La presente ricerca si propone di indagare gli effetti delle pause attive sull’attenzione selettiva in bambini della scuola primaria, analizzando in particolare i tempi di reazione in due compiti cognitivi: il Visual Attention Task (VAT) e l’Auditory Deviant Task (AAT). L’obiettivo principale è stato quello di verificare se un’attività fisica di intensità medio-alta fosse in grado di influenzare le prestazioni attentive, ipotizzando una riduzione dei tempi di reazione nella condizione post-attività rispetto alla condizione iniziale. Il disegno sperimentale ha coinvolto un campione di bambini sottoposti inizialmente alla somministrazione dei compiti cognitivi in condizioni di riposo. Successivamente, i partecipanti hanno svolto attività motorie strutturate di tipo aerobico e coordinativo, organizzate sotto forma di circuiti, staffette e giochi motorio-cognitivi. I test cognitivi sono stati quindi riproposti nella fase post-attività. Le somministrazioni sono avvenute sia in fascia mattutina sia pomeridiana. Le analisi dei dati sono state condotte mediante modelli lineari a effetti misti, considerando come variabile dipendente i tempi di reazione e come fattori indipendenti l’Intervento (pre o post), la presenza di Distrattori (assenza o presenza) e il Tempo di somministrazione (mattina o pomeriggio). I risultati evidenziano un andamento differenziato in base al compito. Nel Visual Attention Task è emerso un aumento dei tempi di reazione nella fase post-attività, suggerendo un possibile effetto di affaticamento o un sovraccarico cognitivo immediato. Al contrario, nell’Auditory Deviant Task si osserva una riduzione significativa dei tempi di risposta dopo l’attività fisica, indicando un miglioramento dell’efficienza nei processi attentivi di tipo uditivo. La presenza di distrattori ha comportato un rallentamento delle prestazioni nel compito visivo, mentre non ha prodotto effetti significativi nel compito uditivo. Il tempo di somministrazione non ha mostrato influenze rilevanti. Nel complesso, i risultati suggeriscono che gli effetti delle pause attive non sono univoci, ma dipendono dal tipo di compito cognitivo e dalle richieste attentive coinvolte. Lo studio contribuisce a chiarire il ruolo dell’attività fisica nel contesto scolastico, evidenziando come interventi motori brevi possano influenzare in modo differenziato le funzioni cognitive.

Gli effetti immediati dell’attività motoria sull’attenzione selettiva nella scuola primaria: uno studio sperimentale

ANCELLOTTI, ALICE
2024/2025

Abstract

La presente ricerca si propone di indagare gli effetti delle pause attive sull’attenzione selettiva in bambini della scuola primaria, analizzando in particolare i tempi di reazione in due compiti cognitivi: il Visual Attention Task (VAT) e l’Auditory Deviant Task (AAT). L’obiettivo principale è stato quello di verificare se un’attività fisica di intensità medio-alta fosse in grado di influenzare le prestazioni attentive, ipotizzando una riduzione dei tempi di reazione nella condizione post-attività rispetto alla condizione iniziale. Il disegno sperimentale ha coinvolto un campione di bambini sottoposti inizialmente alla somministrazione dei compiti cognitivi in condizioni di riposo. Successivamente, i partecipanti hanno svolto attività motorie strutturate di tipo aerobico e coordinativo, organizzate sotto forma di circuiti, staffette e giochi motorio-cognitivi. I test cognitivi sono stati quindi riproposti nella fase post-attività. Le somministrazioni sono avvenute sia in fascia mattutina sia pomeridiana. Le analisi dei dati sono state condotte mediante modelli lineari a effetti misti, considerando come variabile dipendente i tempi di reazione e come fattori indipendenti l’Intervento (pre o post), la presenza di Distrattori (assenza o presenza) e il Tempo di somministrazione (mattina o pomeriggio). I risultati evidenziano un andamento differenziato in base al compito. Nel Visual Attention Task è emerso un aumento dei tempi di reazione nella fase post-attività, suggerendo un possibile effetto di affaticamento o un sovraccarico cognitivo immediato. Al contrario, nell’Auditory Deviant Task si osserva una riduzione significativa dei tempi di risposta dopo l’attività fisica, indicando un miglioramento dell’efficienza nei processi attentivi di tipo uditivo. La presenza di distrattori ha comportato un rallentamento delle prestazioni nel compito visivo, mentre non ha prodotto effetti significativi nel compito uditivo. Il tempo di somministrazione non ha mostrato influenze rilevanti. Nel complesso, i risultati suggeriscono che gli effetti delle pause attive non sono univoci, ma dipendono dal tipo di compito cognitivo e dalle richieste attentive coinvolte. Lo studio contribuisce a chiarire il ruolo dell’attività fisica nel contesto scolastico, evidenziando come interventi motori brevi possano influenzare in modo differenziato le funzioni cognitive.
2024
Attenzione
Funzioni cognitive
Attività fisica
Attività motoria
Stimoli cognitivi
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