INTRODUZIONE. Gli accessi impropri in Pronto Soccorso sono rappresentati dalle urgenze minori: codici bianchi e verdi che nella stragrande maggioranza dei casi non necessitano di nessuna prestazione se non la visita medica. E’ un problema molto presente e assume una forte rilevanza clinica e organizzativa contribuendo al fenomeno dell’“overcrowding” (sovraffollamento) che ha un grande impatto sull’operatività e tenuta del servizio. In letteratura numerosi articoli descrivono il problema come multifattoriale: un insieme di bisogni clinici, organizzativi, informativi e sociali. Tra gli elementi in comune vi sono: la percezione soggettiva dell’urgenza, la non completa conoscenza dei servizi presenti sul territorio, la scarsa reperibilità dei MMG o la non volontà a contattarli. Vengono inoltre analizzate strategie e modelli organizzativi alternativi, compreso il triage infermieristico. OBIETTIVI. Sono stati identificati tre macro obiettivi: (1) rafforzamento delle Cure Primarie, (2) maggior definizione delle strutture organizzative e (3) maggior sinergia tra Medici di Medicina Generale e Cure Primarie, Pronto Soccorso, Ospedale e Territorio e quattro obiettivi specifici: (1) rafforzamento della Medicina di Gruppo con triage infermieristico e visita medica in giornata per urgenze minori (2) maggior condivisione dei percorsi dedicati a MMG, (3) rafforzamento della collaborazione tra l’Infermiere della Medicina di Gruppo e l’Infermiere di Famiglia e Comunità per la gestione condivisa dei pazienti cronici e (4) sensibilizzazione sui servizi territoriali. METODO. È stato impostato un progetto di miglioramento organizzativo con approccio descrittivo-applicativo. Sono state identificate le seguenti fasi: revisione della letteratura, analisi del contesto organizzativo, identificazione dei problemi con logica di causa-effetto, identificazioni degli obiettivi, definizione degli indicatori di processo e di esito e progettazione degli interventi. Tutte le fasi sono state condivise con Stakeholder aziendali e territoriali. La partenza avverrà tramite un progetto pilota presso la medicina di gruppo di San Felice sul Panaro della durata di 6 mesi. PROGETTAZIONE INTERVENTI. Gli interventi seguiranno quattro linee di progetto. La prima, quella principale, vedrà la gestione delle urgenze minori nella medicina di gruppo attraverso l’istituzione del triage infermieristico e la visita urgente in giornata. Parallelamente ci sarà il corretto utilizzo dei percorsi dedicati ai MMG (linea 2), la presa in carico condivisa di pazienti cronici e fragili (linea 3) e l’istituzione di azioni informative di orientamento ed educazione agli utenti sulla rete dei servizi. RISULTATI ATTESI. Tra i risultati di processo atteso abbiamo: l’aumento delle urgenze minori gestite in medicina di gruppo, l’aumento dell’utilizzo dei percorsi dedicati ai MMG e l’incremento delle attivazioni dell’Infermiere di Famiglia e Comunità. I risultati di esito sono: la riduzione degli accessi in codice bianco al PS, riduzione degli invii impropri al PS. Per una corretta misurazione degli stessi verranno utilizzati i seguenti indicatori: il numero di triage effettuati nella MdG, il numero di visite urgenti in giornata erogate dalla MdG, il numero di consulenze/attivazioni tramite percorsi MMG-specialistica/diagnostica, il numero delle prese in carico condivise Infermiere MdG–IFeC e attivazione IFeC e il numero di accessi in codice bianco in PS. CONCLUSIONI. La formalizzazione e standardizzazione del processo di triage nelle medicine di gruppo mira a ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso. Unito ad azioni educative e di miglioramento dei processi già in essere tende a rafforzare la medicina territoriale e le cure primarie definendo correttamente strutture, organizzazione e percorsi.
Accessi impropri in Pronto Soccorso e Triage Infermieristico nelle Medicine di Gruppo. Progetto di miglioramento nel Distretto di Mirandola (MO)
PAPOTTI, MATTEO
2024/2025
Abstract
INTRODUZIONE. Gli accessi impropri in Pronto Soccorso sono rappresentati dalle urgenze minori: codici bianchi e verdi che nella stragrande maggioranza dei casi non necessitano di nessuna prestazione se non la visita medica. E’ un problema molto presente e assume una forte rilevanza clinica e organizzativa contribuendo al fenomeno dell’“overcrowding” (sovraffollamento) che ha un grande impatto sull’operatività e tenuta del servizio. In letteratura numerosi articoli descrivono il problema come multifattoriale: un insieme di bisogni clinici, organizzativi, informativi e sociali. Tra gli elementi in comune vi sono: la percezione soggettiva dell’urgenza, la non completa conoscenza dei servizi presenti sul territorio, la scarsa reperibilità dei MMG o la non volontà a contattarli. Vengono inoltre analizzate strategie e modelli organizzativi alternativi, compreso il triage infermieristico. OBIETTIVI. Sono stati identificati tre macro obiettivi: (1) rafforzamento delle Cure Primarie, (2) maggior definizione delle strutture organizzative e (3) maggior sinergia tra Medici di Medicina Generale e Cure Primarie, Pronto Soccorso, Ospedale e Territorio e quattro obiettivi specifici: (1) rafforzamento della Medicina di Gruppo con triage infermieristico e visita medica in giornata per urgenze minori (2) maggior condivisione dei percorsi dedicati a MMG, (3) rafforzamento della collaborazione tra l’Infermiere della Medicina di Gruppo e l’Infermiere di Famiglia e Comunità per la gestione condivisa dei pazienti cronici e (4) sensibilizzazione sui servizi territoriali. METODO. È stato impostato un progetto di miglioramento organizzativo con approccio descrittivo-applicativo. Sono state identificate le seguenti fasi: revisione della letteratura, analisi del contesto organizzativo, identificazione dei problemi con logica di causa-effetto, identificazioni degli obiettivi, definizione degli indicatori di processo e di esito e progettazione degli interventi. Tutte le fasi sono state condivise con Stakeholder aziendali e territoriali. La partenza avverrà tramite un progetto pilota presso la medicina di gruppo di San Felice sul Panaro della durata di 6 mesi. PROGETTAZIONE INTERVENTI. Gli interventi seguiranno quattro linee di progetto. La prima, quella principale, vedrà la gestione delle urgenze minori nella medicina di gruppo attraverso l’istituzione del triage infermieristico e la visita urgente in giornata. Parallelamente ci sarà il corretto utilizzo dei percorsi dedicati ai MMG (linea 2), la presa in carico condivisa di pazienti cronici e fragili (linea 3) e l’istituzione di azioni informative di orientamento ed educazione agli utenti sulla rete dei servizi. RISULTATI ATTESI. Tra i risultati di processo atteso abbiamo: l’aumento delle urgenze minori gestite in medicina di gruppo, l’aumento dell’utilizzo dei percorsi dedicati ai MMG e l’incremento delle attivazioni dell’Infermiere di Famiglia e Comunità. I risultati di esito sono: la riduzione degli accessi in codice bianco al PS, riduzione degli invii impropri al PS. Per una corretta misurazione degli stessi verranno utilizzati i seguenti indicatori: il numero di triage effettuati nella MdG, il numero di visite urgenti in giornata erogate dalla MdG, il numero di consulenze/attivazioni tramite percorsi MMG-specialistica/diagnostica, il numero delle prese in carico condivise Infermiere MdG–IFeC e attivazione IFeC e il numero di accessi in codice bianco in PS. CONCLUSIONI. La formalizzazione e standardizzazione del processo di triage nelle medicine di gruppo mira a ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso. Unito ad azioni educative e di miglioramento dei processi già in essere tende a rafforzare la medicina territoriale e le cure primarie definendo correttamente strutture, organizzazione e percorsi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5972