Nel panorama educativo contemporaneo, l’insegnamento della lingua inglese si configura come una "rivoluzione" paradigmatica essenziale per la formazione di una cittadinanza globale. Tuttavia, la realtà delle classi odierne, analizzata nel contesto della periferia di Reggio Emilia, presenta sfide di elevata complessità pedagogica. In questo scenario, i metodi tradizionali di insegnamento della lingua inglese mostrano limiti evidenti, fallendo nell'offrire approcci inclusivi e flessibili. Lo Storybook-based approach emerge come risposta strategica per favorire l'acquisizione naturale attraverso un "input ottimale". Tale urgenza di innovazione metodologica ha condotto alla definizione di specifici interrogativi di ricerca volti a validare l'efficacia del materiale narrativo in contesti di apprendimento reali e multiculturali. Ancorare la pratica didattica a obiettivi misurabili è imprescindibile per validare scientificamente l’efficacia del materiale narrativo. L’obiettivo primario della tesi è analizzare come l’integrazione dell’albo Rosie’s Walk di Pat Hutchins in una metodologia story-based faciliti lo sviluppo linguistico. La ricerca si articola attorno ad una domanda fondamentale: “In che modo l’uso dell’albo influisce sullo sviluppo del lessico specifico, con particolare riferimento a preposizioni e verbi di movimento?” L'ipotesi sperimentale prevede che un intervento strutturato produca un miglioramento significativo nell'ampiezza del vocabolario e nella coerenza narrativa, agendo come fattore di equità democratica. La ricerca ha adottato il metodo sperimentale per testare il valore dell'apprendimento indiretto. Il modello operativo applicato al gruppo sperimentale ha seguito tre fasi: - Pre-reading: attivazione della prior knowledge e stimolazione di ipotesi sulla trama tramite flashcard. - During-reading: lettura dialogica supportata dal Total Physical Response (TPR), rispettando il "Silent Period" e incoraggiando l’uso di formulaic language (chunks). - Post-reading: consolidamento tramite retelling creativo e Digital Storytelling, l’integrazione delle tecnologie digitali è stata finalizzata all’esercizio del pensiero computazionale e della creative agency in ottica STEAM, distinguendosi nettamente dall’istruzione formale e decontestualizzata somministrata al gruppo di controllo. La misurazione dei traguardi conferma l'efficacia della metodologia story-based. Mentre i risultati del gruppo di controllo sono apparsi dispersi e legati alle capacità individuali pregresse, il gruppo sperimentale ha mostrato esiti più omogenei: la metodologia ha funto da livellatore sociale. Si è registrata una transizione dalla memorizzazione meccanica all’acquisizione profonda di proposizioni complesse quali across, past e through. I dati evidenziano un elevato sforzo mentale investito e una drastica riduzione del filtro affettivo nel gruppo sperimentale. La creative agency emersa nel retelling ha permesso all’interlingua di evolvere verso forme più strutturate, trasformando gli alunni in co-autori consapevoli. L’albo illustrato si conferma un "santuario della lettura" (reading sanctuary), ecosistema multidimensionale capace di allenare l’attenzione profonda contro la frammentazione dell'iper-attenzione digitale. L'efficacia riscontrata con Rosie’s Walk dimostra che il piacere della scoperta e l’indirect learning sono i motori di una scuola inclusiva. Per la pratica futura, emerge la necessità di una formazione docente continua sull'uso di materiali autentici e sulla didattica integrata. In conclusione, valorizzare la creatività e la narrazione permette alla scuola di formare cittadini capaci di abitare la complessità con empatia e competenza simbolica, riaffermando il valore della lingua come strumento di partecipazione democratica.
Promuovere lo sviluppo del lessico e della narrazione in lingua inglese attraverso Storytelling, retelling e albi illustrati.
VOLTA, SOFIA
2024/2025
Abstract
Nel panorama educativo contemporaneo, l’insegnamento della lingua inglese si configura come una "rivoluzione" paradigmatica essenziale per la formazione di una cittadinanza globale. Tuttavia, la realtà delle classi odierne, analizzata nel contesto della periferia di Reggio Emilia, presenta sfide di elevata complessità pedagogica. In questo scenario, i metodi tradizionali di insegnamento della lingua inglese mostrano limiti evidenti, fallendo nell'offrire approcci inclusivi e flessibili. Lo Storybook-based approach emerge come risposta strategica per favorire l'acquisizione naturale attraverso un "input ottimale". Tale urgenza di innovazione metodologica ha condotto alla definizione di specifici interrogativi di ricerca volti a validare l'efficacia del materiale narrativo in contesti di apprendimento reali e multiculturali. Ancorare la pratica didattica a obiettivi misurabili è imprescindibile per validare scientificamente l’efficacia del materiale narrativo. L’obiettivo primario della tesi è analizzare come l’integrazione dell’albo Rosie’s Walk di Pat Hutchins in una metodologia story-based faciliti lo sviluppo linguistico. La ricerca si articola attorno ad una domanda fondamentale: “In che modo l’uso dell’albo influisce sullo sviluppo del lessico specifico, con particolare riferimento a preposizioni e verbi di movimento?” L'ipotesi sperimentale prevede che un intervento strutturato produca un miglioramento significativo nell'ampiezza del vocabolario e nella coerenza narrativa, agendo come fattore di equità democratica. La ricerca ha adottato il metodo sperimentale per testare il valore dell'apprendimento indiretto. Il modello operativo applicato al gruppo sperimentale ha seguito tre fasi: - Pre-reading: attivazione della prior knowledge e stimolazione di ipotesi sulla trama tramite flashcard. - During-reading: lettura dialogica supportata dal Total Physical Response (TPR), rispettando il "Silent Period" e incoraggiando l’uso di formulaic language (chunks). - Post-reading: consolidamento tramite retelling creativo e Digital Storytelling, l’integrazione delle tecnologie digitali è stata finalizzata all’esercizio del pensiero computazionale e della creative agency in ottica STEAM, distinguendosi nettamente dall’istruzione formale e decontestualizzata somministrata al gruppo di controllo. La misurazione dei traguardi conferma l'efficacia della metodologia story-based. Mentre i risultati del gruppo di controllo sono apparsi dispersi e legati alle capacità individuali pregresse, il gruppo sperimentale ha mostrato esiti più omogenei: la metodologia ha funto da livellatore sociale. Si è registrata una transizione dalla memorizzazione meccanica all’acquisizione profonda di proposizioni complesse quali across, past e through. I dati evidenziano un elevato sforzo mentale investito e una drastica riduzione del filtro affettivo nel gruppo sperimentale. La creative agency emersa nel retelling ha permesso all’interlingua di evolvere verso forme più strutturate, trasformando gli alunni in co-autori consapevoli. L’albo illustrato si conferma un "santuario della lettura" (reading sanctuary), ecosistema multidimensionale capace di allenare l’attenzione profonda contro la frammentazione dell'iper-attenzione digitale. L'efficacia riscontrata con Rosie’s Walk dimostra che il piacere della scoperta e l’indirect learning sono i motori di una scuola inclusiva. Per la pratica futura, emerge la necessità di una formazione docente continua sull'uso di materiali autentici e sulla didattica integrata. In conclusione, valorizzare la creatività e la narrazione permette alla scuola di formare cittadini capaci di abitare la complessità con empatia e competenza simbolica, riaffermando il valore della lingua come strumento di partecipazione democratica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5831