Background L'infermieristica contemporanea adotta un approccio olistico fondato sul riconoscimento della complessità bio-psico-sociale e spirituale della persona assistita. Tale paradigma attribuisce centralità alle credenze, ai valori e al background culturale del paziente come determinanti dell'esperienza di salute e dell'aderenza terapeutica. La relazione infermiere-paziente, strutturata su empatia e ascolto attivo, costituisce il presupposto per un'assistenza individualizzata e centrata sulla persona, come sancito dal Codice Deontologico infermieristico. Questo modello assume rilevanza particolare nel contesto della malattia renale cronica (CKD): i pazienti dializzati sperimentano una frattura profonda dell'identità personale, stati d'ansia e dipendenza dalla macchina e dal personale sanitario. Un'assistenza olistica fondata su counselling ed empatia diventa quindi strumento essenziale per sostenere l'accettazione della cronicità. La complessità si intensifica ulteriormente nei pazienti immigrati, esposti a barriere linguistiche, culturali e documentali che amplificano il carico psicofisico della malattia e generano disuguaglianze nell'accesso alle cure. Rimane ancora limitata la comprensione di come status migratorio e identità culturale modellino l'esperienza di malattia cronica, rendendo necessari modelli assistenziali culturalmente sensibili. Obiettivo Esplorare le caratteristiche dei pazienti con background migratorio in trattamento emodialitico e le loro esperienze rispetto al servizio offerto presso il centro dialisi di Reggio Emilia, per identificare criticità e opportunità di miglioramento nell'ottica di un'assistenza equa e culturalmente sensibile. Materiali e Metodi Il progetto adotta un disegno di Service Evaluation con approccio misto descrittivo-qualitativo, articolato in tre fasi: analisi descrittiva dei dati esistenti nelle cartelle cliniche, analisi retrospettiva triennale per individuare trend nella popolazione con background migratorio; studio qualitativo tramite questionari anonimi e in un secondo momento incontri individuali o di gruppo volontari, con raccolta dei dati mediante note di campo e analisi tematica. Risultati I risultati quantitativi mostrano dati sovrapponibili tra pazienti italiani e migranti riguardo alla comprensione delle informazioni ricevute e al coinvolgimento nelle decisioni di cura. Emergono differenze significative nella comunicazione: il 100% dei pazienti italiani si sente ascoltato e a proprio agio nel parlare con i sanitari, contro solo il 42% dei pazienti stranieri. Questo segnala difficoltà nella comunicazione in uscita, ovvero nell'espressione dei propri bisogni da parte dei pazienti migranti. Dall'analisi qualitativa emergono temi ricorrenti: necessità di comunicazioni più chiare sullo stato di salute, bisogno di ascolto attivo ed empatico, e richiesta di supporto psicologico. Significativo è il dato relativo alle preferenze religiose che i pazienti migranti dichiarano di non averle mai espresse, evidenziando una difficoltà nel sentirsi liberi di comunicare bisogni personali. Troviamo un elevato tasso di rifiuto alla partecipazione che invita a rivalutare le modalità di approccio per favorire un maggior coinvolgimento. Conclusioni L'analisi evidenzia lacune nell'assistenza infermieristica in ambito culturale, tra cui una letteratura ancora limitata. I risultati sottolineano la necessità di un'assistenza culturalmente competente, capace di integrare supporto emotivo e psicologico e di sviluppare le soft skills comunicative dei sanitari. Sebbene i pazienti percepiscano positivamente la gestione del loro percorso di cura, la difficoltà o la scelta di non esprimere i propri bisogni conferma che l'assistenza ai pazienti migranti deve andare oltre i fattori biomedici per includere le dimensioni socioculturali, rispettando i valori culturali e migliorando la qualità della vita.
“Service Evaluation: valutazione del servizio di Emodialisi ASMN di Reggio Emilia da parte di pazienti con background migratorio”
ARIF, FATNA
2024/2025
Abstract
Background L'infermieristica contemporanea adotta un approccio olistico fondato sul riconoscimento della complessità bio-psico-sociale e spirituale della persona assistita. Tale paradigma attribuisce centralità alle credenze, ai valori e al background culturale del paziente come determinanti dell'esperienza di salute e dell'aderenza terapeutica. La relazione infermiere-paziente, strutturata su empatia e ascolto attivo, costituisce il presupposto per un'assistenza individualizzata e centrata sulla persona, come sancito dal Codice Deontologico infermieristico. Questo modello assume rilevanza particolare nel contesto della malattia renale cronica (CKD): i pazienti dializzati sperimentano una frattura profonda dell'identità personale, stati d'ansia e dipendenza dalla macchina e dal personale sanitario. Un'assistenza olistica fondata su counselling ed empatia diventa quindi strumento essenziale per sostenere l'accettazione della cronicità. La complessità si intensifica ulteriormente nei pazienti immigrati, esposti a barriere linguistiche, culturali e documentali che amplificano il carico psicofisico della malattia e generano disuguaglianze nell'accesso alle cure. Rimane ancora limitata la comprensione di come status migratorio e identità culturale modellino l'esperienza di malattia cronica, rendendo necessari modelli assistenziali culturalmente sensibili. Obiettivo Esplorare le caratteristiche dei pazienti con background migratorio in trattamento emodialitico e le loro esperienze rispetto al servizio offerto presso il centro dialisi di Reggio Emilia, per identificare criticità e opportunità di miglioramento nell'ottica di un'assistenza equa e culturalmente sensibile. Materiali e Metodi Il progetto adotta un disegno di Service Evaluation con approccio misto descrittivo-qualitativo, articolato in tre fasi: analisi descrittiva dei dati esistenti nelle cartelle cliniche, analisi retrospettiva triennale per individuare trend nella popolazione con background migratorio; studio qualitativo tramite questionari anonimi e in un secondo momento incontri individuali o di gruppo volontari, con raccolta dei dati mediante note di campo e analisi tematica. Risultati I risultati quantitativi mostrano dati sovrapponibili tra pazienti italiani e migranti riguardo alla comprensione delle informazioni ricevute e al coinvolgimento nelle decisioni di cura. Emergono differenze significative nella comunicazione: il 100% dei pazienti italiani si sente ascoltato e a proprio agio nel parlare con i sanitari, contro solo il 42% dei pazienti stranieri. Questo segnala difficoltà nella comunicazione in uscita, ovvero nell'espressione dei propri bisogni da parte dei pazienti migranti. Dall'analisi qualitativa emergono temi ricorrenti: necessità di comunicazioni più chiare sullo stato di salute, bisogno di ascolto attivo ed empatico, e richiesta di supporto psicologico. Significativo è il dato relativo alle preferenze religiose che i pazienti migranti dichiarano di non averle mai espresse, evidenziando una difficoltà nel sentirsi liberi di comunicare bisogni personali. Troviamo un elevato tasso di rifiuto alla partecipazione che invita a rivalutare le modalità di approccio per favorire un maggior coinvolgimento. Conclusioni L'analisi evidenzia lacune nell'assistenza infermieristica in ambito culturale, tra cui una letteratura ancora limitata. I risultati sottolineano la necessità di un'assistenza culturalmente competente, capace di integrare supporto emotivo e psicologico e di sviluppare le soft skills comunicative dei sanitari. Sebbene i pazienti percepiscano positivamente la gestione del loro percorso di cura, la difficoltà o la scelta di non esprimere i propri bisogni conferma che l'assistenza ai pazienti migranti deve andare oltre i fattori biomedici per includere le dimensioni socioculturali, rispettando i valori culturali e migliorando la qualità della vita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5964