This thesis examines the narrative strategies employed by the media in the representation of true crime cases, with the aim of understanding how criminal events are narrated, interpreted and disseminated across different media platforms and languages. The analysis draws on theoretical contributions to cultural convergence and transmedia storytelling developed by Henry Jenkins, with a particular attention to the seven principles of transmedia storytelling. This perspective enables an exploration of how a single case evolves through multiple forms of media, including television, print journalism, podcasts, documentaries and digital platforms, resulting in a complex and multilevel narrative. At the same time, the study incorporates Albert Bandura’s theory of moral disengagement, in order to investigate the cognitive and communicative processes that shape public perception. Within media representations of crime, linguistic choices and narrative strategies play a crucial role in guiding the interpretation of events and how the audience relates, on an emotional and moral level, to the story. Based on these theoretical premises, the study examines two emblematic cases in Italian crime reporting: the disappearance of Emanuela Orlandi and the murder of Elisa Claps. Both cases have had a strong media impact, becoming part of the national collective memory. The analysis focuses on the different narrative modes developed over the years, highlighting the role of the media in the construction of transmedia storytelling. The findings of this thesis show how media reporting of crime is not limited to the reconstruction of facts, but also it contributes to the construction of social and cultural meanings, influencing public perception of events, the representation of the individual involved, the collective imagination and the public’s emotional engagement.

Questo lavoro di tesi analizza le modalità narrative utilizzate dai media nella rappresentazione di casi di cronaca nera appartenenti al genere true crime, con l’obiettivo di comprendere come un evento criminale venga raccontato, interpretato e diffuso attraverso diverse piattaforme e linguaggi mediali. L’analisi si fonda sui contributi teorici della convergenza culturale e dello storytelling transmediale elaborati da Henry Jenkins, con particolare riferimento ai sette principi dello storytelling transmediale. Tale approccio consente di osservare come una stessa vicenda si sviluppi attraverso media differenti, tra cui televisione, stampa, podcast, documentari e piattaforme digitali, dando origine a una narrazione articolata e stratificata. Parallelamente, la ricerca si basa sul modello di disimpegno morale elaborato da Albert Bandura, utile a indagare i processi cognitivi e comunicativi che influenzano la percezione pubblica. Nel racconto mediatico del crimine il linguaggio e le strategie narrative adottate possono orientare l'interpretazione degli eventi e il modo in cui il pubblico si relaziona, sul piano emotivo e morale, alla vicenda. A partire da tali presupposti teorici, lo studio prende in esame due casi emblematici della cronaca italiana: la scomparsa di Emanuela Orlandi e l'omicidio di Elisa Claps. Entrambi i casi hanno avuto un forte impatto mediatico, diventando, nel tempo, parte integrante della memoria collettiva nazionale. L’analisi si concentra sulle diverse modalità narrative sviluppate nel corso degli anni, evidenziando il ruolo dei media nella costruzione di un racconto transmediale. I risultati mostrano come la narrazione transmediale del crimine non si limiti alla ricostruzione dei fatti, ma contribuisca attivamente alla produzione di significati sociali e culturali, influenzando la percezione pubblica degli eventi, la rappresentazione dei protagonisti, l’immaginario collettivo e il coinvolgimento emotivo del pubblico.

Dalla narrazione del crimine allo storytelling transmediale. Uno studio sui casi di cronaca nera italiana: la scomparsa di Emanuela Orlandi e l'omicidio di Elisa Claps

LAFIA, ALESSIA
2024/2025

Abstract

This thesis examines the narrative strategies employed by the media in the representation of true crime cases, with the aim of understanding how criminal events are narrated, interpreted and disseminated across different media platforms and languages. The analysis draws on theoretical contributions to cultural convergence and transmedia storytelling developed by Henry Jenkins, with a particular attention to the seven principles of transmedia storytelling. This perspective enables an exploration of how a single case evolves through multiple forms of media, including television, print journalism, podcasts, documentaries and digital platforms, resulting in a complex and multilevel narrative. At the same time, the study incorporates Albert Bandura’s theory of moral disengagement, in order to investigate the cognitive and communicative processes that shape public perception. Within media representations of crime, linguistic choices and narrative strategies play a crucial role in guiding the interpretation of events and how the audience relates, on an emotional and moral level, to the story. Based on these theoretical premises, the study examines two emblematic cases in Italian crime reporting: the disappearance of Emanuela Orlandi and the murder of Elisa Claps. Both cases have had a strong media impact, becoming part of the national collective memory. The analysis focuses on the different narrative modes developed over the years, highlighting the role of the media in the construction of transmedia storytelling. The findings of this thesis show how media reporting of crime is not limited to the reconstruction of facts, but also it contributes to the construction of social and cultural meanings, influencing public perception of events, the representation of the individual involved, the collective imagination and the public’s emotional engagement.
2024
From crime narratives to transmedia storytelling. A study of Italian true crime cases: the disappearance of Emanuela Orlandi and the murder of Elisa Claps
Questo lavoro di tesi analizza le modalità narrative utilizzate dai media nella rappresentazione di casi di cronaca nera appartenenti al genere true crime, con l’obiettivo di comprendere come un evento criminale venga raccontato, interpretato e diffuso attraverso diverse piattaforme e linguaggi mediali. L’analisi si fonda sui contributi teorici della convergenza culturale e dello storytelling transmediale elaborati da Henry Jenkins, con particolare riferimento ai sette principi dello storytelling transmediale. Tale approccio consente di osservare come una stessa vicenda si sviluppi attraverso media differenti, tra cui televisione, stampa, podcast, documentari e piattaforme digitali, dando origine a una narrazione articolata e stratificata. Parallelamente, la ricerca si basa sul modello di disimpegno morale elaborato da Albert Bandura, utile a indagare i processi cognitivi e comunicativi che influenzano la percezione pubblica. Nel racconto mediatico del crimine il linguaggio e le strategie narrative adottate possono orientare l'interpretazione degli eventi e il modo in cui il pubblico si relaziona, sul piano emotivo e morale, alla vicenda. A partire da tali presupposti teorici, lo studio prende in esame due casi emblematici della cronaca italiana: la scomparsa di Emanuela Orlandi e l'omicidio di Elisa Claps. Entrambi i casi hanno avuto un forte impatto mediatico, diventando, nel tempo, parte integrante della memoria collettiva nazionale. L’analisi si concentra sulle diverse modalità narrative sviluppate nel corso degli anni, evidenziando il ruolo dei media nella costruzione di un racconto transmediale. I risultati mostrano come la narrazione transmediale del crimine non si limiti alla ricostruzione dei fatti, ma contribuisca attivamente alla produzione di significati sociali e culturali, influenzando la percezione pubblica degli eventi, la rappresentazione dei protagonisti, l’immaginario collettivo e il coinvolgimento emotivo del pubblico.
Transmedialità
Storytelling
Cultura
True Crime
Genere
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