Il presente lavoro di tesi si propone di indagare il ruolo della letteratura per l’infanzia come strumento di crescita e di piacere, partendo da una ricostruzione storica della disciplina che per lungo tempo è stata considerata erroneamente una forma narrativa "minore" o puramente moralistica, per molto tempo la letteratura per l’infanzia è stata considerata come un mero strumento educativo ed istruttivo. Nel primo capitolo si evidenzia come l'infanzia abbia faticato a vedere riconosciuta la propria identità autonoma, venendo spesso trattata come una fase di passaggio composta da "adulti in miniatura". Solo attraverso una lenta evoluzione pedagogica, culminata nel Novecento, si è finalmente arrivati a una letteratura capace di rispettare i bisogni specifici dei bambini, ponendo al centro non più il dovere educativo, ma il piacere della scoperta e la libertà interpretativa del giovane lettore. Nel primo capitolo si affronta e si analizza inoltre lo sviluppo e l’evoluzione a livello Europeo della letteratura per l’infanzia, cercando di osservare come alcune tematiche vengono affrontate all’interno delle differenti storie. Questa riflessione teorica si scontra con l'analisi del panorama contemporaneo esposta nel secondo capitolo, dove vengono esaminati i dati statistici sulla lettura in Italia. Attraverso le rilevazioni Istat e le indagini internazionali come PIRLS e OCSE PISA, emerge un quadro critico per il nostro paese, caratterizzato da forti disparità geografiche e da un calo delle competenze di comprensione, accentuato dal periodo pandemico. La sfida che deriva dall’analisi di questi dati, investe le figure adulte di riferimento, ovvero insegnanti e genitori, che sono chiamati a diventare mediatori appassionati. La scuola, in particolare, deve superare un approccio eccessivamente rigido per favorire una dimensione della lettura che sia al contempo ludica e di rispecchiamento emotivo, integrando famiglia, biblioteca ed associazioni in un ecosistema educativo condiviso. Il nucleo centrale della tesi risiede tuttavia nel terzo capitolo, dove viene presentato il progetto "Il mio viaggio", realizzato in una classe seconda della scuola primaria. Nella prima parte del capitolo ci si interroga su come cercare di incentivare e stimolare la nascita del piacere della lettura in bambini e ragazzi, analizzando come le figure degli adulti di riferimento (genitori ed insegnanti), abbiano un ruolo centrale in questo. L’esempio e l’atteggiamento degli adulti verso i libri e la lettura, sono fondamentali per stimolare i più giovani ad affacciarsi e intraprendere un sano rapporto con le parole stampate. L’obiettivo dell’intervento è stato quello di permettere ai bambini di scoprire e immergersi nel mondo della letteratura per l’infanzia e approcciarsi e riscoprire un reale e sincero piacere per la lettura, utilizzando capolavori e fiabe più o meno note per incantare gli alunni attraverso la lettura ad alta voce. Il progetto ha dato risalto oltre che a metodologie di lavoro più classiche ed individuali, anche a pratiche come il cooperative learning, trasformando l'atto del leggere in un’esperienza sociale e collaborativa. Invece di limitarsi a una passiva decodifica, i bambini sono stati coinvolti in attività creative di rielaborazione, come l'invenzione di finali alternativi, immaginare la vita dei personaggi oltre la storia e discussioni di gruppo, dimostrando come la sospensione del giudizio valutativo e la valorizzazione della fantasia possano trasformare il libro in uno strumento di piacere e reale compagno di vita, allontanandolo dal ruolo più classico di compito scolastico del quale per troppo tempo è stato investito. L’obiettivo finale di questo lavoro è quindi cercare di dimostrare che, se liberata dal peso del lavoro scolastico, la lettura e la letteratura per l’infanzia possano ancora essere e anzi tornare ad essere fonti di piacere ed avventura.

IL MIO VIAGGIO: una proposta per lo sviluppo del piacere della lettura nei bambini e nelle bambine della scuola primaria

BISIGHINI, LAURA
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro di tesi si propone di indagare il ruolo della letteratura per l’infanzia come strumento di crescita e di piacere, partendo da una ricostruzione storica della disciplina che per lungo tempo è stata considerata erroneamente una forma narrativa "minore" o puramente moralistica, per molto tempo la letteratura per l’infanzia è stata considerata come un mero strumento educativo ed istruttivo. Nel primo capitolo si evidenzia come l'infanzia abbia faticato a vedere riconosciuta la propria identità autonoma, venendo spesso trattata come una fase di passaggio composta da "adulti in miniatura". Solo attraverso una lenta evoluzione pedagogica, culminata nel Novecento, si è finalmente arrivati a una letteratura capace di rispettare i bisogni specifici dei bambini, ponendo al centro non più il dovere educativo, ma il piacere della scoperta e la libertà interpretativa del giovane lettore. Nel primo capitolo si affronta e si analizza inoltre lo sviluppo e l’evoluzione a livello Europeo della letteratura per l’infanzia, cercando di osservare come alcune tematiche vengono affrontate all’interno delle differenti storie. Questa riflessione teorica si scontra con l'analisi del panorama contemporaneo esposta nel secondo capitolo, dove vengono esaminati i dati statistici sulla lettura in Italia. Attraverso le rilevazioni Istat e le indagini internazionali come PIRLS e OCSE PISA, emerge un quadro critico per il nostro paese, caratterizzato da forti disparità geografiche e da un calo delle competenze di comprensione, accentuato dal periodo pandemico. La sfida che deriva dall’analisi di questi dati, investe le figure adulte di riferimento, ovvero insegnanti e genitori, che sono chiamati a diventare mediatori appassionati. La scuola, in particolare, deve superare un approccio eccessivamente rigido per favorire una dimensione della lettura che sia al contempo ludica e di rispecchiamento emotivo, integrando famiglia, biblioteca ed associazioni in un ecosistema educativo condiviso. Il nucleo centrale della tesi risiede tuttavia nel terzo capitolo, dove viene presentato il progetto "Il mio viaggio", realizzato in una classe seconda della scuola primaria. Nella prima parte del capitolo ci si interroga su come cercare di incentivare e stimolare la nascita del piacere della lettura in bambini e ragazzi, analizzando come le figure degli adulti di riferimento (genitori ed insegnanti), abbiano un ruolo centrale in questo. L’esempio e l’atteggiamento degli adulti verso i libri e la lettura, sono fondamentali per stimolare i più giovani ad affacciarsi e intraprendere un sano rapporto con le parole stampate. L’obiettivo dell’intervento è stato quello di permettere ai bambini di scoprire e immergersi nel mondo della letteratura per l’infanzia e approcciarsi e riscoprire un reale e sincero piacere per la lettura, utilizzando capolavori e fiabe più o meno note per incantare gli alunni attraverso la lettura ad alta voce. Il progetto ha dato risalto oltre che a metodologie di lavoro più classiche ed individuali, anche a pratiche come il cooperative learning, trasformando l'atto del leggere in un’esperienza sociale e collaborativa. Invece di limitarsi a una passiva decodifica, i bambini sono stati coinvolti in attività creative di rielaborazione, come l'invenzione di finali alternativi, immaginare la vita dei personaggi oltre la storia e discussioni di gruppo, dimostrando come la sospensione del giudizio valutativo e la valorizzazione della fantasia possano trasformare il libro in uno strumento di piacere e reale compagno di vita, allontanandolo dal ruolo più classico di compito scolastico del quale per troppo tempo è stato investito. L’obiettivo finale di questo lavoro è quindi cercare di dimostrare che, se liberata dal peso del lavoro scolastico, la lettura e la letteratura per l’infanzia possano ancora essere e anzi tornare ad essere fonti di piacere ed avventura.
2024
lettura
infanzia
letteratura
viaggio
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