L’elaborato si propone di indagare la persistenza, la trasformazione e la capacità di rinnovamento del mito nella cultura occidentale, assumendo come caso di studio privilegiato il mito di Scilla e Cariddi, analizzato lungo un arco temporale che va dalla tradizione classica fino alle più recenti rielaborazioni digitali; l’obiettivo principale consiste nel dimostrare come il mito, lungi dall’essere una forma narrativa cristallizzata, continui a esercitare una funzione attiva nella costruzione dell’immaginario collettivo, adattandosi ai mutamenti culturali, sociali e tecnologici e mantenendo una forte valenza simbolica e interpretativa. Nel primo capitolo si affronta il tema del mito nella tradizione letteraria, evidenziandone la natura di sistema simbolico e la sua funzione di organizzazione dell’esperienza umana attraverso modelli narrativi ricorrenti; viene sottolineata la capacità del mito di attraversare le epoche, rinnovandosi nelle forme pur conservando nuclei tematici stabili, e si analizza la sua presenza nelle società moderne, dove esso sopravvive nei linguaggi della cultura di massa e nei media contemporanei; particolare attenzione è riservata al ruolo del mito nella letteratura giovanile e nei processi formativi, in quanto strumento capace di favorire la comprensione di temi universali e di sviluppare competenze interpretative, configurandosi come un ponte tra passato e presente. Il secondo capitolo si concentra sul mito di Scilla e Cariddi nella tradizione letteraria e culturale siciliana, esaminandone le origini e le trasformazioni attraverso le fonti antiche, le varianti mitografiche e le rappresentazioni iconografiche; il mito viene inoltre analizzato nel suo rapporto con la geografia dello Stretto di Messina, evidenziando come esso contribuisca alla costruzione dell’identità culturale del territorio; un’attenzione specifica è dedicata alla riscrittura moderna del mito nell’opera Horcynus Orca, in cui la dimensione mitica viene rielaborata all’interno di una struttura narrativa complessa, assumendo nuovi significati simbolici e offrendo una rilettura profondamente radicata nella contemporaneità. Il terzo capitolo affronta il tema della divulgazione della letteratura e dei miti, mettendo in luce il passaggio dalle forme tradizionali di trasmissione orale e scritta alle nuove modalità offerte dai media digitali; si analizzano le trasformazioni delle discipline umanistiche nell’era digitale e si approfondiscono i concetti di transmedialità e crossmedialità, intesi come strategie narrative e distributive che consentono ai miti di svilupparsi attraverso molteplici piattaforme, ampliando le possibilità di fruizione e di partecipazione; in questo contesto, si introduce il concetto di mitologia digitale, che descrive la produzione e la circolazione di narrazioni mitiche all’interno della società di rete, caratterizzata da un coinvolgimento attivo degli utenti. Il quarto capitolo esamina il rapporto tra il mito di Scilla e Cariddi e la cultura digitale giovanile, indagando le modalità attraverso cui i giovani entrano in contatto con il mito e lo rielaborano nei nuovi ambienti mediali; si evidenzia come le pratiche crossmediali e transmediali favoriscano la creazione di ecosistemi narrativi complessi, in cui il mito viene reinterpretato in forme innovative, mantenendo al contempo un legame con la tradizione; infine, si riflette sulle prospettive future e sulle sfide della narrazione digitale dei miti, sottolineando la necessità di un approccio critico capace di coniugare innovazione tecnologica e profondità interpretativa.
Crossmedialità e transmedialità nella divulgazione del mito: il caso di Scilla e Cariddi.
GRECUZZO, SOFIA
2024/2025
Abstract
L’elaborato si propone di indagare la persistenza, la trasformazione e la capacità di rinnovamento del mito nella cultura occidentale, assumendo come caso di studio privilegiato il mito di Scilla e Cariddi, analizzato lungo un arco temporale che va dalla tradizione classica fino alle più recenti rielaborazioni digitali; l’obiettivo principale consiste nel dimostrare come il mito, lungi dall’essere una forma narrativa cristallizzata, continui a esercitare una funzione attiva nella costruzione dell’immaginario collettivo, adattandosi ai mutamenti culturali, sociali e tecnologici e mantenendo una forte valenza simbolica e interpretativa. Nel primo capitolo si affronta il tema del mito nella tradizione letteraria, evidenziandone la natura di sistema simbolico e la sua funzione di organizzazione dell’esperienza umana attraverso modelli narrativi ricorrenti; viene sottolineata la capacità del mito di attraversare le epoche, rinnovandosi nelle forme pur conservando nuclei tematici stabili, e si analizza la sua presenza nelle società moderne, dove esso sopravvive nei linguaggi della cultura di massa e nei media contemporanei; particolare attenzione è riservata al ruolo del mito nella letteratura giovanile e nei processi formativi, in quanto strumento capace di favorire la comprensione di temi universali e di sviluppare competenze interpretative, configurandosi come un ponte tra passato e presente. Il secondo capitolo si concentra sul mito di Scilla e Cariddi nella tradizione letteraria e culturale siciliana, esaminandone le origini e le trasformazioni attraverso le fonti antiche, le varianti mitografiche e le rappresentazioni iconografiche; il mito viene inoltre analizzato nel suo rapporto con la geografia dello Stretto di Messina, evidenziando come esso contribuisca alla costruzione dell’identità culturale del territorio; un’attenzione specifica è dedicata alla riscrittura moderna del mito nell’opera Horcynus Orca, in cui la dimensione mitica viene rielaborata all’interno di una struttura narrativa complessa, assumendo nuovi significati simbolici e offrendo una rilettura profondamente radicata nella contemporaneità. Il terzo capitolo affronta il tema della divulgazione della letteratura e dei miti, mettendo in luce il passaggio dalle forme tradizionali di trasmissione orale e scritta alle nuove modalità offerte dai media digitali; si analizzano le trasformazioni delle discipline umanistiche nell’era digitale e si approfondiscono i concetti di transmedialità e crossmedialità, intesi come strategie narrative e distributive che consentono ai miti di svilupparsi attraverso molteplici piattaforme, ampliando le possibilità di fruizione e di partecipazione; in questo contesto, si introduce il concetto di mitologia digitale, che descrive la produzione e la circolazione di narrazioni mitiche all’interno della società di rete, caratterizzata da un coinvolgimento attivo degli utenti. Il quarto capitolo esamina il rapporto tra il mito di Scilla e Cariddi e la cultura digitale giovanile, indagando le modalità attraverso cui i giovani entrano in contatto con il mito e lo rielaborano nei nuovi ambienti mediali; si evidenzia come le pratiche crossmediali e transmediali favoriscano la creazione di ecosistemi narrativi complessi, in cui il mito viene reinterpretato in forme innovative, mantenendo al contempo un legame con la tradizione; infine, si riflette sulle prospettive future e sulle sfide della narrazione digitale dei miti, sottolineando la necessità di un approccio critico capace di coniugare innovazione tecnologica e profondità interpretativa.| File | Dimensione | Formato | |
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