Il presente lavoro di tesi si propone di indagare l’evoluzione del libro di testo scolastico nel passaggio dal paradigma analogico a quello digitale, analizzando come l’integrazione tra transdisciplinarità e tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) possa agire da catalizzatore per la motivazione e l’interesse degli studenti. In un’epoca caratterizzata da stimoli multimediali pervasivi, la scuola è chiamata a ridefinire i propri strumenti didattici per superare la frammentazione del sapere e rispondere ai bisogni cognitivi dei "nativi digitali". La ricerca si articola in una densa analisi teorica e in uno studio di caso empirico. Nella prima parte, viene approfondito il concetto di conoscenza pertinente di Edgar Morin, ponendo l'accento sulla necessità di un approccio transdisciplinare che permetta agli studenti di cogliere le interconnessioni tra i fenomeni. Parallelamente, viene analizzato il framework dell'universal design for learning (UDL), inteso come paradigma metodologico per garantire un'istruzione inclusiva e personalizzata attraverso la flessibilità dei supporti digitali. La sezione sperimentale della tesi presenta i risultati di un'indagine condotta presso la scuola secondaria di primo grado "D. Alighieri" di Bibbiano. Attraverso l'osservazione di un campione di 57 studenti e la somministrazione di sondaggi a 10 docenti, è stato indagato l'impatto delle risorse digitali sulla partecipazione attiva. I dati raccolti evidenziano una realtà in cui il 90% dei docenti integra abitualmente strumenti quali Canva, Kahoot e Miro, considerandoli essenziali non solo per catturare l'attenzione nella fase di incipit didattico, ma soprattutto come mediatori facilitanti per gli studenti con Bisogni educativi speciali (BES) e DSA. In conclusione, l’elaborato sostiene che la trasformazione del testo scolastico in un "ambiente di apprendimento plastico" e ipermediale non sia un mero aggiornamento tecnologico, ma una necessità pedagogica e neuroscientifica. La ricerca dimostra che il successo formativo dipende dalla capacità dell'educatore di progettare un design pedagogico in cui il rigore della riflessione cartacea e la dinamicità del digitale convergano, trasformando lo studente da fruitore passivo ad architetto critico e motivato del proprio sapere.
Testo scolastico, digitale e transdisciplinarietà: motivare all'apprendimento nella scuola secondaria di primo grado.
MAIOLI, ELENA
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di tesi si propone di indagare l’evoluzione del libro di testo scolastico nel passaggio dal paradigma analogico a quello digitale, analizzando come l’integrazione tra transdisciplinarità e tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) possa agire da catalizzatore per la motivazione e l’interesse degli studenti. In un’epoca caratterizzata da stimoli multimediali pervasivi, la scuola è chiamata a ridefinire i propri strumenti didattici per superare la frammentazione del sapere e rispondere ai bisogni cognitivi dei "nativi digitali". La ricerca si articola in una densa analisi teorica e in uno studio di caso empirico. Nella prima parte, viene approfondito il concetto di conoscenza pertinente di Edgar Morin, ponendo l'accento sulla necessità di un approccio transdisciplinare che permetta agli studenti di cogliere le interconnessioni tra i fenomeni. Parallelamente, viene analizzato il framework dell'universal design for learning (UDL), inteso come paradigma metodologico per garantire un'istruzione inclusiva e personalizzata attraverso la flessibilità dei supporti digitali. La sezione sperimentale della tesi presenta i risultati di un'indagine condotta presso la scuola secondaria di primo grado "D. Alighieri" di Bibbiano. Attraverso l'osservazione di un campione di 57 studenti e la somministrazione di sondaggi a 10 docenti, è stato indagato l'impatto delle risorse digitali sulla partecipazione attiva. I dati raccolti evidenziano una realtà in cui il 90% dei docenti integra abitualmente strumenti quali Canva, Kahoot e Miro, considerandoli essenziali non solo per catturare l'attenzione nella fase di incipit didattico, ma soprattutto come mediatori facilitanti per gli studenti con Bisogni educativi speciali (BES) e DSA. In conclusione, l’elaborato sostiene che la trasformazione del testo scolastico in un "ambiente di apprendimento plastico" e ipermediale non sia un mero aggiornamento tecnologico, ma una necessità pedagogica e neuroscientifica. La ricerca dimostra che il successo formativo dipende dalla capacità dell'educatore di progettare un design pedagogico in cui il rigore della riflessione cartacea e la dinamicità del digitale convergano, trasformando lo studente da fruitore passivo ad architetto critico e motivato del proprio sapere.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5950