Background. L’Outpatient Parenteral Antimicrobial Therapy (OPAT) consente la gestione territoriale di infezioni che richiedono terapie antibiotiche endovenose prolungate, riducendo il ricorso al ricovero ospedaliero. In questo contesto, l’integrazione del farmacista clinico all’interno dei team OPAT può contribuire in modo significativo al miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, della sicurezza farmacoterapeutica e dell’efficienza complessiva del percorso. Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale di tipo pre–post interventistico per valutare l’impatto dell’integrazione del farmacista clinico in un percorso OPAT territoriale. Sono stati confrontati due periodi di otto mesi ciascuno: un periodo pre-intervento (aprile–novembre 2024) e un periodo post-intervento (aprile–novembre 2025). Gli indicatori analizzati includevano il numero di pazienti trattati, i giorni complessivi di terapia in OPAT, la distribuzione dei setting assistenziali (ADI e CdC), l’utilizzo degli antibiotici secondo la classificazione WHO AWaRe e la stima del risparmio economico associato alle giornate di degenza evitate. Risultati. Nel periodo post-intervento si è osservato un aumento dei pazienti trattati da 10 a 32 e dei giorni complessivi di terapia da 108 a 717. È emerso un maggiore coinvolgimento delle Case della Comunità (238 vs 5 giorni di terapia) e una modifica del profilo prescrittivo, con l’introduzione significativa di antibiotici Reserve (312 giorni di terapia). Il farmacista clinico ha contribuito alla gestione sicura di tali terapie attraverso la definizione di protocolli operativi e la validazione della stabilità dei farmaci. Il risparmio economico stimato è aumentato da 48.600 € a 322.650 €. Conclusioni. L’integrazione del farmacista clinico in un percorso OPAT risulta associata a un aumento significativo delle giornate di degenza risparmiate, a un utilizzo più appropriato e sicuro degli antibiotici di classe Reserve e a una riduzione significativa dell’impiego delle risorse ospedaliere. Questi risultati confermano il farmacista clinico come figura essenziale nei programmi OPAT, in linea con gli obiettivi delle strategie di contrasto all’antimicrobico-resistenza e di sostenibilità del sistema sanitario.
INTEGRAZIONE DEL FARMACISTA CLINICO IN UN PROGRAMMA DI TERAPIA ANTIMICROBICA PARENTERALE AMBULATORIALE TERRITORIALE (OPAT) A GARANZIA DELLE CURE, SICUREZZA E SOSTENIBILITÀ DEL SSN
MANFREDI, FLAVIA
2024/2025
Abstract
Background. L’Outpatient Parenteral Antimicrobial Therapy (OPAT) consente la gestione territoriale di infezioni che richiedono terapie antibiotiche endovenose prolungate, riducendo il ricorso al ricovero ospedaliero. In questo contesto, l’integrazione del farmacista clinico all’interno dei team OPAT può contribuire in modo significativo al miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, della sicurezza farmacoterapeutica e dell’efficienza complessiva del percorso. Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale di tipo pre–post interventistico per valutare l’impatto dell’integrazione del farmacista clinico in un percorso OPAT territoriale. Sono stati confrontati due periodi di otto mesi ciascuno: un periodo pre-intervento (aprile–novembre 2024) e un periodo post-intervento (aprile–novembre 2025). Gli indicatori analizzati includevano il numero di pazienti trattati, i giorni complessivi di terapia in OPAT, la distribuzione dei setting assistenziali (ADI e CdC), l’utilizzo degli antibiotici secondo la classificazione WHO AWaRe e la stima del risparmio economico associato alle giornate di degenza evitate. Risultati. Nel periodo post-intervento si è osservato un aumento dei pazienti trattati da 10 a 32 e dei giorni complessivi di terapia da 108 a 717. È emerso un maggiore coinvolgimento delle Case della Comunità (238 vs 5 giorni di terapia) e una modifica del profilo prescrittivo, con l’introduzione significativa di antibiotici Reserve (312 giorni di terapia). Il farmacista clinico ha contribuito alla gestione sicura di tali terapie attraverso la definizione di protocolli operativi e la validazione della stabilità dei farmaci. Il risparmio economico stimato è aumentato da 48.600 € a 322.650 €. Conclusioni. L’integrazione del farmacista clinico in un percorso OPAT risulta associata a un aumento significativo delle giornate di degenza risparmiate, a un utilizzo più appropriato e sicuro degli antibiotici di classe Reserve e a una riduzione significativa dell’impiego delle risorse ospedaliere. Questi risultati confermano il farmacista clinico come figura essenziale nei programmi OPAT, in linea con gli obiettivi delle strategie di contrasto all’antimicrobico-resistenza e di sostenibilità del sistema sanitario.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
TESI MANFREDI FLAVIA.pdf
accesso aperto
Dimensione
3.09 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.09 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/5979