Il presente lavoro di tesi analizza il rapporto tra esperienza religiosa e vissuto migratorio, cercando di comprendere se e in che modo la dimensione religiosa, sia a livello individuale che collettivo, possa incidere nei processi di integrazione nelle società di arrivo e come queste ultime percepiscano e gestiscano la crescente diversità religiosa che le caratterizza. Il primo capitolo offre un inquadramento generale del fenomeno migratorio contemporaneo, evidenziandone la crescente stabilizzazione e la conseguente necessità di superare approcci emergenziali e securitari che hanno caratterizzato molte politiche degli ultimi decenni. Le migrazioni strutturali stanno infatti contribuendo alla trasformazione delle società europee in contesti sempre più plurali dal punto di vista culturale e religioso. In questo quadro, l’analisi si concentra sui concetti di diversità religiosa e pluralismo religioso, spesso utilizzati come sinonimi ma portatori di significati differenti: mentre il primo indica la semplice presenza di una pluralità di appartenenze religiose, il secondo implica un processo di riconoscimento e gestione di tale pluralità in chiave interculturale. Particolare attenzione è inoltre dedicata al fenomeno dell’analfabetismo religioso diffuso nelle società europee, che contribuisce alla diffusione di percezioni distorte o stereotipate delle trasformazioni religiose in atto. A partire da uno sguardo globale sulle appartenenze religiose, si evidenzia inoltre un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: accanto all’attenzione rivolta alla diffusione dell’islam, emergono profondi cambiamenti interni al cristianesimo, tra cui la significativa crescita delle chiese evangeliche e pentecostali a livello mondiale. Il secondo capitolo si concentra sul contesto italiano, analizzando il quadro delle minoranze religiose storiche e il sistema dei rapporti tra Stato e confessioni religiose fondato sul Concordato e sulle Intese. L’attenzione si sposta poi sulle nuove minoranze religiose legate ai fenomeni migratori degli ultimi decenni, che stanno contribuendo a trasformare il panorama religioso italiano. L’Italia, tradizionalmente caratterizzata da una forte maggioranza cattolica, si configura oggi sempre più come una società religiosamente plurale. In questo contesto viene approfondita anche la diffusione delle chiese evangeliche e pentecostali nate dall’immigrazione, realtà spesso poco visibile nel dibattito pubblico ma significativa per comprendere le trasformazioni religiose contemporanee. Il capitolo esamina inoltre il significato che la dimensione religiosa può assumere per le persone migranti, evidenziandone sia il potenziale come risorsa di supporto, coesione e costruzione identitaria, sia i possibili rischi legati a dinamiche di chiusura etnica o identitaria. Il terzo capitolo approfondisce tali tematiche nel contesto locale modenese. Dopo una panoramica delle principali presenze religiose presenti sul territorio, per comprendere il rapporto tra religione e migrazione a livello locale, viene presentata l’analisi di un caso di studio significativo, una comunità evangelica frequentata prevalentemente da migranti provenienti da paesi dell’Africa francofone (in particolare, Costa d’Avorio, Benin, Burkina Faso). Infine, partendo da interviste a testimoni privilegiati, vengono esaminate alcune iniziative istituzionali e associative che negli ultimi anni hanno promosso percorsi di dialogo interculturale e interreligioso nella città di Modena, evidenziando il ruolo che tali esperienze possono avere nella costruzione di spazi di incontro, conoscenza reciproca e convivenza all’interno di una società sempre più pluralistica.

Credere altrove. Migrazioni e nuovo pluralismo religioso: uno studio di caso nel contesto modenese.

CARLINI, CLAUDIA
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro di tesi analizza il rapporto tra esperienza religiosa e vissuto migratorio, cercando di comprendere se e in che modo la dimensione religiosa, sia a livello individuale che collettivo, possa incidere nei processi di integrazione nelle società di arrivo e come queste ultime percepiscano e gestiscano la crescente diversità religiosa che le caratterizza. Il primo capitolo offre un inquadramento generale del fenomeno migratorio contemporaneo, evidenziandone la crescente stabilizzazione e la conseguente necessità di superare approcci emergenziali e securitari che hanno caratterizzato molte politiche degli ultimi decenni. Le migrazioni strutturali stanno infatti contribuendo alla trasformazione delle società europee in contesti sempre più plurali dal punto di vista culturale e religioso. In questo quadro, l’analisi si concentra sui concetti di diversità religiosa e pluralismo religioso, spesso utilizzati come sinonimi ma portatori di significati differenti: mentre il primo indica la semplice presenza di una pluralità di appartenenze religiose, il secondo implica un processo di riconoscimento e gestione di tale pluralità in chiave interculturale. Particolare attenzione è inoltre dedicata al fenomeno dell’analfabetismo religioso diffuso nelle società europee, che contribuisce alla diffusione di percezioni distorte o stereotipate delle trasformazioni religiose in atto. A partire da uno sguardo globale sulle appartenenze religiose, si evidenzia inoltre un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: accanto all’attenzione rivolta alla diffusione dell’islam, emergono profondi cambiamenti interni al cristianesimo, tra cui la significativa crescita delle chiese evangeliche e pentecostali a livello mondiale. Il secondo capitolo si concentra sul contesto italiano, analizzando il quadro delle minoranze religiose storiche e il sistema dei rapporti tra Stato e confessioni religiose fondato sul Concordato e sulle Intese. L’attenzione si sposta poi sulle nuove minoranze religiose legate ai fenomeni migratori degli ultimi decenni, che stanno contribuendo a trasformare il panorama religioso italiano. L’Italia, tradizionalmente caratterizzata da una forte maggioranza cattolica, si configura oggi sempre più come una società religiosamente plurale. In questo contesto viene approfondita anche la diffusione delle chiese evangeliche e pentecostali nate dall’immigrazione, realtà spesso poco visibile nel dibattito pubblico ma significativa per comprendere le trasformazioni religiose contemporanee. Il capitolo esamina inoltre il significato che la dimensione religiosa può assumere per le persone migranti, evidenziandone sia il potenziale come risorsa di supporto, coesione e costruzione identitaria, sia i possibili rischi legati a dinamiche di chiusura etnica o identitaria. Il terzo capitolo approfondisce tali tematiche nel contesto locale modenese. Dopo una panoramica delle principali presenze religiose presenti sul territorio, per comprendere il rapporto tra religione e migrazione a livello locale, viene presentata l’analisi di un caso di studio significativo, una comunità evangelica frequentata prevalentemente da migranti provenienti da paesi dell’Africa francofone (in particolare, Costa d’Avorio, Benin, Burkina Faso). Infine, partendo da interviste a testimoni privilegiati, vengono esaminate alcune iniziative istituzionali e associative che negli ultimi anni hanno promosso percorsi di dialogo interculturale e interreligioso nella città di Modena, evidenziando il ruolo che tali esperienze possono avere nella costruzione di spazi di incontro, conoscenza reciproca e convivenza all’interno di una società sempre più pluralistica.
2024
Religione
Migrazioni
Integrazione sociale
Intercultura
Pluralismo religioso
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