La presente tesi indaga il ruolo della scuola primaria come contesto privilegiato per la costruzione di una cultura democratica, intesa non come semplice trasmissione di contenuti, ma come esperienza vissuta di partecipazione, responsabilità e dialogo. In questa prospettiva, la scuola si configura come uno spazio generativo di cittadinanza attiva, capace di incidere sui processi di formazione dell’identità personale e sociale degli studenti. L’analisi prende avvio dai fondamenti storico-pedagogici dell’attivismo e dal rinnovamento educativo che, tra Otto e Novecento, ha trasformato il modo di concepire l’infanzia, l’apprendimento, i ruoli dell’insegnante e dello studente. Le radici filosofiche dell’educazione attiva vengono ricondotte anche al pensiero di Jean-Jacques Rousseau, che ha posto al centro la soggettività del bambino, aprendo la strada a una visione dell’educazione come processo esperienziale e orientato alla libertà. In continuità si collocano le esperienze delle scuole nuove e il contributo di figure significative che, pur nella diversità delle prospettive, condividono una concezione dell’educazione come pratica emancipativa e dialogica, orientata alla costruzione della coscienza critica e alla trasformazione sociale. La riflessione si sviluppa all’interno del quadro normativo europeo e nazionale sull’educazione civica e sulla cittadinanza globale, evidenziando come i principi sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e rilanciati dal Manifesto di Maastricht sull’Educazione Globale trovino applicazione nelle politiche educative. All’interno di questa prospettiva si collocano approcci innovativi che favoriscono la partecipazione dell’intera comunità scolastica, affinché la democrazia venga sperimentata quotidianamente come pratica concreta. In questo contesto, la scuola primaria assume un ruolo strategico nello sviluppo di competenze civico-sociali e nella maturazione di una coscienza globale, capace di riconoscere l’interdipendenza tra individui, comunità e ambiente. Sulla base di queste considerazioni, la ricerca approfondisce la dimensione operativa della formazione democratica attraverso l’analisi di pratiche e strategie educative coerenti con questa prospettiva. Si adottano approcci volti a promuovere il pensiero critico, il confronto e la partecipazione all’interno della comunità, insieme allo sviluppo della responsabilità condivisa e della cura di sé, degli altri e dell’ambiente. In questo quadro si collocano esperienze come l’uso della filosofia in classe, intesa come strumento per potenziare le capacità argomentative, l’ascolto e la costruzione condivisa del significato, nonché l’apertura all’attualità come occasione per confrontarsi con la complessità del reale. Centrale risulta anche il tema della libera scelta, considerata una pratica democratica fondamentale per sostenere l’autodeterminazione e l’orientamento degli studenti, all’interno di una didattica aperta e interdisciplinare. Nel suo complesso, il lavoro si propone di offrire uno spazio di riflessione critica sull’azione educativa, intrecciando contributi teorici e spunti concreti per individuare possibili strategie e direzioni di sviluppo. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una scuola realmente democratica e trasformativa, capace di ripensare il proprio ruolo in una realtà contemporanea segnata da profonde interconnessioni e da una crescente complessità sociale, culturale e tecnologica, promuovendo al contempo i valori della pace, della solidarietà e della convivenza responsabile, e formando cittadini consapevoli, capaci di orientarsi e di agire in modo critico e cooperativo all’interno di contesti globali.

La scuola come spazio di costruzione democratica: fondamenti storico-pedagogici, quadro normativo e pratiche educative nella scuola primaria per la formazione del cittadino consapevole

GIUFFREDI, SILVIA
2024/2025

Abstract

La presente tesi indaga il ruolo della scuola primaria come contesto privilegiato per la costruzione di una cultura democratica, intesa non come semplice trasmissione di contenuti, ma come esperienza vissuta di partecipazione, responsabilità e dialogo. In questa prospettiva, la scuola si configura come uno spazio generativo di cittadinanza attiva, capace di incidere sui processi di formazione dell’identità personale e sociale degli studenti. L’analisi prende avvio dai fondamenti storico-pedagogici dell’attivismo e dal rinnovamento educativo che, tra Otto e Novecento, ha trasformato il modo di concepire l’infanzia, l’apprendimento, i ruoli dell’insegnante e dello studente. Le radici filosofiche dell’educazione attiva vengono ricondotte anche al pensiero di Jean-Jacques Rousseau, che ha posto al centro la soggettività del bambino, aprendo la strada a una visione dell’educazione come processo esperienziale e orientato alla libertà. In continuità si collocano le esperienze delle scuole nuove e il contributo di figure significative che, pur nella diversità delle prospettive, condividono una concezione dell’educazione come pratica emancipativa e dialogica, orientata alla costruzione della coscienza critica e alla trasformazione sociale. La riflessione si sviluppa all’interno del quadro normativo europeo e nazionale sull’educazione civica e sulla cittadinanza globale, evidenziando come i principi sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e rilanciati dal Manifesto di Maastricht sull’Educazione Globale trovino applicazione nelle politiche educative. All’interno di questa prospettiva si collocano approcci innovativi che favoriscono la partecipazione dell’intera comunità scolastica, affinché la democrazia venga sperimentata quotidianamente come pratica concreta. In questo contesto, la scuola primaria assume un ruolo strategico nello sviluppo di competenze civico-sociali e nella maturazione di una coscienza globale, capace di riconoscere l’interdipendenza tra individui, comunità e ambiente. Sulla base di queste considerazioni, la ricerca approfondisce la dimensione operativa della formazione democratica attraverso l’analisi di pratiche e strategie educative coerenti con questa prospettiva. Si adottano approcci volti a promuovere il pensiero critico, il confronto e la partecipazione all’interno della comunità, insieme allo sviluppo della responsabilità condivisa e della cura di sé, degli altri e dell’ambiente. In questo quadro si collocano esperienze come l’uso della filosofia in classe, intesa come strumento per potenziare le capacità argomentative, l’ascolto e la costruzione condivisa del significato, nonché l’apertura all’attualità come occasione per confrontarsi con la complessità del reale. Centrale risulta anche il tema della libera scelta, considerata una pratica democratica fondamentale per sostenere l’autodeterminazione e l’orientamento degli studenti, all’interno di una didattica aperta e interdisciplinare. Nel suo complesso, il lavoro si propone di offrire uno spazio di riflessione critica sull’azione educativa, intrecciando contributi teorici e spunti concreti per individuare possibili strategie e direzioni di sviluppo. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una scuola realmente democratica e trasformativa, capace di ripensare il proprio ruolo in una realtà contemporanea segnata da profonde interconnessioni e da una crescente complessità sociale, culturale e tecnologica, promuovendo al contempo i valori della pace, della solidarietà e della convivenza responsabile, e formando cittadini consapevoli, capaci di orientarsi e di agire in modo critico e cooperativo all’interno di contesti globali.
2024
democrazia
cittadinanza attiva
pedagogia attiva
cittadinanza globale
whole school
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6068