La violenza di genere rappresenta uno dei fenomeni più complessi e rilevanti nel panorama psicologico e sociale contemporaneo, configurandosi come una problematica diffusa che coinvolge dimensioni individuali, relazionali e culturali. Nonostante negli ultimi anni sia cresciuta l’attenzione pubblica e istituzionale nei confronti di questo tema, la violenza contro le donne continua a manifestarsi in molteplici contesti, in particolare all’interno delle relazioni intime e familiari. Essa non si esaurisce nelle forme di aggressione fisica, ma comprende un insieme articolato di comportamenti che includono violenza psicologica, sessuale ed economica, spesso connessi a dinamiche di controllo, dominio e disuguaglianza di genere. La comprensione dei fattori che contribuiscono alla legittimazione e alla giustificazione della violenza risulta pertanto fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e intervento. Il presente lavoro si propone di analizzare i principali processi psicosociali associati alla giustificazione della violenza nei confronti delle donne, con particolare attenzione al ruolo di alcune variabili psicologiche e socio-cognitive, tra cui il disimpegno morale, gli stereotipi di genere e l’oggettivazione delle donne. A tal fine, la tesi si articola in quattro capitoli che affrontano il fenomeno da diverse prospettive teoriche ed empiriche. Nel primo capitolo vengono presentate le principali teorie sull’aggressività, considerando fattori biologici, esperienziali, sociali e ambientali. Viene inoltre approfondito il concetto di disimpegno morale, inteso come l’insieme di strategie cognitive attraverso cui gli individui riescono a giustificare o minimizzare comportamenti dannosi, riducendo il senso di colpa associato alle proprie azioni. Il secondo capitolo analizza i processi di discriminazione di genere e le dinamiche psicosociali che contribuiscono al mantenimento delle disuguaglianze tra uomini e donne. In particolare, vengono esaminati il sessismo, gli stereotipi di genere e l’oggettivazione femminile, evidenziando come tali fenomeni influenzino la percezione e la valutazione delle donne nella società, contribuendo alla loro svalutazione e disumanizzazione. Nel terzo capitolo l’attenzione si concentra sulla violenza contro le donne nelle relazioni domestiche. Vengono descritte le diverse forme di violenza – fisica, psicologica, sessuale ed economica – e le principali conseguenze sul piano fisico, psicologico e relazionale. Viene inoltre approfondito il fenomeno del victim blaming, ovvero la tendenza a colpevolizzare la vittima per la violenza subita, analizzando i meccanismi cognitivi e sociali che lo sostengono. Infine, il quarto capitolo presenta la ricerca empirica condotta nell’ambito di questo lavoro, finalizzata a esaminare le relazioni tra disimpegno morale, oggettivazione, stereotipi di genere e giustificazione della violenza nelle relazioni intime. Vengono descritti gli obiettivi dello studio, il contesto di riferimento, la metodologia utilizzata, gli strumenti di rilevazione e le analisi statistiche condotte. I risultati evidenziano il ruolo significativo delle variabili considerate nel favorire atteggiamenti di tolleranza nei confronti della violenza, sottolineando l’importanza di interventi educativi e preventivi mirati alla promozione di modelli relazionali più equi e rispettosi. Nel complesso, il lavoro contribuisce a una maggiore comprensione dei meccanismi psicologici e sociali alla base della violenza di genere, evidenziando come tali fenomeni siano radicati non solo in dinamiche individuali, ma anche in sistemi di credenze e rappresentazioni culturali condivise.
La giustificazione della violenza contro le donne: un'analisi dei processi di disimpegno morale, oggettivazione e stereotipi di genere.
PIRAS, GIADA
2024/2025
Abstract
La violenza di genere rappresenta uno dei fenomeni più complessi e rilevanti nel panorama psicologico e sociale contemporaneo, configurandosi come una problematica diffusa che coinvolge dimensioni individuali, relazionali e culturali. Nonostante negli ultimi anni sia cresciuta l’attenzione pubblica e istituzionale nei confronti di questo tema, la violenza contro le donne continua a manifestarsi in molteplici contesti, in particolare all’interno delle relazioni intime e familiari. Essa non si esaurisce nelle forme di aggressione fisica, ma comprende un insieme articolato di comportamenti che includono violenza psicologica, sessuale ed economica, spesso connessi a dinamiche di controllo, dominio e disuguaglianza di genere. La comprensione dei fattori che contribuiscono alla legittimazione e alla giustificazione della violenza risulta pertanto fondamentale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e intervento. Il presente lavoro si propone di analizzare i principali processi psicosociali associati alla giustificazione della violenza nei confronti delle donne, con particolare attenzione al ruolo di alcune variabili psicologiche e socio-cognitive, tra cui il disimpegno morale, gli stereotipi di genere e l’oggettivazione delle donne. A tal fine, la tesi si articola in quattro capitoli che affrontano il fenomeno da diverse prospettive teoriche ed empiriche. Nel primo capitolo vengono presentate le principali teorie sull’aggressività, considerando fattori biologici, esperienziali, sociali e ambientali. Viene inoltre approfondito il concetto di disimpegno morale, inteso come l’insieme di strategie cognitive attraverso cui gli individui riescono a giustificare o minimizzare comportamenti dannosi, riducendo il senso di colpa associato alle proprie azioni. Il secondo capitolo analizza i processi di discriminazione di genere e le dinamiche psicosociali che contribuiscono al mantenimento delle disuguaglianze tra uomini e donne. In particolare, vengono esaminati il sessismo, gli stereotipi di genere e l’oggettivazione femminile, evidenziando come tali fenomeni influenzino la percezione e la valutazione delle donne nella società, contribuendo alla loro svalutazione e disumanizzazione. Nel terzo capitolo l’attenzione si concentra sulla violenza contro le donne nelle relazioni domestiche. Vengono descritte le diverse forme di violenza – fisica, psicologica, sessuale ed economica – e le principali conseguenze sul piano fisico, psicologico e relazionale. Viene inoltre approfondito il fenomeno del victim blaming, ovvero la tendenza a colpevolizzare la vittima per la violenza subita, analizzando i meccanismi cognitivi e sociali che lo sostengono. Infine, il quarto capitolo presenta la ricerca empirica condotta nell’ambito di questo lavoro, finalizzata a esaminare le relazioni tra disimpegno morale, oggettivazione, stereotipi di genere e giustificazione della violenza nelle relazioni intime. Vengono descritti gli obiettivi dello studio, il contesto di riferimento, la metodologia utilizzata, gli strumenti di rilevazione e le analisi statistiche condotte. I risultati evidenziano il ruolo significativo delle variabili considerate nel favorire atteggiamenti di tolleranza nei confronti della violenza, sottolineando l’importanza di interventi educativi e preventivi mirati alla promozione di modelli relazionali più equi e rispettosi. Nel complesso, il lavoro contribuisce a una maggiore comprensione dei meccanismi psicologici e sociali alla base della violenza di genere, evidenziando come tali fenomeni siano radicati non solo in dinamiche individuali, ma anche in sistemi di credenze e rappresentazioni culturali condivise.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5859