L’ipotiroidismo rappresenta una delle patologie di maggior interesse in campo endocrinologico, in quanto costituisce un disturbo con un rilevante impatto dal punto di vista clinico a livello nazionale e globale: si tratta infatti di una malattia con una forte prevalenza che colpisce diverse categorie di pazienti, con un’incidenza superiore nei soggetti di sesso femminile e in età geriatrica (> 65 anni). Tale disfunzione è caratterizzata da un deficit degli ormoni tiroidei, che determina un rallentamento del metabolismo e delle funzioni vitali dell’organismo. Ciò produce un quadro sintomatologico esteso, che comprende svariate manifestazioni che possono essere differenti in base a fattori come età, sesso ed etnia. Approfondire la conoscenza delle principali cause e identificare i fattori di rischio è utile al fine di mettere in atto le strategie più efficaci per prevenire la malattia o, laddove sia già avviata, per intervenire tempestivamente con l’iter terapeutico più idoneo. Ciò si rende necessario poiché se non trattato, l’ipotiroidismo può portare a conseguenze gravi, come il coma mixedematoso, con esiti talvolta fatali. Il trattamento standard prevede la terapia ormonale sostitutiva a base di Levotiroxina (LT4), che permette di compensare la carenza ormonale e di gestire e controllare il quadro clinico. Nonostante l’efficacia di questi protocolli farmacologici e il raggiungimento di valori fisiologici degli ormoni e del TSH, una percentuale significativa di pazienti continua a riferire disturbi persistenti. Proprio per questa ragione si rende necessaria la ricerca di approcci alternativi al trattamento convenzionale con LT4, che garantiscano il miglioramento della sintomatologia e della compliance del paziente, compensando la carenza di ormoni tiroidei nell’organismo e migliorando la funzionalità della ghiandola. Pertanto, l’obiettivo dell’industria farmaceutica è quello di sviluppare nuove formulazioni che migliorino sensibilmente lo stato di salute del paziente ipotiroideo, superando i limiti farmacocinetici riscontrati nelle formulazioni tradizionali e orientandosi progressivamente verso una terapia personalizzata. Sulla base di questi presupposti, tale elaborato di tesi ha l’obiettivo di analizzare i limiti degli approcci convenzionali e di confrontarli con le strategie farmacologiche emergenti nel settore farmaceutico, sviluppate per ottimizzare la gestione dell’ipotiroidismo. Nello specifico, la relazione approfondisce le forme farmaceutiche alternative (formulazioni liquide, capsule soft gel, iniezioni ev/im/sc, supposte), messe a punto per migliorare la biodisponibilità e l’aderenza terapeutica; le tecnologie farmaceutiche avanzate (sistemi impiantabili, drug reservoir, nanomateriali, matrici polimeriche, nanoparticelle), progettate per ottimizzare il profilo di rilascio e minimizzare le fluttuazioni plasmatiche; la terapia combinata LT4 + LT3, volta alla risoluzione dei sintomi persistenti in specifici gruppi di pazienti. L’analisi si conclude con un approfondimento sulle prospettive future, incentrate non solo sulla ricerca di biomarcatori alternativi al TSH che siano più rappresentativi dell’eutiroidismo a livello dei tessuti, ma orientate principalmente alla medicina di precisione – un approccio multidisciplinare che integra innovazioni tecnologiche, nutraceutica (selenio, vitamina D, zinco, mioinositolo) e fitoterapia, stabilendo un protocollo personalizzato in base alle specifiche esigenze del singolo paziente. Perseguendo questa nuova frontiera, è possibile superare i limiti legati alla terapia ormonale sostitutiva standard.
Nuovi approcci farmacologici nel trattamento dell'ipotiroidismo.
TRISOLINI, SARA
2024/2025
Abstract
L’ipotiroidismo rappresenta una delle patologie di maggior interesse in campo endocrinologico, in quanto costituisce un disturbo con un rilevante impatto dal punto di vista clinico a livello nazionale e globale: si tratta infatti di una malattia con una forte prevalenza che colpisce diverse categorie di pazienti, con un’incidenza superiore nei soggetti di sesso femminile e in età geriatrica (> 65 anni). Tale disfunzione è caratterizzata da un deficit degli ormoni tiroidei, che determina un rallentamento del metabolismo e delle funzioni vitali dell’organismo. Ciò produce un quadro sintomatologico esteso, che comprende svariate manifestazioni che possono essere differenti in base a fattori come età, sesso ed etnia. Approfondire la conoscenza delle principali cause e identificare i fattori di rischio è utile al fine di mettere in atto le strategie più efficaci per prevenire la malattia o, laddove sia già avviata, per intervenire tempestivamente con l’iter terapeutico più idoneo. Ciò si rende necessario poiché se non trattato, l’ipotiroidismo può portare a conseguenze gravi, come il coma mixedematoso, con esiti talvolta fatali. Il trattamento standard prevede la terapia ormonale sostitutiva a base di Levotiroxina (LT4), che permette di compensare la carenza ormonale e di gestire e controllare il quadro clinico. Nonostante l’efficacia di questi protocolli farmacologici e il raggiungimento di valori fisiologici degli ormoni e del TSH, una percentuale significativa di pazienti continua a riferire disturbi persistenti. Proprio per questa ragione si rende necessaria la ricerca di approcci alternativi al trattamento convenzionale con LT4, che garantiscano il miglioramento della sintomatologia e della compliance del paziente, compensando la carenza di ormoni tiroidei nell’organismo e migliorando la funzionalità della ghiandola. Pertanto, l’obiettivo dell’industria farmaceutica è quello di sviluppare nuove formulazioni che migliorino sensibilmente lo stato di salute del paziente ipotiroideo, superando i limiti farmacocinetici riscontrati nelle formulazioni tradizionali e orientandosi progressivamente verso una terapia personalizzata. Sulla base di questi presupposti, tale elaborato di tesi ha l’obiettivo di analizzare i limiti degli approcci convenzionali e di confrontarli con le strategie farmacologiche emergenti nel settore farmaceutico, sviluppate per ottimizzare la gestione dell’ipotiroidismo. Nello specifico, la relazione approfondisce le forme farmaceutiche alternative (formulazioni liquide, capsule soft gel, iniezioni ev/im/sc, supposte), messe a punto per migliorare la biodisponibilità e l’aderenza terapeutica; le tecnologie farmaceutiche avanzate (sistemi impiantabili, drug reservoir, nanomateriali, matrici polimeriche, nanoparticelle), progettate per ottimizzare il profilo di rilascio e minimizzare le fluttuazioni plasmatiche; la terapia combinata LT4 + LT3, volta alla risoluzione dei sintomi persistenti in specifici gruppi di pazienti. L’analisi si conclude con un approfondimento sulle prospettive future, incentrate non solo sulla ricerca di biomarcatori alternativi al TSH che siano più rappresentativi dell’eutiroidismo a livello dei tessuti, ma orientate principalmente alla medicina di precisione – un approccio multidisciplinare che integra innovazioni tecnologiche, nutraceutica (selenio, vitamina D, zinco, mioinositolo) e fitoterapia, stabilendo un protocollo personalizzato in base alle specifiche esigenze del singolo paziente. Perseguendo questa nuova frontiera, è possibile superare i limiti legati alla terapia ormonale sostitutiva standard.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5988