Il presente elaborato si inserisce nel contesto dell’agricoltura di precisione applicata alla coltivazione del pomodoro da industria, con l’obiettivo di analizzare la variabilità produttiva attraverso l’impiego integrato di dati telerilevati multi-piattaforma e mappe di resa. Nella prima parte del lavoro è descritta la coltura del pomodoro da industria, evidenziandone l’importanza economica e produttiva, nonché le principali caratteristiche agronomiche e le criticità legate alla gestione della coltura. Successivamente, l’elaborato approfondisce i principi dell’agricoltura di precisione, con particolare riferimento al concetto di variabilità spaziale e temporale e alla definizione di zone omogenee di gestione, sottolineando come l’impiego di tecnologie avanzate per il monitoraggio e la gestione degli input potrebbero assumere un ruolo fondamentale per supportare decisioni agronomiche anche nel pomodoro da industria. Un ulteriore approfondimento è dedicato all’analisi delle tecniche di telerilevamento, con focus sull’integrazione tra dati acquisiti da piattaforme satellitari e da sistemi aerei a pilotaggio remoto. Sono quindi descritte le basi teoriche del remote sensing, con riferimento all’interazione tra radiazione elettromagnetica e superfici vegetali, alla firma spettrale delle colture e all’utilizzo di sensori multispettrali e iperspettrali. L’elaborato ha quindi descritto un caso studio condotto nel 2025 su un appezzamento di pomodoro da industria coltivato in regime biologico e caratterizzato dalla presenza di tre diverse varietà. Il monitoraggio della coltura è stato effettuato attraverso acquisizioni multispettrali da drone (UAV) e immagini satellitari, da cui sono stati estratti diversi indici vegetazionali (NDVI, NDRE, GNDVI). Le acquisizioni sono state effettuate in più date durante il ciclo colturale, consentendo l’analisi della dinamica temporale degli indici. La mappatura delle rese è stata realizzata mediante un approccio indiretto, basato sull’associazione tra i carichi conferiti all’industria e le superfici raccolte, successivamente georeferenziate in ambiente GIS. L’integrazione tra dati produttivi, parametri qualitativi (grado Brix e scarto) e indici vegetazionali ha permesso di ricostruire la distribuzione spaziale della produzione e analizzare la variabilità intra-parcellare. I risultati hanno evidenziato un chiaro andamento temporale degli indici vegetazionali, con incremento dei valori nelle fasi di massimo sviluppo vegetativo e successiva riduzione in fase di maturazione. Il confronto tra piattaforme ha mostrato una buona coerenza tra dati UAV e satellitari, pur evidenziando differenze legate alla risoluzione spaziale e alle caratteristiche dei sensori. Le analisi statistiche hanno inoltre evidenziato differenze significative tra le varietà sia in termini di risposta spettrale che di parametri produttivi e qualitativi. L’integrazione tra mappe di resa e indici vegetazionali ha consentito di individuare relazioni tra vigore vegetativo e produzione, confermando il potenziale del telerilevamento come strumento per il monitoraggio della coltura e per il supporto alle decisioni agronomiche. I risultati dimostrano come l’approccio multi-scala, basato sull’integrazione di dati da drone e satellite, rappresenti una strategia efficace per la gestione sito-specifica del pomodoro da industria, contribuendo al miglioramento dell’efficienza produttiva e della sostenibilità dei sistemi agricoli.
Telerilevamento multi-scala (UAV e satellite) per l’analisi della variabilità produttiva nel pomodoro da industria
SIVORI, JACOPO
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato si inserisce nel contesto dell’agricoltura di precisione applicata alla coltivazione del pomodoro da industria, con l’obiettivo di analizzare la variabilità produttiva attraverso l’impiego integrato di dati telerilevati multi-piattaforma e mappe di resa. Nella prima parte del lavoro è descritta la coltura del pomodoro da industria, evidenziandone l’importanza economica e produttiva, nonché le principali caratteristiche agronomiche e le criticità legate alla gestione della coltura. Successivamente, l’elaborato approfondisce i principi dell’agricoltura di precisione, con particolare riferimento al concetto di variabilità spaziale e temporale e alla definizione di zone omogenee di gestione, sottolineando come l’impiego di tecnologie avanzate per il monitoraggio e la gestione degli input potrebbero assumere un ruolo fondamentale per supportare decisioni agronomiche anche nel pomodoro da industria. Un ulteriore approfondimento è dedicato all’analisi delle tecniche di telerilevamento, con focus sull’integrazione tra dati acquisiti da piattaforme satellitari e da sistemi aerei a pilotaggio remoto. Sono quindi descritte le basi teoriche del remote sensing, con riferimento all’interazione tra radiazione elettromagnetica e superfici vegetali, alla firma spettrale delle colture e all’utilizzo di sensori multispettrali e iperspettrali. L’elaborato ha quindi descritto un caso studio condotto nel 2025 su un appezzamento di pomodoro da industria coltivato in regime biologico e caratterizzato dalla presenza di tre diverse varietà. Il monitoraggio della coltura è stato effettuato attraverso acquisizioni multispettrali da drone (UAV) e immagini satellitari, da cui sono stati estratti diversi indici vegetazionali (NDVI, NDRE, GNDVI). Le acquisizioni sono state effettuate in più date durante il ciclo colturale, consentendo l’analisi della dinamica temporale degli indici. La mappatura delle rese è stata realizzata mediante un approccio indiretto, basato sull’associazione tra i carichi conferiti all’industria e le superfici raccolte, successivamente georeferenziate in ambiente GIS. L’integrazione tra dati produttivi, parametri qualitativi (grado Brix e scarto) e indici vegetazionali ha permesso di ricostruire la distribuzione spaziale della produzione e analizzare la variabilità intra-parcellare. I risultati hanno evidenziato un chiaro andamento temporale degli indici vegetazionali, con incremento dei valori nelle fasi di massimo sviluppo vegetativo e successiva riduzione in fase di maturazione. Il confronto tra piattaforme ha mostrato una buona coerenza tra dati UAV e satellitari, pur evidenziando differenze legate alla risoluzione spaziale e alle caratteristiche dei sensori. Le analisi statistiche hanno inoltre evidenziato differenze significative tra le varietà sia in termini di risposta spettrale che di parametri produttivi e qualitativi. L’integrazione tra mappe di resa e indici vegetazionali ha consentito di individuare relazioni tra vigore vegetativo e produzione, confermando il potenziale del telerilevamento come strumento per il monitoraggio della coltura e per il supporto alle decisioni agronomiche. I risultati dimostrano come l’approccio multi-scala, basato sull’integrazione di dati da drone e satellite, rappresenti una strategia efficace per la gestione sito-specifica del pomodoro da industria, contribuendo al miglioramento dell’efficienza produttiva e della sostenibilità dei sistemi agricoli.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5854