sottolineare l’importanza dell’educazione sensoriale, dell’esperienza concreta e del contatto diretto con la natura come basi dello sviluppo cognitivo. Il terzo capitolo pone il focus nella pratica dell'educazione alla biodiversità nella scuola dell’infanzia, delineando primariamente il quadro normativo di riferimento che include le Indicazioni Nazionali per il curricolo, l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e le competenze chiave europee. In seguito, vengono proposte diverse esperienze pratiche, come la creazione di un orto didattico e l’osservazione di piccoli animali. In conclusione, la tesi vuole sottolineare come, in un'epoca in cui il digitale offre esperienze bidimensionali e sedentarie, sia di primaria necessità riportare i bambini al contatto diretto con la natura e gli esseri viventi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5814